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Sistema di eCall obbligatorio entro il 2015

Comitato di redazione

 

La Commissione europea ha adottato il 13.06.2013 due proposte per garantire che a partire dal mese di ottobre 2015 sia obbligatorio equipaggiare tutti i nuovi modelli di autovetture ed i veicoli utilitari leggeri del sistema eCall 112 e che nel contempo venga realizzata l’infrastruttura necessaria a ricevere e gestire le chiamate in appositi centri di pronto intervento, assicurando la compatibilità, interoperabilità e continuità del servizio in tutta l’ UE. L’attuazione a livello europeo di un servizio di eCall interoperabile rientra nell’ambito delle azioni poste in essere dalla Commissione Europea per ridurre il numero di incidenti stradali: la sicurezza stradale è infatti un caposaldo della politica dei trasporti dell’Unione. I dati in materia sono allarmanti se si pensa che nell’anno 2011 sulle strade europee ci sono stati circa 30.000 morti e più di un milione e mezzo di feriti. Dal 2005 la Commissione lavora per la diffusione del servizio di eCall, infatti, nella Comunicazione (COM (2005)431) “Mettere eCall a disposizione dei cittadini” tutti i paesi sono stati esortati ad attivarsi entro il 2009 per avviare un sistema di eCall paneuropeo investendo nelle infrastrutture di emergenza. Tale approccio volontario è stato però dichiarato insufficiente nella Comunicazione (COM (2009) 434) “eCall è ora di diffonderlo” in cui la Commissione dichiarava che se non ci fossero stati progressi significativi in tal senso entro la fine del 2009 si sarebbe orientata verso l’adozione di misure normative per rendere obbligatoria l’installazione del dispositivo sulle autovetture e i veicoli commerciali leggeri. Nel 2010, con la Direttiva 2010/40/UE in materia di sistemi di trasporto intelligenti (ITS) è stata esplicitamente prevista, tra le azioni prioritarie individuate, la predisposizione del servizio elettronico di chiamata di emergenza interoperabile in tutto il territorio UE. Constatato che nel termine previsto della fine del 2009 non si erano verificati i progressi attesi nella diffusione su base volontaria dell’eCall, è stata effettuata dalla Commissione una valutazione d’impatto per decidere quale fosse l’opzione strategica più adeguata (misure normative, approccio volontario, nessuna azione a livello UE) per la realizzazione effettiva del sistema armonizzato a livello comunitario. Una delle conclusioni più rilevanti a cui si è giunti con la valutazione d’impatto è stata quella di ritenere che la scelta migliore per l’effettiva applicazione a livello europeo dei servizio fosse l’approccio normativo. Per valutare inoltre l’effettivo stato dell’arte a livello europeo circa l’implementazione del servizio in oggetto è stata avviata tra il luglio e settembre 2010 una consultazione pubblica sull’attuazione dell’eCall e sono state effettuate consultazioni con diversi interlocutori interessati come ad esempio il gruppo di esperti sui centri di raccolta delle chiamate nell’ambito di eCall e il gruppo di orientamento eCall nell’ambito del forum “eSafety/i-Mobility”. Nel settembre 2011 anche sulla base di quanto emerso con la valutazione d’impatto è stata adottata la Raccomandazione della Commissione 2011/750/UE relativa al sostegno al servizio eCall su scala UE per la trasmissione da veicoli delle chiamate d’emergenza basate sul 112. La recente proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio (2013/0165 (COD)) del mese di giugno si inserisce proprio in questa scia di atti giuridici dell’Unione e ha come obiettivo quello di introdurre nel sistema di omologazione CE degli autoveicoli l’obbligo di installare un sistema di eCall a bordo dei veicoli entro il 1°ottobre 2015. Nella relazione contenuta nella proposta di regolamento vengono evidenziati gli aspetti positivi dell’opzione normativa considerata come la più idonea anche sulla base di un’analisi costi-benefici come la riduzione degli incidenti mortali, la riduzione della gravità delle lesioni in essi riportate, l’agevolazione dei servizi di soccorso ed il miglioramento della sicurezza delle squadre di soccorso, la riduzione delle infrastrutture SOS sulle strade (vista la possibilità dell’automobilista di inviare la chiamata dal proprio veicolo). La Commissione rileva che per garantire l’interoperabilità e la continuità del servizio in tutta Europa è necessario intervenire a livello comunitario utilizzando norme europee comuni facendo quindi ricorso al principio di sussidiarietà sancito dall’art. 5 paragrafo 3 del Trattato sull’Unione europea. Nel caso de quo infatti il raggiungimento dell’obiettivo non può essere garantito in modo soddisfacente dai singoli Stati membri ma conseguito nel modo migliore solo a livello di regolamentazione comunitaria. Nella proposta di regolamento si prevede che tutti i nuovi tipi di autovetture e veicoli commerciali leggeri siano dotati di sistema di eCall in modo da far scattare, in caso d’incidente grave una chiamata di emergenza al numero 112. Ovviamente dovranno essere previste norme per la protezione dei dati e della privacy considerata la natura delle informazioni fornite e gestite dal servizio, definiti i requisiti tecnici dettagliati e le prove per l’omologazione dei sistemi eCall a bordo, l’esonero dall’obbligo di installazione per i veicoli per uso speciale e in altri casi determinati che dovranno però essere in numero limitato. Il sistema di chiamata d’emergenza per poter operare necessita di una infrastruttura dei centri di raccolta delle chiamate di emergenza (PSAP) che sia armonizzata ed interoperabile su tutto il territorio UE. Proprio di questo aspetto si occupa la proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio (COM (2013) 315 final) sulla diffusione in tutto il territorio dell’Unione europea di un servizio elettronico di chiamata di emergenza interoperabile contestuale alla proposta di regolamento su citata. Nella proposta si evidenzia che le tre misure previste per la realizzazione dell’eCall e cioè i sistemi sui veicoli, le telecomunicazioni e PSAP (public-safety answering point) sono tra loro inseparabili e interconnessi e si invitano gli Stati membri a introdurre entro il 1° ottobre 2015 l’infrastruttura PSAP sul proprio territorio ed organizzare i servizi di pronto intervento nel modo più efficiente sotto il profilo dei costi e più consono alle proprie esigenze. Gli Stati membri dovranno riferire alla Commissione sullo stato di attuazione della decisione entro 18 mesi dall’entrata in vigore della decisione stessa (ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale Europea.)

 

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