Sequestro preventivo del veicolo utilizzato nel commettere reati

Il veicolo utilizzato nel commettere i reati di truffa ed esercizio abusivo della professione di commercialista, non può essere assoggettato alla misura cautelare del sequestro preventivo anche se al suo interno sono stati rinvenuti numerosi documenti pertinenti ai reati per i quali si procede.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, II sezione penale, con la sentenza 18 ottobre 2010, n. 37130, sottolineando come, nel caso di specie, non sia possibile riscontrare l’esistenza di un nesso strumentale, non occasionale, tra la disponibilità del veicolo e la reiterazione dei reati, che è, invece, presupposto indefettibile per il sequestro di un bene la cui detenzione è assolutamente lecita.
Il testo della sentenza e la relativa massima sono a disposizione degli abbonati sul corrente Fascicolo della Rivista.