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Tasse automobilistiche

Corte di Cassazione S.U. civ.
23 aprile 2009, n. 9673

Tasse automobilistiche - Mancato pagamento - Avviso di mora – Impugnazione – Giurisdizione – Giudice tributario.

 

L’avviso di mora relativo al mancato pagamento della tasse automobilistiche è atto prodromico alla fase dell’esecuzione.
Conseguentemente, il relativo contenzioso è devoluto alla giurisdizione del giudice tributario.

sul ricorso proposto da:
(omissis) in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma, viale Mazzini 88, presso l’avv. W. V., rappresentata e difesa dagli avv.ti G. E. e G. C. giusta delega in calce al ricorso;
- ricorrente -
contro
Avv. (omissis), elettivamente domiciliato in Roma, viale Bruno Buozzi 53, presso l’avv. L. L., rappresentato e difeso da se stesso;
- controricorrente -
Avverso la sentenza del Giudice di Pace di Rapallo, n. 470/07 del 5 novembre 2007, depositata il 6 novembre 2007, non notificata;
Preso atto che nessuno è presente per le parti;
Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 7 aprile 2009 dal Consigliere Dott. Raffaele Botta;
udito il P.M. in persona dell’Avvocato Generale Dott. IANNELLI Domenico che ha concluso per l’accoglimento del ricorso e per la dichiarazione della giurisdizione del giudice tributario.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO - La controversia concerne l’impugnazione proposta innanzi al Giudice di Pace di Rapallo di sette avvisi di mora notificati al contribuente dal concessionario (omissis) a seguito del mancato pagamento di cartelle esattoriali relative in parte ad imposta di pubblicità dovuta al Comune di Chiavari, in parte a sanzioni amministrative dovute ai Comuni di Chiavari, Santa Margherita Ligure, Rapallo e Sestri Levante e da ultimo alla tassa automobilistica per l’anno 1991.
Il Giudice di Pace adito, qualificata l’azione del contribuente come opposizione all’esecuzione ex artt. 615 e 617 c.p.c. e ritenuta la propria competenza per valore, annullava gli atti impositivi impugnati in ragione dell’omissione da parte del concessionario della comunicazione diretta ad informare il contribuente della possibilità di usufruire del condono di cui alla L. n. 289 del 2002, art. 12.
Avverso tale sentenza il concessionario propone ricorso per cassazione con due motivi, con il secondo dei quali solleva la questione di giurisdizione relativamente alla tassa automobilistica.
Resiste il contribuente con controricorso.
MOTIVI DELLA DECISIONE - Le censure sviluppate nel ricorso riguardano atti impositivi diversi, distinguendo l’avviso di mora riferito alla cartella con la quale era stato chiesto al contribuente la corresponsione della tassa automobilistica per l’anno 1991, dagli avvisi di mora riferiti a cartelle concernenti altri tributi.
La questione di giurisdizione è posta, limitatamente alla tassa automobilistica, con il secondo motivo di ricorso, con il quale la società ricorrente deduce il difetto di giurisdizione del giudice ordinario sostenendo che, nel caso, la giurisdizione spetta al giudice tributario ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, integrato dalla L. n. 448 del 2001, art. 12, comma 2.
Il motivo è fondato, trattandosi di una controversia introdotta da un atto di citazione del 13 aprile 2007, per cui si applica ratione temporis il D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, come sostituito dalla L. n. 448 del 2001, art. 12, comma 2, (ed integrato dal D.L. n. 203 del 2005, art. 3 bis convertito con modificazioni dalla L. n. 248 del 2005).
Queste Sezioni Unite hanno, infatti, già avuto modo di affermare che le tasse automobilistiche hanno “natura indiscutibilmente tributaria, e dunque, alla luce del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, come sostituito dalla L. n. 448 del 2001, art. 12, comma 2, (ed integrato dal D.L. n. 203 del 2005, art. 3 bis, convertito con modificazioni dalla L. n. 248 del 2005), il relativo contenzioso è devoluto alla giurisdizione del giudice tributario” (Cass. S.U. n. 16289 e 23832 del 2007).
Nel caso di specie l’atto impositivo impugnato consisteva in un avviso di mora, che non costituisce atto relativo alla fase dell’esecuzione, ma ad essa prodromico, sicché risulta rispetto ad esso spettante al giudice tributario la relativa giurisdizione (v. Cass. S.U. n. 8272 del 2008).
Con il primo motivo, la società ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione della L. n. 289 del 2002, artt. 12 e 13, nonché vizio di motivazione, per aver il giudice del merito ritenuto applicabile il condono di cui alla L. n. 289 del 2002, art. 12, anche a tributi che non costituiscono entrate dello Stato (nel caso di specie sanzioni per violazioni del codice della strada, imposta di pubblicità, tassa automobilistica).
Il motivo è inammissibile perché rispetto ad esso non è formulato il quesito di diritto come richiesto dall’art. 366 bis c.p.c..
Pertanto, deve essere accolto il secondo motivo di ricorso, dichiarato inammissibile il primo.
La sentenza impugnata deve essere cassata in relazione al motivo accolto e deve essere dichiarata la giurisdizione del giudice tributario limitatamente alla tassa automobilistica contestata in causa.
Il consolidamento dei principi enunciati in epoca successiva alla proposizione del ricorso giustifica la compensazione delle spese della presente fase del giudizio.
P.Q.M. la Corte Suprema di Cassazione accoglie il secondo motivo di ricorso, dichiarato inammissibile il primo, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto, dichiara la giurisdizione del giudice tributario limitatamente alla tassa automobilistica e rimette le parti innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale territorialmente competente.
Compensa le spese.

 

 

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