Guida in stato di ebbrezza e lavori di pubblica utilità per i conducenti a rischio elevato

La pena detentiva e pecuniaria prevista per il reato di guida in stato di ebbrezza commesso da uno dei soggetti indicati nell’art. 186 bis, comma 1, c.s. (infraventunenni, neo-patentati, autotrasportatori e conducenti di mezzi pesanti o di autobus), può essere sostituita con quella del lavoro di pubblica utilità, di cui all’art. 54 d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274, se non vi è opposizione da parte dell’imputato.
È quanto emerge dalla sentenza n. 167/2012, con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 186 bis, comma 6, c.s., perché basata sull’erroneo presupposto interpretativo che le ipotesi di guida sotto l’influsso dell’alcool dei conducenti “a rischio elevato”, delineate dall’art. 186 bis, comma 3, in riferimento all’art. 186, comma 2, lettere b) e c), costituiscano autonome fattispecie di reato e non già circostanze aggravanti della figura generica descritta dal medesimo art. 186 c.s.
Il testo della sentenza e la relativa massima sono a disposizione degli utenti sul fascicolo n. 4 della Rivista