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  • Dott.ssa Maristella Giuliano

Revisione della patente di guida

Tar Campania V Sez. Napoli
26 marzo 2007, n.2830

Art. 128 cod. strad. – revisione patente –grave violazione al codice della strada – presupposto per la revisione – inammissibilità - idoneità alla guida – necessario riscontro

 

Un'unica violazione del Codice della Strada anche se dotata di una certa rilevanza, non può costituire presupposto per l’adozione del provvedimento di revisione della patente ex art. 128 cod. strad., a prescindere da ogni valutazione circa l’idoneità e la capacità alla guida del conducente. Infatti, pur costituendo il provvedimento di revisione della patente di cui all’art. 128 un provvedimento latamente discrezionale, in quanto adottato per garantire la realizzazione dell’interesse pubblico della sicurezza nella circolazione dei veicoli, deve essere suffragato dalla presenza di elementi di giudizio che possano mettere in dubbio l’idoneità tecnica del conducente alla guida.    

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO -  Si assume in atto introduttivo di giudizio che il ricorrente, in data 5 dicembre 2004, alle ore 14,30, mentre era alla guida dell’auto di proprietà della madre, sull’autostrada Napoli-Bari, direzione Bari, all’altezza di Grottaminarda, era sorpassato da un’auto che, provenendo dalla sua destra, gli tagliava la strada provocando la totale perdita di controllo del veicolo, fino a farlo ribaltare. Il responsabile del sinistro si dava alla fuga, lasciando il ricorrente incastrato nelle lamiere. L’auto rimaneva totalmente distrutta ed il ricorrente era ricoverato presso il P.O. di Avellino dove gli venivano diagnosticati politraumia e trauma cranico. A seguito di tale sinistro la Polizia Stradale, accorsa in loco dopo gli eventi, redigeva un verbale nel quale faceva riferimento al preteso mancato rispetto, da parte del ricorrente, delle regole di prudenza imposte, ex a. 141/3-8 del dlgs 285/1992, qualora si percorrano tratti in curva. Con tale provvedimento la Polizia Stradale, esplicitando la circostanza del mancato immediato rilievo dell’infrazione e motivandola in relazione alla dinamica del sinistro, che richiedeva ulteriori accertamenti al fini di procedere all’addebito di responsabilità a carico dei guidatori coinvolti, provvedeva inspiegabilmente a comminare al ricorrente la sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma di denaro quantificata in € 68,25, nonché nella decurtazione di 5 punti dal bonus iniziale della patente. È bene chiarire che la P.S. si recava sul luogo del sinistro molto tempo dopo, trovando solo l’auto del ricorrente ribaltata e distrutta. Dal che deriva, in punto di fatto, l’ovvia constatazione che la dinamica è del tutto presunta. Viceversa il provvedimento che qui si impugna, sulla scorta della comunicazione della Polizia Stradale non notificata al ricorrente, riteneva di andare ben oltre gli stessi rilievi della P.S. intervenuta sul logo del sinistro, dopo che lo stesso si era verificato e faceva obbligo al ricorrente, successivamente all’espletamento dell’obbligo di sottoporsi a visita medica presso la Commissione Medica Locale di Napoli, i sensi dell’a. 330, comma 10, del D.P.R. 49571992, di presentare all’Ufficio del M.C.T.C. di Napoli, il certificato medico rilasciato dalla competente commissione per gli eventuali provvedimenti di sospensione o revoca della patente, comunicandogli altresì che, in caso di inadempienza, le sanzioni comminate sarebbero state quelle previste, ai sensi della legge stessa (a. 128 del codice della strada), ossia il pagamento di una somma di denaro e la sanzione accessoria consistente nel ritiro della patente di guida. Deve evidenziarsi, in punto di fatto, la palese discrasia tra i provvedimenti amministrativi, stante la diversità, sul piano degli effetti, del verbale della Polizia Stradale e del provvedimento della M.C.T.C. Con il ricorso in trattazione l’interessato ha dedotto i seguenti motivi così epigrafati: I) Violazione e falsa applicazione della normativa contenuta negli a. 128 e 141 del dlgs 30.04.1992, n. 285. Presupposto erroneo. Eccesso di potere. II) Violazione di legge. Articoli 3-7 della legge 241/1990. Difetto di motivazione. III) Eccesso di potere. Illogicità ed insufficienza della motivazione. Sviamento. Si costituiva in giudizio l’amministrazione resistente. Successivamente sia il ricorrente che l’amministrazione depositavano memorie e documenti a sostegno delle rispettive ragioni. All’udienza del 25 gennaio 2007 il ricorso è stato posto in decisione. DIRITTO La sezione ritiene di aderire all’orientamento giurisprudenziale espresso dalla sentenza del TAR Sardegna, I, 29 giugno 2006, n. 1350, richiamata da parte ricorrente. <<L’articolo 128 dlgs 30.04.1992, n. 285 stabilisce testualmente (per quanto qui interessa): “Gli uffici competenti del dipartimento per i trasporti terrestri nonché il prefetto nei casi previsti dall’a. 187, possono disporre che siano sottoposti a visita medica presso la commissione medica locale di cui all’a. 119, comma 4, o ad esame di idoneità i titolari di patente di guida qualora sorgano dubbi sulla persistenza nei medesimi dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell’idoneità tecnica”. Nell’interpretazione dell’anzidetta disposizione il collegio condivide l’orientamento espresso dalla prevalente giurisprudenza amministrativa per il quale una sola infrazione alle norme del Codice della Strada, anche se di una certa rilevanza, non può costituire - di per sé ed indipendentemente da ogni valutazione dell’idoneità e capacità alla guida del conducente l’autovettura - “il presupposto di un provvedimento inteso a prescrivere la revisione della patente, trattandosi di atto gravemente lesivo delle attività del cittadino che richiede, pertanto, una puntuale motivazione” (TAR Lombardia, Milano, III, 24 ottobre 2005 n. 3886; T.A.R. Campania III, 30 ottobre 2003, n. 8706; T.A.R. Friuli Venezia Giulia 20 novembre 2003, n. 965). Tale impostazione appare persuasiva non potendo contestarsi che l’espressione contenuta nel citato a. 128 del nuovo Codice della Strada: “qualora sorgano dubbi sulla persistenza dei (...) requisiti fisici e, psichici prescritti o dell’idoneità tecnica”, imponga una motivazione sufficientemente rappresentativa delle ragioni poste a sostegno del provvedimento impugnato. In particolare, l’autorità procedente è tenuta a chiarire in base a quali specifiche considerazioni si è formato il dubbio circa la persistenza degli elementi di cui si è detto. (…). Al riguardo, in conformità alla prevalente giurisprudenza amministrativa (T.A.R. Lombardia - Milano, III, 16 ottobre 2003, n. 4800; T.A.R. Lazio Latina, 18 dicembre 2003, n. 1292; T.A.R. Veneto, III, 18 marzo 2002, n. 1106), il Collegio osserva che l’atto con cui si dispone la revisione di una patente di guida, pur avendo natura latamente discrezionale, presentandosi come espressione di un potere cautelare esercitato a tutela dell’interesse pubblico alla sicurezza della circolazione stradale, deve comunque essere correlato alla presenza di elementi di giudizio che possano mettere in dubbio l’idoneità tecnica del conducente alla guida. In altri termini, occorre che dalle modalità concrete con le quali si è svolto l’incidente emergano elementi di obiettiva certezza in ordine alla condotta di guida del soggetto responsabile, evidenziati da fatti rilevanti quali, ad esempio, una particolare gravità delle conseguenze del sinistro, la violazione reiterata di norme del codice stradale (T.A.R. Lombardia - Milano, sez. III, 13 febbraio 2004, n. 686). La Direzione Provinciale della Motorizzazione Civile di (…) avrebbe dovuto, dunque, valutare i fatti nel loro complesso e motivare adeguatamente in relazione alla gravità dei danni e della condotta tenuta dall’interessata ed, infine, attraverso un’attenta valutazione della dinamica, enucleare gli elementi in virtù dei quali sarebbe stato possibile esprimere ragionevoli dubbi in ordine alla perizia e alla capacità della conducente>>. Alla luce delle suesposte considerazioni, il ricorso deve essere accolto con conseguente annullamento dell’atto impugnato, perché la sezione non ritiene sufficiente (ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di motivazione dei provvedimenti amministrativi) la ripetizione della formula legislativa “fa sorgere dubbi sulla persistenza dei requisiti psicofisici prescritti per il possesso della patente di guida”, fatta seguire alla descrizione dell’incidente contenuta nel verbale della Polizia Stradale. Quanto alle spese, sussistono giuste ragioni per disporne l’integrale compensazione tra le parti in causa. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione Quinta, accoglie il ricorso e, per l’effetto, annulla il provvedimento dell’Ufficio Provinciale della Motorizzazione Civile e dei Trasporti in Concessione di Avellino del 28 febbraio 2005, n. RC1862, salvi gli ulteriori provvedimenti dell’autorità amministrativa.  

 

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