Falsificazione del contrassegno assicurativo

L’esposizione, sul parabrezza dell’autovettura, di un contrassegno assicurativo falsificato non integra il reato di truffa.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, II sezione penale, con sentenza 10 giugno 2009 n. 23941, spiegando che il comportamento fraudolento non può in nessun caso essere correlato ad un ipotetico danno erariale non essendo finalizzato a spostare risorse economiche dal soggetto truffato all’autore della condotta ma solo a consentire la circolazione del veicolo senza la necessaria copertura assicurativa.
Il testo della sentenza e la relativa massima sono a disposizione degli abbonati sul corrente fascicolo della Rivista.