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Scambio transfrontaliero d’informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale

Comitato di redazione

 

Il 7 novembre 2013 è scaduto il termine previsto gli Stati membri di conformarsi alla Direttiva 2011/82/UE intesa ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale. La direttiva persegue l’obiettivo di ovviare al frequente fenomeno della mancata applicazione delle sanzioni conseguenti alla violazione delle norme sulla circolazione stradale commesse con un veicolo immatricolato in uno Stato membro diverso da quello in cui l’infrazione è commessa. L’applicazione coerente a livello UE delle sanzioni per le infrazioni che mettono in grave pericolo la sicurezza stradale è un elemento fondamentale per la realizzazione concreta della politica dei trasporti dell’ Unione che tra i suoi obiettivi primari pone il miglioramento della sicurezza stradale con conseguente riduzione del numero dei morti e dei feriti sulle strade. Fondamentale a tal fine appare la necessità di sensibilizzare i cittadini in merito alle norme sulla sicurezza stradale garantendo una sufficiente informazione sulle sanzioni applicate in caso di infrazioni al Codice della Strada nei casi in cui si viaggia in uno Stato diverso dal proprio. Per l’applicazione facilitata delle sanzioni indipendentemente dallo stato di immatricolazione del veicolo è necessario istituire un sistema di scambio transfrontaliero d’informazioni per determinate infrazioni a prescindere dalla loro natura civile e penale in modo da consentire allo Stato in cui è stata commessa la violazione di accedere ai dati d’immatricolazione del veicolo straniero. A livello europeo vi è infatti una estrema diversità nella disciplina giuridica applicata alle violazioni in esame: basti pensare che in alcuni stati le stesse fattispecie sono considerate illeciti amministrativi mentre in altri sono dei veri e propri reati sanzionati penalmente. Ormai da molto tempo ci si auspica una maggiore armonizzazione a livello UE delle norme sulla sicurezza e circolazione stradale creando un vero e proprio Codice della Strada Europeo. Nella direttiva è previsto che lo scambio transfrontaliero delle informazioni avvenga per le seguenti infrazioni: eccesso di velocità mancato utilizzo della cintura di sicurezza mancato arresto davanti a un semaforo rosso guida in stato di ebbrezza guida sotto l' influenza di sostanze stupefacenti mancato uso del casco protettivo circolazione su corsia vietata uso indebito di telefono cellulare o qualsiasi altro dispositivo di comunicazione durante la guida. Per quanto concerne la procedura da seguire è previsto che lo Stato del trasgressore fornisca in via telematica allo Stato in cui è accertata la violazione, tramite una competente autorità a ciò designata, tutti i dati d’immatricolazione del veicolo. Lo Stato ricevente deve far recapitare al proprietario del mezzo una lettera redatta secondo un modello standard contenente tutte le informazioni necessarie ad informare il soggetto ricevente e metterlo nella condizione di poter presentare un eventuale ricorso. Entro 60 giorni dal ricevimento della lettera d’informazione, il proprietario del veicolo è obbligato ha rispondere attraverso l’invio di un modulo con il quale o si comunicano i dati del trasgressore oppure si contesta la violazione. La violazione deve essere pagata allo stato nel quale è stata commessa l’infrazione. Nella direttiva si prevede che entro il 7 novembre 2016 la Commissione presenterà al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull’applicazione della stessa da parte degli Stati membri.

 

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