• Normativa
  • Ambiente ed energia, Autotrasporto, trasporto ferroviario, marittimo ed aereo
  • Dott.ssa Daniela Mascaro e Dott. Andrea Guerci

Revisione dei veicoli commerciali

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Decreto 19 maggio 2017

Recepimento della direttiva 2014/47/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 aprile 2014 relativa ai controlli tecnici su strada dei veicoli commerciali circolanti nell'Unione e che abroga la direttiva 2000/30/CE

 

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
DECRETO 19 maggio 2017

Recepimento della direttiva 2014/47/UE del Parlamento europeo  e  del
Consiglio del 3 aprile 2014, relativa ai controlli tecnici su  strada
dei veicoli  commerciali  circolanti  nell'Unione  e  che  abroga  la
direttiva 2000/30/CE. (17A04094)

(GU n.139 del 17-6-2017)

 
                  IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE
                           E DEI TRASPORTI
 
  Vista  la  direttiva  2000/30/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio del 6 giugno 2000, relativa ai controlli tecnici su  strada
dei veicoli commerciali  circolanti  nella  Comunita',  recepita  con
decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 19 marzo 2001,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 2 aprile 2001;
  Vista  la  direttiva  2003/37/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio del 26 maggio 2003, relativa all'omologazione dei  trattori
agricoli o  forestali,  dei  loro  rimorchi  e  delle  loro  macchine
intercambiabili trainate, nonche' dei sistemi, componenti ed  entita'
tecniche di tali veicoli, recepita con  decreto  del  Ministro  delle
infrastrutture e dei trasporti, di concerto  con  il  Ministro  delle
politiche agricole e  forestali  19  novembre  2004,  pubblicato  nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.  88  del  16  aprile
2005;
  Vista  la  direttiva  2006/22/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio del 15 marzo  2006,  sulle  norme  per  l'applicazione  dei
regolamenti (CEE)  n.  3820/85  e  (CEE)  n.  3821/85  del  Consiglio
relativi a disposizioni in materia sociale nel settore dei  trasporti
su strada, recepita con il decreto legislativo 4 agosto 2008, n. 144;
  Vista  la  direttiva  2007/46/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio  del  5  settembre  2007,  che  istituisce  un  quadro  per
l'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonche'  dei
sistemi, componenti ed entita' tecniche  destinati  a  tali  veicoli,
recepita con decreto del  Ministro  dei  trasporti  28  aprile  2008,
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale  n.  162
del 12 luglio 2008;
  Visto il regolamento (CE) n. 167/2013 del Parlamento europeo e  del
Consiglio del 5  febbraio  2013,  relativo  all'omologazione  e  alla
vigilanza del mercato dei veicoli agricoli e forestali;
  Vista  la  direttiva  2014/47/UE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio del 3 aprile 2014, relativa ai controlli tecnici su  strada
dei veicoli commerciali circolanti nell'Unione e  che  abroga  la  su
menzionata direttiva 2000/30/CE;
  Vista la rettifica alla richiamata direttiva 2014/47/UE, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea  L  127  del  29  aprile
2014;
  Visto il decreto legislativo  30  aprile  1992,  n.  285,  recante:
«Nuovo  codice  della  strada»  e  successive  modificazioni,  e,  in
particolare,  gli  articoli  79  e  80  recanti   norme   concernenti
l'efficienza nella circolazione e la revisione dei veicoli a motore e
dei loro rimorchi, nonche' l'art. 229 che  delega  i  Ministri  della
Repubblica a recepire, secondo  le  competenze  loro  attribuite,  le
direttive  comunitarie  concernenti  le  materie  disciplinate  dallo
stesso codice;
  Ritenuto   opportuno   trasporre   nell'ordinamento   interno    le
disposizioni della direttiva 2014/47/UE;
 
                               Adotta
                        il seguente decreto:
 
                               Art. 1
 
                               Oggetto
 
  1.  Il  presente  decreto  stabilisce  i  requisiti  minimi  per  i
controlli tecnici su strada dei veicoli  commerciali  circolanti  nel
territorio nazionale, al fine di migliorare la sicurezza  stradale  e
l'ambiente.

                               Art. 2
 
                       Ambito di applicazione
 
  1. Il presente decreto si applica ai veicoli commerciali aventi una
velocita' di progetto superiore a 25 km/h  delle  seguenti  categorie
definite  dal  decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e   dei
trasporti  19  novembre  2004,   di   recepimento   della   direttiva
2003/37/CE, e dal decreto del Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti 28 aprile 2008, di recepimento della direttiva 2007/46/CE:
    a) veicoli a motore progettati e costruiti essenzialmente per  il
trasporto di persone e dei loro bagagli, aventi piu' di otto posti  a
sedere oltre al  posto  a  sedere  del  conducente  -  veicoli  della
categoria M2 ed M3;
    b) veicoli a motore progettati e costruiti essenzialmente per  il
trasporto di merci e aventi massa massima superiore a 3,5  tonnellate
- veicoli della categoria N2 ed N3;
    c) rimorchi progettati e costruiti per il trasporto  di  merci  o
per l'alloggiamento di persone e aventi massa massima superiore a 3.5
tonnellate - veicoli delle categorie O3 ed O4;
    d) trattori a ruote delle categorie  T1b,  T2b,  T3b,  T4b  e  T5
utilizzati principalmente sulle strade  pubbliche  per  il  trasporto
commerciale di merci su strada ed aventi  una  velocita'  massima  di
progetto superiore a 40 km/h.
  2. Il presente decreto non  pregiudica  il  diritto  dell'autorita'
competente, di cui all'art. 3, comma 1, lettera p), di  sottoporre  a
controlli tecnici su strada veicoli che esulano  dal  suo  ambito  di
applicazione, come i veicoli commerciali leggeri della  categoria  N1
aventi massa massima non superiore a 3,5 tonnellate,  di  controllare
altri aspetti del trasporto e della  sicurezza  stradale,  oppure  di
procedere a controlli  in  luoghi  diversi  dalle  strade  pubbliche.
L'autorita' competente puo', altresi', limitare l'utilizzazione di un
particolare tipo di veicolo su determinate parti della rete  stradale
nazionale per ragioni di sicurezza stradale.

                               Art. 3
 
                             Definizioni
 
  1. Ai fini del presente decreto si intende per:
    a) «veicolo»: ogni veicolo a motore, ad eccezione di  quelli  che
circolano su rotaia, o il suo rimorchio;
    b) «veicolo a motore»: ogni veicolo su ruote, semovente, azionato
da un motore con una velocita' massima di  progetto  superiore  a  25
km/h;
    c) «rimorchio»: ogni veicolo su ruote non semovente progettato  e
fabbricato per essere trainato da un veicolo a motore;
    d)  «semirimorchio»:  ogni  rimorchio   progettato   per   essere
agganciato a un veicolo a motore, in modo che una parte  di  esso  si
appoggi sul veicolo a motore e una parte sostanziale della sua  massa
e della massa del suo carico sia sopportata dal veicolo a motore;
    e) «carico»: tutte le merci collocate  di  norma  nella  o  sulla
parte di un veicolo progettata per sopportare un  carico  e  che  non
sono  permanentemente  fissate  al  veicolo,  compresi   oggetti   in
contenitori quali gabbie, casse mobili o container,  trasportati  dai
veicoli;
    f) «veicolo commerciale»: un veicolo a motore e il suo  rimorchio
o semirimorchio, utilizzato principalmente per il trasporto di  merci
o di passeggeri a fini commerciali, come il trasporto per conto terzi
o il trasporto per conto proprio, o per altri fini professionali;
    g) «veicolo  immatricolato  in  uno  Stato  membro»:  un  veicolo
immatricolato o immesso in servizio in uno Stato  membro  dell'Unione
europea;
    h) «intestatario di una carta di circolazione»: la persona fisica
o giuridica al cui nome il veicolo e' immatricolato;
    i) «impresa»: un'impresa ai  sensi  dell'art.  2,  punto  4,  del
regolamento (CE) n. 1071/2009;
    l) «controllo tecnico su strada»: un controllo tecnico su  strada
non preannunciato di un veicolo commerciale effettuato dall'autorita'
competente o sotto la sua supervisione diretta;
    m) «strada pubblica»: una strada di pubblica utilita',  quali  le
strade locali, regionali o nazionali, le strade a scorrimento veloce,
le superstrade o  le  autostrade,  di  cui  all'art.  2  del  decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285;
    n)  «controllo  tecnico»:  un'ispezione  a  norma  dell'art.   3,
paragrafo 9, della direttiva 2014/45/UE;
    o) «certificato  di  revisione»:  verbale  di  controllo  tecnico
rilasciato dall'autorita' competente o  da  un  centro  di  controllo
contenente i risultati del controllo tecnico;
    p)  «autorita'  competente»:   l'autorita'   responsabile   della
gestione  del  sistema  di  controlli  tecnici  su  strada   compresa
l'esecuzione di tali controlli: Ministero delle infrastrutture e  dei
trasporti - Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli  affari
generali ed il personale - Direzione generale per la motorizzazione;
    q) «ispettore»: una persona autorizzata dall'autorita' competente
a  svolgere  controlli  tecnici  su  strada  iniziali   ovvero   piu'
approfonditi;
    r)  «carenze»:  difetti  tecnici  e  altre   tipologie   di   non
conformita' riscontrati durante un controllo tecnico su strada;
    s) «controllo su strada in concertazione»: un  controllo  tecnico
su  strada  effettuato  congiuntamente  dalla  autorita'   competente
nazionale e da una o piu' autorita' competenti di altri Stati  membri
dell'Unione europea;
    t) «operatore»: la persona fisica o  giuridica  che  utilizza  il
veicolo in quanto proprietario o che e' autorizzata dal  proprietario
a utilizzarlo;
    u)  «unita'  mobile  di  controllo»:  sistema  trasportabile   di
attrezzature di controllo necessario per effettuare controlli tecnici
su strada piu' approfonditi e che si avvale di  ispettori  competenti
ad effettuare controlli tecnici su strada piu' approfonditi;
    v)  «impianto  apposito  per  i  controlli  su  strada»:  un'area
determinata  per  lo  svolgimento  di  controlli  tecnici  su  strada
iniziali, ovvero piu' approfonditi, che puo' anche essere  dotata  di
attrezzature di controllo installate in modo permanente.

                               Art. 4
 
                   Sistema di controllo su strada
 
  1. Il sistema di controlli tecnici su strada comprende i  controlli
tecnici su strada  iniziali  di  cui  all'art.  10,  comma  1,  ed  i
controlli tecnici su strada piu' approfonditi  di  cui  all'art.  10,
commi 3 e 4.

                               Art. 5
 
          Percentuale di veicoli da sottoporre a controllo
 
  1. Per i veicoli di cui all'art. 2, comma 1, lettere a), b)  e  c),
in ogni anno civile l'autorita' competente esegue un numero  adeguato
di controlli tecnici  su  strada  iniziali  proporzionato  al  numero
complessivo di tali veicoli  immatricolati  nel  proprio  territorio,
tenuto conto che il numero complessivo di tali controlli  nel  totale
degli Stati dell'Unione e' pari almeno al cinque per cento del numero
totale dei predetti veicoli immatricolati nell'Unione europea.
  2. Le informazioni sui veicoli  controllati  sono  comunicate  alla
Commissione europea a norma dell'art. 20, comma 1.

                               Art. 6
 
               Sistema di classificazione del rischio
 
  1. Per i veicoli di cui all'art. 2, comma 1, lettere a), b)  e  c),
l'autorita' competente provvede affinche' le informazioni riguardanti
il numero e la gravita' delle carenze di cui all'allegato  II  e,  se
del caso,  all'allegato  III,  rilevate  nei  veicoli  gestiti  dalle
singole imprese siano inserite nel  sistema  di  classificazione  del
rischio istituito ai sensi dell'art. 11  del  decreto  legislativo  4
agosto 2008, n. 144. Per l'attribuzione ad un'impresa di  un  profilo
di rischio, l'autorita' competente puo' avvalersi dei criteri di  cui
all'allegato I. Tali informazioni sono utilizzate  per  sottoporre  a
controlli piu' rigorosi e frequenti  le  imprese  che  presentano  un
fattore di rischio elevato. Il sistema di classificazione del rischio
e' gestito dall'autorita' competente.
  2. Ai fini dell'applicazione del comma  1,  l'autorita'  competente
per l'immatricolazione del veicolo utilizza le informazioni  ricevute
dalle autorita'  competenti  degli  altri  Stati  membri  dell'Unione
europea, ai sensi dell'art. 18, comma 1.
  3.  L'autorita'  competente  puo'   prevedere   controlli   tecnici
volontari supplementari. Le informazioni sul rispetto degli  obblighi
di conformita' relativi alle condizioni dei  veicoli  risultanti  dai
controlli  volontari  possono  essere  prese  in  considerazione  per
migliorare il profilo di rischio di un'impresa.

                               Art. 7
 
                           Responsabilita'
 
  1. Il  certificato  di  revisione  relativo  al  controllo  tecnico
periodico piu' recente o la relativa copia o, in caso di  certificato
di  revisione  elettronico,  una   copia   cartacea   certificata   o
l'originale cartaceo di tale  certificato  e  la  relazione  relativa
all'ultimo controllo tecnico su  strada,  sono  tenuti  a  bordo  del
veicolo.
  2. Le imprese ed  i  conducenti  di  un  veicolo  sottoposto  a  un
controllo  tecnico  su  strada  collaborano  con  gli   ispettori   e
consentono l'accesso al  veicolo,  alle  sue  parti  ed  a  tutta  la
documentazione utile ai fini del controllo.
  3. Le imprese sono responsabili del mantenimento dei propri veicoli
in  condizioni  di  sicurezza  e  conformita',  ferme   restando   le
responsabilita' del conducente di tali veicoli.

                               Art. 8
 
                              Ispettori
 
  1. Nella selezione di un  veicolo  da  sottoporre  a  un  controllo
tecnico su strada o  nella  effettuazione  di  detto  controllo,  gli
ispettori  non  praticano   alcuna   discriminazione   basata   sulla
nazionalita' del conducente o sul  paese  di  immatricolazione  o  di
immissione in servizio del veicolo.
  2. Nell'eseguire un controllo tecnico  su  strada,  l'ispettore  ha
l'obbligo di astenersi in caso di conflitti di interesse che  possano
in qualche modo influenzare l'imparzialita'  e  l'obiettivita'  della
sua decisione.
  3. Agli ispettori e' dovuto un compenso non direttamente  collegato
ai risultati  dei  controlli  tecnici  su  strada,  iniziali  o  piu'
approfonditi, da essi effettuati, determinato con il decreto  di  cui
all'art. 15, comma 2.
  4. I controlli tecnici su strada piu' approfonditi sono  effettuati
da ispettori che  soddisfano  i  requisiti  minimi  di  competenza  e
formazione previsti dall'art. 13 e dall'allegato IV  della  direttiva
2014/45/UE. Gli  ispettori,  che  effettuano  controlli  in  appositi
impianti per i controlli su strada o che utilizzano unita' mobili  di
controllo, devono soddisfare tali requisiti o  requisiti  equivalenti
approvati dall'autorita' competente.

                               Art. 9
 
                       Procedure di ispezione
 
  1. Nell'identificare i veicoli da sottoporre a un controllo tecnico
su  strada  iniziale,  gli  ispettori  possono  selezionare  in   via
prioritaria veicoli  utilizzati  da  imprese  aventi  un  profilo  di
rischio elevato, ai sensi del decreto legislativo 4 agosto  2008,  n.
144. Possono anche essere selezionati veicoli a caso per un controllo
o qualora si sospetti che essi presentino un rischio per la sicurezza
stradale o l'ambiente.

                               Art. 10
 
         Contenuti e metodi dei controlli tecnici su strada
 
  1. L'autorita' competente provvede affinche' i veicoli selezionati,
a norma dell'art. 9, siano  sottoposti  a  un  controllo  tecnico  su
strada iniziale. In ogni controllo tecnico su strada iniziale  svolto
su un veicolo, l'ispettore:
    a)  controlla  l'ultimo  certificato  di  revisione  e   l'ultima
relazione relativa a un controllo tecnico su strada, se  disponibili,
tenuti a bordo  o  le  relative  attestazioni  elettroniche  a  norma
dell'art. 7, comma 1;
    b) procede ad una valutazione visiva  delle  condizioni  tecniche
del veicolo;
    c) puo' procedere ad una valutazione visiva della fissazione  del
carico del veicolo, a norma dell'art. 13;
    d) puo' effettuare controlli tecnici  mediante  qualsiasi  metodo
ritenuto appropriato.
  2.  I  controlli  tecnici,  di  cui  al  comma  2,  possono  essere
effettuati per motivare la decisione di sottoporre il veicolo  ad  un
controllo tecnico su strada piu' approfondito o per chiedere  che  le
carenze siano rettificate senza indugio ai sensi dell'art. 14,  comma
1.
  3. L'ispettore  verifica  che  siano  state  rettificate  eventuali
carenze riportate nella precedente relazione di controllo su strada.
  4. In base al risultato del controllo iniziale, l'ispettore  decide
se il veicolo o il suo rimorchio  debbano  essere  sottoposti  ad  un
controllo su strada piu' approfondito.
  5. Un controllo tecnico su strada piu'  approfondito  riguarda  gli
elementi elencati all'allegato II che sono  considerati  necessari  e
pertinenti, tenendo conto, in particolare, della sicurezza di  freni,
pneumatici, ruote e telaio  e  degli  effetti  nocivi,  ed  i  metodi
raccomandati applicabili al controllo di tali elementi.
  6. Qualora il certificato di revisione o una relazione di controllo
su strada dimostri che uno degli ambiti di  cui  all'allegato  II  e'
stato  oggetto  di  un  controllo  durante  i  tre  mesi  precedenti,
l'ispettore  non  lo  controlla  salvo  i  casi  in  cui   cio'   sia
giustificato da un'evidente carenza.

                               Art. 11
 
                   Apparecchiature per i controlli
 
  1. Un controllo tecnico su strada piu' approfondito si effettua per
mezzo di un'unita' mobile di controllo o di un apposito impianto  per
i controlli su strada o in un centro di controllo tecnico,  ai  sensi
della direttiva 2014/45/UE.
  2. Qualora i controlli piu' approfonditi debbano essere  effettuati
in un centro di controllo tecnico o in un  apposito  impianto  per  i
controlli su strada, essi sono effettuati quanto prima possibile  nel
piu' vicino centro o impianto disponibile.
  3. Le unita' mobili di controllo e  gli  appositi  impianti  per  i
controlli  su  strada  dispongono  di  equipaggiamenti  adeguati  per
svolgere un controllo tecnico su strada piu'  approfondito,  comprese
le apparecchiature necessarie per valutare lo  stato  e  l'efficienza
dei freni, dello sterzo, delle sospensioni e gli effetti  nocivi  del
veicolo come prescritto. Qualora le unita' mobili di controllo o  gli
appositi  impianti  per  i  controlli  su   strada   non   dispongano
dell'equipaggiamento necessario per controllare un elemento  indicato
in sede di controllo iniziale, il veicolo  e'  indirizzato  verso  un
centro o impianto di controllo in cui e'  possibile  procedere  a  un
controllo approfondito dell'elemento in questione.

                               Art. 12
 
                      Valutazione delle carenze
 
  1. Per ciascun elemento da sottoporre al controllo,  l'allegato  II
fornisce un elenco  di  possibili  carenze  e  del  loro  livello  di
gravita', da utilizzare durante i controlli tecnici su strada.
  2. Le carenze rilevate nel corso dei controlli  tecnici  su  strada
sono classificate in uno dei seguenti gruppi:
    a) carenze lievi che non hanno  conseguenze  significative  sulla
sicurezza del veicolo o  ripercussioni  sull'ambiente  e  altri  casi
lievi di non conformita';
    b) carenze  gravi  che  possono  pregiudicare  la  sicurezza  del
veicolo o avere ripercussioni sull'ambiente o mettere  a  repentaglio
la sicurezza degli altri  utenti  della  strada  e  altri  casi  piu'
significativi di non conformita';
    c) carenze pericolose che  costituiscono  un  rischio  diretto  e
immediato  per  la  sicurezza  stradale  o  che  hanno  ripercussioni
sull'ambiente.
  3. Un veicolo, con carenze che rientrano in piu' di  un  gruppo  di
carenze di cui al comma 2, e' classificato nel gruppo che corrisponde
alla carenza piu' grave. Un  veicolo  che  presenta  diverse  carenze
relative agli stessi ambiti oggetto di controllo tecnico  su  strada,
definiti al punto 1 dell'allegato II, puo'  essere  classificato  nel
gruppo di carenze del livello di gravita'  immediatamente  superiore,
se si ritiene che l'effetto combinato di tali carenze risulti  in  un
rischio piu' elevato per la sicurezza stradale.

                               Art. 13
 
                Controllo della fissazione del carico
 
  1. Durante il controllo su strada un veicolo puo' essere sottoposto
all'ispezione della fissazione del suo carico a  norma  dell'allegato
III, per accertare che il carico sia fissato  in  modo  tale  da  non
interferire con la guida sicura del veicolo o costituire una minaccia
per la vita, la salute, le cose o  l'ambiente.  I  controlli  possono
essere effettuati  per  verificare  che  durante  tutte  le  fasi  di
operazione del veicolo, comprese le  situazioni  di  emergenza  e  le
manovre di avvio in salita, i  carichi  possano  subire  solo  minimi
cambiamenti di posizione gli uni rispetto agli altri e rispetto  alle
pareti  e  superfici  del  veicolo  e  non  possano  fuoriuscire  dal
compartimento destinato alle merci  o  muoversi  al  di  fuori  della
superficie di carico.
  2.  Fatte  salve  le  prescrizioni  applicabili  al  trasporto   di
determinate categorie  di  merci  come  quelle  oggetto  dell'Accordo
europeo relativo al trasporto internazionale di merci  pericolose  su
strada  (ADR),  la  fissazione  del  carico  ed  il  controllo  della
fissazione del carico  possono  essere  effettuati  conformemente  ai
principi e, se del caso, alle norme di cui all'allegato III,  sezione
I.  Si  puo'  utilizzare  l'ultima  versione  delle  norme   di   cui
all'allegato III, sezione I, punto 5.
  3. Le procedure in merito alle conseguenze,  di  cui  all'art.  14,
possono essere applicate anche in caso di carenze gravi o  pericolose
della fissazione del carico.

                               Art. 14
 
            Seguito in caso di carenze gravi o pericolose
 
  1. Fatto salvo quanto previsto al comma 3,  l'autorita'  competente
dispone che ogni  carenza  grave  o  pericolosa,  riscontrata  in  un
controllo  iniziale  o  in  un  controllo  piu'   approfondito,   sia
rettificata prima che il veicolo sia rimesso  in  circolazione  sulla
rete stradale pubblica.
  2. A seguito del controllo su strada di  un  veicolo  immatricolato
sul territorio nazionale, l'ispettore puo' decidere di far sottoporre
il veicolo stesso ad un controllo tecnico completo entro  un  termine
specificato. Se il veicolo e' immatricolato in un altro Stato  membro
dell'Unione   europea,   l'autorita'   competente    puo'    chiedere
all'autorita' competente di tale Stato, tramite i punti  di  contatto
di cui all'art. 17, di effettuare  un  nuovo  controllo  tecnico  del
veicolo secondo la procedura di cui all'art.  18,  comma  2.  Qualora
siano rilevate carenze gravi o pericolose su un veicolo immatricolato
al di fuori dell'Unione europea, l'autorita' competente puo' decidere
di informare l'autorita' competente del paese di immatricolazione del
veicolo.
  3. In caso  di  carenze  che  richiedano  una  rettifica  rapida  o
immediata a causa di un rischio diretto e immediato per la  sicurezza
stradale, l'autorita' competente dispone che l'utilizzo  del  veicolo
sia limitato o  vietato  fino  a  quando  tali  carenze  siano  state
rettificate. L'utilizzazione del veicolo  in  questione  puo'  essere
autorizzata affinche'  esso  possa  raggiungere  una  delle  officine
meccaniche  piu'  vicine  in  cui  dette   carenze   possano   essere
rettificate, a condizione che  si  sia  posto  rimedio  alle  carenze
pericolose in questione in modo tale  da  consentire  al  veicolo  di
raggiungere detta officina senza rischio immediato per  la  sicurezza
dei suoi occupanti o di altri utenti della strada. In caso di carenze
che non richiedono una rettifica  immediata,  l'autorita'  competente
puo' decidere a quali condizioni e per quale ragionevole  periodo  di
tempo il veicolo possa essere utilizzato prima della rettifica  della
carenza. Qualora il veicolo  non  possa  essere  riparato  per  poter
raggiungere  l'officina,  esso  puo'  essere  portato  in  un   luogo
disponibile in cui sia possibile ripararlo.

                               Art. 15
 
                        Diritti di controllo
 
  1. Qualora si siano riscontrate carenze in seguito a  un  controllo
piu' approfondito, si applicano le tariffe in materia  di  operazioni
di revisione previste dalla legge n. 870 del 1° dicembre 1986.
  2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti,
di concerto con il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sono
determinate le modalita' operative per l'applicazione  delle  tariffe
indicate al comma 1 e i compensi per gli ispettori di cui all'art. 8,
comma 3.

                               Art. 16
 
                 Relazione di controllo e banca dati
                   dei controlli tecnici su strada
 
  1. Per ogni controllo tecnico su strada iniziale  effettuato,  sono
comunicate all'autorita' competente le seguenti informazioni:
    a) paese di immatricolazione del veicolo;
    b) categoria del veicolo;
    c) risultato del controllo tecnico su strada iniziale.
  2. A conclusione di  un  controllo  piu'  approfondito  l'ispettore
redige una relazione a norma dell'allegato IV. L'autorita' competente
provvede affinche' il conducente del veicolo riceva una  copia  della
relazione di controllo.
  3. L'ispettore comunica all'autorita' competente  i  risultati  del
controllo tecnico  su  strada  piu'  approfondito  entro  un  termine
ragionevole  successivo  al  controllo  in   questione.   L'autorita'
competente conserva tali informazioni conformemente alla legislazione
applicabile in materia di protezione dei dati  per  almeno  trentasei
mesi dalla data della loro ricezione.

                               Art. 17
 
                Designazione di un punto di contatto
 
  1. Ai fini del presente decreto, il Ministero delle  infrastrutture
e dei trasporti - Dipartimento per i trasporti, la  navigazione,  gli
affari  generali  ed  il  personale  -  Direzione  generale  per   la
motorizzazione, e' designato punto di contatto. In tale ambito:
    a) garantisce il coordinamento con i punti di contatto  designati
dagli altri Stati membri dell'Unione europea  per  quanto  riguardale
azioni intraprese a norma dell'art. 18;
    b) inoltra alla Commissione europea i dati di cui all'art. 20;
    c) assicura, se del caso, qualsiasi altro scambio di informazioni
e  l'assistenza  ai  punti  di  contatto  degli  altri  Stati  membri
dell'Unione europea.

                               Art. 18
 
       Cooperazione tra gli Stati membri della Unione europea
 
  1. Qualora in un veicolo non immatricolato in Italia in cui avviene
il controllo siano rilevate carenze gravi o pericolose o carenze  che
portano alla limitazione o al divieto dell'utilizzazione del veicolo,
il punto di contatto notifica al punto di contatto dello stato membro
dell'Unione europea di immatricolazione del veicolo i  risultati  del
controllo. Tale notifica contiene gli  elementi  della  relazione  di
controllo su  strada,  di  cui  all'allegato  IV,  ed  e'  comunicata
preferibilmente tramite  i  registri  elettronici  nazionali  di  cui
all'art. 16 del regolamento CE n. 1071/2009.
  2.  Qualora  in  un  veicolo  siano  riscontrate  carenze  gravi  o
pericolose,  il  punto  di  contatto  puo'  richiedere  all'autorita'
competente dello Stato membro dell'Unione europea di immatricolazione
del veicolo, tramite il punto di contatto di quest'ultimo  Stato,  di
adottare opportuni provvedimenti, come sottoporre  il  veicolo  a  un
ulteriore controllo tecnico a norma dell'art. 14.

                               Art. 19
 
            Controlli tecnici su strada in concertazione
 
  1. Su base annua, devono essere svolte  regolarmente  attivita'  di
controllo su strada in concertazione.  E'  possibile  combinare  tali
attivita' con quelle di cui all'art.  6  del  decreto  legislativo  4
agosto 2008, n. 144.

                               Art. 20
 
            Trasmissione di informazioni alla Commissione
 
  1. L'autorita' competente  trasmette,  per  via  elettronica,  alla
Commissione europea entro il 31 marzo 2021  e,  successivamente,  con
cadenza biennale entro il 31 del  mese  di  marzo,  i  dati  raccolti
relativi  ai  due  anni  civili  precedenti,  concernenti  i  veicoli
controllati nel territorio nazionale. Tali dati indicano:
    a) il numero di veicoli sottoposti a controllo;
    b) la categoria di veicoli sottoposta a controllo;
    c) il paese di immatricolazione di ogni veicolo controllato;
    d) in caso di controlli piu' approfonditi, gli ambiti oggetto  di
controllo e gli elementi per i  quali  il  controllo  ha  dato  esito
negativo, ai sensi del punto 10 dell'allegato IV.
  2. La prima relazione riguarda il periodo di due anni  a  decorrere
dal 1° gennaio 2019.
  3. Fino alla definizione da  parte  della  Commissione  europea  di
specifiche norme dettagliate in merito al formato in cui  i  dati  di
cui al comma 1 devono essere comunicati con mezzi elettronici, ci  si
avvale del modello standard per le relazioni di cui all'allegato V.

                               Art. 21
 
                              Sanzioni
 
  1. In caso di violazione delle disposizioni del  presente  decreto,
si  applicano  le  sanzioni  previste  dall'art.   79   del   decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

                               Art. 22
 
                      Applicazione delle norme
 
  1. Le disposizioni del presente decreto si applicano dal 20  maggio
2018, fatta salva l'applicazione delle  disposizioni  riguardanti  il
sistema di classificazione  del  rischio,  di  cui  all'art.  6,  che
decorre dal 20 maggio 2019.

                               Art. 23
 
                             Abrogazione
 
  1. Il decreto del Ministro dei trasporti  e  della  navigazione  19
marzo 2001, di recepimento della direttiva 2000/30/CE, e' abrogato  a
decorrere dal 20 maggio 2018.

                               Art. 24
 
                              Allegati
 
  1. Gli allegati  I,  II,  III,  IV  e  V  al  presente  decreto  ne
costituiscono parte integrante.
  Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana
    Roma, 19 maggio 2017
 
                     Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
                                        Delirio                      

Registrato alla Corte dei conti il 9 giugno 2017
Ufficio controllo atti Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
e del Ministero dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del
mare, registro n. 1, foglio n. 2156

                                                           Allegato I
 
              Parte di provvedimento in formato grafico
 

                                                          Allegato II
 
               AMBITO DEI CONTROLLI TECNICI SU STRADA
 
1. Ambiti oggetto di controllo:
    0) identificazione del veicolo;
    1) impianto di frenatura;
    2) sterzo;
    3) visibilita';
    4) impianto elettrico e parti del circuito elettrico;
    5) assi, ruote, pneumatici, sospensioni;
    6) telaio ed elementi fissati al telaio;
    7) altri equipaggiamenti;
    8) effetti nocivi;
    9) controlli supplementari per veicoli delle categorie  M2  e  M3
adibiti al trasporto di passeggeri.
2. Prescrizioni in materia di controllo.
    Gli  elementi  che  possono  essere  controllati  unicamente  con
l'ausilio di apparecchiature sono contrassegnati con la lettera E.
    Gli elementi che possono essere  parzialmente  controllati  senza
l'ausilio di apparecchiature sono contrassegnati con la lettera +(E).
    Quando un metodo di controllo e' indicato come visivo,  significa
che, oltre a osservare gli elementi interessati, l'ispettore procede,
eventualmente,  anche  a  maneggiarli,  a  valutarne  i  rumori  o  a
utilizzare qualsiasi altro  opportuno  mezzo  di  controllo  che  non
comporti l'uso di apparecchiature.
    I controlli tecnici su strada  possono  riguardare  gli  elementi
elencati nella tabella 1, in cui sono  indicati  anche  i  metodi  di
controllo raccomandati che andrebbero  utilizzati.  Nulla  di  quanto
previsto nel presente allegato osta  a  che  l'ispettore  si  avvalga
all'occorrenza di strumenti complementari, come un ponte  sollevatore
o una fossa d'ispezione.
    I  controlli  sono   effettuati   utilizzando   le   tecniche   e
attrezzature attualmente disponibili e senza l'uso di  strumenti  per
smontare o rimuovere eventuali parti del veicolo. Il  controllo  puo'
comprendere anche una verifica  della  conformita'  delle  rispettive
parti  e  componenti  del  veicolo  in  questione  alle  prescrizioni
ambientali e di sicurezza in vigore al momento  dell'omologazione  o,
se applicabile, al momento dell'adeguamento.
    Qualora il veicolo sia  progettato  in  modo  da  non  permettere
l'applicazione  dei  metodi  di  controllo  stabiliti  nel   presente
allegato,  il  controllo  e'  effettuato  conformemente   ai   metodi
raccomandati accettati dalle autorita' competenti.
    I «motivi dell'esito negativo del controllo» non si applicano nei
casi in cui si riferiscono a  requisiti  che  non  erano  obbligatori
nella  pertinente  legislazione  sull'omologazione  dei  veicoli   al
momento della prima omologazione o della prima messa in  circolazione
o dell'adeguamento.
 
              Parte di provvedimento in formato grafico
 

                                                         Allegato III
I. Principi in materia di fissazione del carico
1. La fissazione del carico e' in grado di  resistere  alle  seguenti
forze risultanti da accelerazioni/decelerazioni del veicolo:
    in direzione di marcia: 0,8 volte il peso del carico e
    in direzione laterale: 0,5 volte il peso del carico e
    in direzione contraria a quella di marcia: 0,5 volte il peso  del
carico
    e deve, in generale, impedire l'inclinazione  o  il  ribaltamento
del carico.
    2. La distribuzione del carico tiene conto  dei  carichi  massimi
autorizzati per asse e dei carichi minimi per asse necessari entro  i
limiti della massa massima autorizzata del veicolo, in linea  con  le
disposizioni legali in materia di pesi e dimensioni dei veicoli.
    3. Nel fissare il carico va tenuto conto dei  requisiti  relativi
alla resistenza di  determinati  componenti  del  veicolo,  quali  le
pareti anteriore, laterali e posteriore, i  montanti  o  i  punti  di
ancoraggio, qualora tali elementi siano utilizzati per la  fissazione
del carico.
    4. Per la fissazione del carico possono essere utilizzati,  anche
in combinazione tra loro, uno o piu' dei seguenti metodi:
      immobilizzazione,
      bloccaggio (locale/generale),
      ancoraggio diretto,
      ancoraggio per attrito.
    5. Norme applicabili:
 
             ===========================================
             |     Norma     |       Descrizione       |
             +===============+=========================+
             |               |Calcolo delle forze di   |
             |- EN 12195-1   |ancoraggio               |
             +---------------+-------------------------+
             |- EN 12640     |Punti di ancoraggio      |
             +---------------+-------------------------+
             |               |Resistenza della         |
             |- EN 12642     |struttura del veicolo    |
             +---------------+-------------------------+
             |               |Cinghie di tessuto di    |
             |- EN 12195-2   |fibra chimica            |
             +---------------+-------------------------+
             |- EN 12195-3   |Catene di ancoraggio     |
             +---------------+-------------------------+
             |               |Funi di ancoraggio di    |
             |- EN 12195-4   |acciaio                  |
             +---------------+-------------------------+
             |- ISO 1161, ISO|                         |
             |1496           |Contenitore ISO          |
             +---------------+-------------------------+
             |- EN 283       |Casse mobili             |
             +---------------+-------------------------+
             |- EN 12641     |Teloni impermeabili      |
             +---------------+-------------------------+
             |- EUMOS 40511  |Pali Montanti            |
             +---------------+-------------------------+
             |               |Imballaggio per il       |
             |- EUMOS 40509  |trasporto                |
             +---------------+-------------------------+
 
II. Controllo della fissazione del carico
1. Classificazione delle carenze.
    Le carenze sono  classificate  in  uno  dei  seguenti  gruppi  di
carenze:
      carenza lieve: una carenza lieve si verifica quando  il  carico
e'  stato  fissato  correttamente  ma  potrebbero  essere   opportuni
consigli di prudenza,
      carenza grave: una carenza grave si verifica quando  il  carico
non e' stato fissato adeguatamente ed esiste un rischio di  movimenti
significativi o di ribaltamento del carico o di parti di esso,
      carenza pericolosa: una carenza pericolosa si  verifica  quando
la sicurezza stradale e' minacciata direttamente  da  un  rischio  di
caduta del carico o di parti di  esso  o  da  un  pericolo  derivante
direttamente dal carico o da un pericolo immediato per le persone.
    In presenza di piu' carenze, il  trasporto  e'  classificato  nel
gruppo di carenze di maggiore gravita'. Qualora si  verifichino  piu'
carenze di cui si  prevede  che  i  loro  effetti  combinati  debbano
intensificarsi a vicenda, il trasporto e' classificato nel gruppo  di
carenze di livello superiore.
2. Metodi di controllo.
    Il  metodo   di   controllo   consiste   in   un   esame   visivo
dell'utilizzazione corretta di  procedimenti  appropriati  in  misura
adeguata per fissare il carico e/o nella misurazione delle  forze  di
tensione,  nel  calcolo  dell'efficienza  della  fissazione   e   nel
controllo di certificati, se del caso.
3. Valutazione delle carenze.
    La tabella 1 riporta  le  regole  che  possono  essere  applicate
durante un controllo della fissazione del carico per  determinare  se
il trasporto avvenga in condizioni accettabili.
    La categorizzazione delle carenze e' determinata, caso per  caso,
sulla base delle classificazioni di cui al presente capo, sezione 1.
    I valori riportati nella tabella 1 hanno carattere  indicativo  e
dovrebbero essere considerati come linee  guida  per  determinare  la
categoria  di  una  data  carenza  in  funzione   delle   circostanze
specifiche, in particolare secondo  il  carattere  del  carico,  e  a
discrezione dell'ispettore.
    In caso di trasporto  che  rientri  nell'ambito  di  applicazione
della direttiva 95/50/CE del Consiglio (1) , possono essere applicate
prescrizioni piu' specifiche.
 
                              Tabella 1
 
              Parte di provvedimento in formato grafico
 

(1) Direttiva  95/50/CE  del   Consiglio,   del   6   ottobre   1995,
    sull'adozione di procedure uniformni in materia di controllo  dei
    trasporti su strada di merci pericolose (GU L 249 del 17  ottobre
    1995, pag. 35).

                                                          Allegato IV
 
              Parte di provvedimento in formato grafico
 

                                                           Allegato V
 
              MODELLO PER LE RELAZIONI ALLA COMMISSIONE
 
    Il modello e' redatto in formato elaborabile  elettronicamente  e
trasmesso per via elettronica mediante software comune di ufficio.