• Normativa
  • Ambiente ed energia, Autotrasporto, trasporto ferroviario, marittimo ed aereo
  • Dott.ssa Daniela Mascaro e Dott. Andrea Guerci

Revisione dei veicoli

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Decreto 19 maggio 2017

Recepimento della direttiva 2014/45/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 aprile 2014 relativa ai controlli tecnici periodici dei veicoli a motore e dei loro rimorchi e recante abrogazione della direttiva 2009/40/CE

 

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
DECRETO 19 maggio 2017

Recepimento della direttiva 2014/45/UE del Parlamento europeo  e  del
Consiglio del 3 aprile 2014 relativa ai controlli  tecnici  periodici
dei veicoli a motore e dei loro rimorchi e recante abrogazione  della
direttiva 2009/40/CE. (17A04093)

(GU n.139 del 17-6-2017)

 
                  IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE
                           E DEI TRASPORTI
 
  Vista la direttiva 96/96/CE del Consiglio  del  20  dicembre  1996,
concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli  Stati  membri
relative al controllo  tecnico  dei  veicoli  a  motore  e  dei  loro
rimorchi, recepita con il decreto del Ministro dei trasporti e  della
navigazione 6 agosto 1998 n. 408, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 278 del 27 novembre 1998;
  Vista la direttiva 1999/52/CE della Commissione del 26 maggio 1999,
che adegua al progresso tecnico la su  indicata  direttiva  96/96/CE,
recepita  con  il  decreto  del  Ministro  dei  trasporti   e   della
navigazione 7 agosto 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 197
del 24 agosto 2000;
  Vista la direttiva 2001/9/CE  della  Commissione  del  12  febbraio
2001, che adegua al progresso tecnico la predetta direttiva 96/96/CE,
recepita con il decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti 21 febbraio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 54
del 5 marzo 2002;
  Vista la direttiva 2001/11/CE della  Commissione  del  14  febbraio
2001,  che  adegua  al  progresso  tecnico  la  richiamata  direttiva
96/96/CE, recepita con il decreto del Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti 12 agosto 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  n.
207 del 4 settembre 2002;
  Vista  la  direttiva  2002/24/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio del 18 marzo 2002, relativa all'omologazione dei veicoli  a
motore a due o tre ruote, recepita con il decreto del Ministro  delle
infrastrutture e  dei  trasporti  31  gennaio  2003,  pubblicato  nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 123  del  29  maggio
2003;
  Vista la direttiva 2003/27/CE della Commissione del 3 aprile  2003,
che adegua al progresso tecnico la piu'  volte  richiamata  direttiva
96/96/CE, recepita con il decreto del Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti 18 luglio 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  n.
238 del 13 ottobre 2003;
  Vista  la  direttiva  2003/37/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio del 26 maggio 2003, relativa all'omologazione dei  trattori
agricoli o  forestali,  dei  loro  rimorchi  e  delle  loro  macchine
intercambiabili trainate, nonche' dei sistemi, componenti ed  entita'
tecniche di tali veicoli, recepita con il decreto del Ministro  delle
infrastrutture e dei trasporti, di concerto  con  il  Ministro  delle
politiche agricole e forestali,  19  novembre  2004,  pubblicato  nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.  88  del  16  aprile
2005;
  Vista  la  direttiva  2007/46/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio  del  5  settembre  2007,  che  istituisce  un  quadro  per
l'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonche'  dei
sistemi, componenti ed entita' tecniche  destinati  a  tali  veicoli,
recepita con il decreto del Ministro dei trasporti  28  aprile  2008,
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale  n.  162
del 12 luglio 2008;
  Vista la direttiva di rifusione 2009/40/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio del 6 maggio 2009, concernente il controllo tecnico dei
veicoli a motore e dei loro rimorchi;
  Visto il regolamento (CE), n. 167/2013, del  Parlamento  europeo  e
del Consiglio del 5 febbraio 2013, relativo all'omologazione  e  alla
vigilanza del mercato dei veicoli agricoli e forestali;
  Visto il regolamento (CE) n. 168/2013 del Parlamento europeo e  del
Consiglio del 15  gennaio  2013,  relativo  all'omologazione  e  alla
vigilanza del mercato dei veicoli a motore a due o tre  ruote  e  dei
quadricicli;
  Vista  la  direttiva  2014/45/UE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio del 3 aprile 2014, relativa ai controlli tecnici  periodici
dei veicoli a motore e dei  loro  rimorchi  e  recante  l'abrogazione
della su menzionata direttiva 2009/40/CE;
  Visto il decreto legislativo  30  aprile  1992,  n.  285,  recante:
«Nuovo codice  della  strada»,  e  successive  modificazioni,  e,  in
particolare, gli articoli 59, 60, 75, 79, 80, nonche' l'art. 229  che
prevede che le direttive comunitarie, nelle materie disciplinate  dal
codice  medesimo,  sono  recepite  con  decreti  dei  Ministri  della
Repubblica, secondo le competenze loro attribuite;
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre  1992,
n. 495, recante: «Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo
codice della strada»;
  Visto il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti
17 dicembre 2009, pubblicato nel supplemento ordinario alla  Gazzetta
Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2010;
  Visto il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
di concerto con il Ministro delle  politiche  agricole  alimentari  e
forestali, 20 maggio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 149
del 30 giugno 2015;
  Ritenuto   opportuno   trasporre   nell'ordinamento   interno    le
disposizioni della direttiva 2014/45/UE;
 
                               Adotta
                        il seguente decreto:
 
                               Art. 1
 
                               Oggetto
 
  1. Il presente decreto individua le modalita' di effettuazione  dei
controlli tecnici dei veicoli circolanti sulle strade pubbliche.

                               Art. 2
 
                       Ambito di applicazione
 
  1. Il presente decreto si applica ai veicoli con una  velocita'  di
progetto superiore a 25 km/h, appartenenti alle  seguenti  categorie,
come definite dal decreto del Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti  31  gennaio  2003,  dal   decreto   del   Ministro   delle
infrastrutture e dei trasporti 19  novembre  2004,  dal  decreto  del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti  28  aprile  2008,  dal
regolamento UE n. 167/2013 e dal regolamento UE n. 168/2013:
    a) veicoli a motore progettati e costruiti essenzialmente per  il
trasporto di persone e dei loro bagagli,  aventi  non  piu'  di  otto
posti a sedere, oltre al posto a  sedere  del  conducente  -  veicoli
della categoria M1;
    b) veicoli a motore progettati e costruiti essenzialmente per  il
trasporto di persone e dei loro bagagli, aventi piu' di otto posti  a
sedere, oltre al posto  a  sedere  del  conducente  -  veicoli  delle
categorie M2 e M3;
    c) veicoli a motore progettati e costruiti essenzialmente per  il
trasporto di merci, aventi una massa complessiva non superiore a  3,5
tonnellate - veicoli della categoria N1;
    d) veicoli a motore progettati e costruiti essenzialmente per  il
trasporto di merci, aventi una  massa  complessiva  superiore  a  3,5
tonnellate - veicoli delle categorie N2 e N3;
    e) rimorchi progettati e costruiti per il trasporto  di  merci  o
persone, nonche'  per  l'alloggiamento  di  persone  - veicoli  delle
categorie O1, O2, O3 e O4;
    f) ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli - veicoli delle
categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e;
    g) trattori a ruote delle categorie T1b,  T2b,  T3b,  T4b  e  T5,
utilizzati principalmente sulle strade pubbliche, con  una  velocita'
massima di progetto superiore a 40 Km/h;
    h) veicoli atipici di cui all'art. 59 del decreto legislativo  30
aprile 1992, n. 285.
  2. Sono esclusi dall'ambito di applicazione del presente decreto  i
veicoli ad uso speciale per il trasporto di attrezzature per circhi e
giostre, con una velocita' massima di progetto  non  superiore  a  40
km/h, immatricolati nel territorio nazionale e che operano  solo  nel
territorio italiano.
  3. Per le macchine agricole e operatrici, ad esclusione dei veicoli
indicati al  comma  1,  lettera  g),  si  applicano  le  disposizioni
adottate a norma del decreto del Ministro delle infrastrutture e  dei
trasporti, di concerto  con  il  Ministro  delle  politiche  agricole
alimentari e forestali, 20 maggio 2015.
  4. Per i veicoli di interesse storico  e  collezionistico,  di  cui
all'art. 60 del decreto  legislativo  30  aprile  1992,  n.  285,  si
applicano le disposizioni adottate a norma del decreto  del  Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti 17 dicembre 2009.

                               Art. 3
 
                             Definizioni
 
  1. Ai fini del presente decreto, si intende per:
    a) «veicolo»: ogni veicolo a motore, ad eccezione  di  quelli  su
rotaia o il suo rimorchio;
    b) «veicolo a motore»: ogni veicolo su ruote semovente,  azionato
da un motore con una velocita' massima di  progetto  superiore  a  25
km/h;
    c) «rimorchio»: ogni veicolo su ruote non semovente, progettato e
fabbricato per essere trainato da un veicolo a motore;
    d)  «semirimorchio»:  ogni  rimorchio   progettato   per   essere
agganciato ad un veicolo a motore, in modo che parte  di  esso  poggi
sul veicolo a motore e che una parte importante della sua massa e  la
massa del suo carico siano trasportate dal veicolo a motore;
    e) «veicolo a due o tre ruote»: ogni  veicolo  a  motore  su  due
ruote, con o senza sidecar, triciclo e quadriciclo;
    f) «veicolo immatricolato in  uno  Stato  membro»:  ogni  veicolo
immatricolato o immesso in servizio in uno Stato membro;
    g) «intestatario di una carta di circolazione»: la persona fisica
o giuridica al cui nome il veicolo e' immatricolato;
    h)  «controllo  tecnico  o  revisione»:  una  ispezione  a  norma
dell'allegato I al presente decreto, finalizzata ad assicurare che un
veicolo possa essere utilizzato  in  condizioni  di  sicurezza  sulle
strade pubbliche  e  sia  conforme  alle  caratteristiche  ambientali
richieste e obbligatorie;
    i)  «omologazione»:  la  procedura  con  cui  uno  Stato   membro
certifica che un veicolo e'  conforme  alle  pertinenti  disposizioni
amministrative  e  prescrizioni  tecniche,  di  cui  al  decreto  del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti  31  gennaio  2003,  al
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 19 novembre
2004, al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 28
aprile 2008, o al regolamento UE n. 167/2013, o al regolamento UE  n.
168/2013;
    l)  «carenze»:  i  difetti  tecnici  e  altre  tipologie  di  non
conformita' riscontrati durante un controllo tecnico;
    m) «certificato di revisione»: il verbale  di  controllo  tecnico
rilasciato da un centro  di  controllo  contenente  i  risultati  del
controllo tecnico;
    n) «ispettore»: la persona abilitata o autorizzata ad  effettuare
i controlli tecnici sui veicoli;
    o) «autorita' competente»: il Ministero  delle  infrastrutture  e
dei trasporti - Dipartimento per i  trasporti,  la  navigazione,  gli
affari  generali  e  il  personale  -  Direzione  generale   per   la
motorizzazione;
    p) «centro di controllo»: i  centri  di  controllo  pubblici  del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento  per  i
trasporti, la navigazione, gli affari generali e  il  personale  e  i
centri  di  controllo  privati,  di  cui  all'art.  80  del   decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285;
    q)  «organismo  di  supervisione:  le  articolazioni  periferiche
direzioni generali territoriali del Dipartimento per i trasporti,  la
navigazione, gli affari generali e il personale;
    r) «strada pubblica»: una strada di pubblica utilita',  quali  le
strade locali, regionali o nazionali, le strade a scorrimento veloce,
le superstrade o  le  autostrade,  di  cui  all'art.  2  del  decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285;
    s)  «Ministero»:  il  Ministero  delle   infrastrutture   e   dei
trasporti.

                               Art. 4
 
                     Controlli tecnici periodici
 
  1. I veicoli immatricolati nel territorio nazionale sono sottoposti
ad un controllo tecnico periodico effettuato nei centri di  controllo
di cui all'art. 3, comma 1, lettera p).
  2. I controlli tecnici sono effettuati da ispettori  del  Ministero
dallo stesso abilitati,  nei  centri  di  controllo  privati  di  cui
all'art. 3, comma 1, lettera p), ovvero da ispettori autorizzati.
  3. Gli ispettori di cui al comma 2  devono  possedere  i  requisiti
previsti all'art. 13.

                               Art. 5
 
                   Data e frequenza dei controlli
 
  1. I veicoli appartenenti alle categorie di cui all'art.  2,  comma
1, sono soggetti ad un controllo tecnico entro i seguenti intervalli:
    a) veicoli delle categorie M1, N1, O1 ed O2: quattro anni dopo la
data di prima immatricolazione e successivamente ogni due anni;
    b) veicoli della categoria M1 in servizio di piazza o di noleggio
con conducente, autoambulanze, veicoli delle categorie  M2,  M3,  N2,
N3, O3 e O4: un  anno  dopo  la  data  di  prima  immatricolazione  e
successivamente ogni anno;
    c) trattori delle categorie T1b, T2b, T3b, T4b e T5 con velocita'
di massima di progetto superiore a 40 km/h: quattro anni dopo la data
di prima immatricolazione e successivamente ogni due anni;
    d) veicoli della categoria L: quattro anni dopo la data di  prima
immatricolazione e successivamente ogni due anni;
    e) veicoli della categoria L, classificati  come  motoveicoli  ai
sensi dell'art. 53 del decreto legislativo 30 aprile  1992,  n.  285,
che effettuano servizio di piazza o di noleggio  con  conducente:  un
anno dopo la data di prima immatricolazione  e  successivamente  ogni
anno;
    f) veicoli  atipici,  ad  esclusione  dei  veicoli  di  interesse
storico  e  collezionistico:  un  anno  dopo   la   data   di   prima
immatricolazione e successivamente ogni anno.
  2. Le operazioni inerenti le revisioni dei veicoli hanno inizio  il
2 gennaio  di  ogni  anno  e  sono  effettuate  secondo  il  seguente
calendario:
    a) i veicoli di cui al  comma  1,  lettere  b),  e)  e  f),  sono
sottoposti  a  revisione  annuale  per  la  prima   volta   nell'anno
successivo alla prima immatricolazione, entro  il  mese  di  rilascio
della carta di circolazione e successivamente ogni anno entro il mese
corrispondente  a  quello  in  cui  e'  stata   effettuata   l'ultima
revisione;  sono  esclusi  i  veicoli  che  siano  stati  sottoposti,
nell'anno in cui ricorre l'obbligo della revisione, a visita e  prova
per  l'accertamento  della  idoneita'  alla  circolazione  ai   sensi
dell'art. 75 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285;
    b) i veicoli di cui al comma 1, lettere a) e d), sono  sottoposti
a revisione periodica, per la prima volta nel quarto anno  successivo
a quello di prima immatricolazione, entro il mese di  rilascio  della
carta di circolazione e successivamente ogni due anni, entro il  mese
corrispondente  a  quello  in  cui  e'  stata   effettuata   l'ultima
revisione;  sono  esclusi  i  veicoli  che  siano  stati  sottoposti,
nell'anno in cui ricorre l'obbligo della revisione, a visita e  prova
per  l'accertamento  della  idoneita'  alla  circolazione  ai   sensi
dell'art. 75 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285;
    c) i veicoli di cui al comma 1, lettera  c),  sono  sottoposti  a
revisione periodica, per la prima volta nel quarto anno successivo  a
quello di prima immatricolazione, entro il  mese  di  rilascio  della
carta di circolazione e successivamente ogni due anni, entro il  mese
corrispondente  a  quello  in  cui  e'  stata   effettuata   l'ultima
revisione;  sono  esclusi  i  veicoli  che  siano  stati  sottoposti,
nell'anno in cui ricorre l'obbligo della revisione, a visita e  prova
per  l'accertamento  della  idoneita'  alla  circolazione  ai   sensi
dell'art. 75 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
  3. L'autorita' competente, anche su segnalazione  degli  organi  di
polizia  stradale,  qualora  sorgano  dubbi  sulla  persistenza   dei
requisiti di sicurezza, rumorosita' ed inquinamento prescritti,  puo'
ordinare in qualsiasi momento la revisione dei veicoli.
  4. In caso di incidente stradale, a seguito del quale i  veicoli  a
motore o i rimorchi abbiano subito danni di tale  gravita'  da  poter
sorgere dubbi sulle condizioni di sicurezza per la circolazione,  gli
organi di polizia stradale, intervenuti per i rilievi, sono tenuti  a
darne  notizia  all'autorita'  competente   per   la   adozione   del
provvedimento di revisione straordinaria.

                               Art. 6
 
                    Oggetto e metodi di controllo
 
  1.  Per  le  categorie  di  veicoli   rientranti   nell'ambito   di
applicazione  del  presente  decreto,  il  controllo   tecnico   deve
riguardare almeno le aree di cui all'allegato I, punto 2.
  2. Per ogni area di  cui  al  comma  1,  il  controllo  tecnico  e'
effettuato  sugli  elementi  di  cui  all'allegato  I,  punto  3.  Il
controllo puo' comprendere anche una verifica della conformita' delle
parti e componenti del veicolo alle caratteristiche ambientali  e  di
sicurezza   obbligatorie   che   erano   in   vigore    al    momento
dell'omologazione o, se del caso,  al  momento  dell'adeguamento  del
veicolo. I controlli sono effettuati con le modalita', le tecniche  e
le attrezzature previste dal decreto del Presidente della  Repubblica
16 dicembre 1992, n. 495, nonche'  dai  provvedimenti  emanati  dalla
autorita'  competente,  anche  in  riferimento  alla   attivita'   di
manutenzione eseguita sul veicolo e  senza  l'uso  di  strumenti  per
smontare o rimuovere parti del veicolo.
  3. Gli accertamenti relativi alle emissioni inquinanti e  la  prova
di  velocita'  dei  ciclomotori  sono  effettuati  sulla  base  delle
disposizioni emanate dalla autorita' competente.

                               Art. 7
 
                      Valutazione delle carenze
 
  1. Per ciascun elemento da sottoporre al  controllo,  l'allegato  I
fornisce un elenco  di  possibili  carenze  e  del  loro  livello  di
gravita'.
  2. Le carenze  rilevate  nel  corso  dei  controlli  periodici  dei
veicoli sono classificate in uno dei seguenti gruppi:
    a) carenze lievi che non hanno  conseguenze  significative  sulla
sicurezza del veicolo o  ripercussioni  sull'ambiente  e  altri  casi
lievi di non conformita';
    b) carenze  gravi  che  possono  pregiudicare  la  sicurezza  del
veicolo o avere ripercussioni sull'ambiente o mettere  a  repentaglio
la sicurezza degli altri utenti della strada, o altri casi piu' gravi
di non conformita';
    c) carenze pericolose che  costituiscono  un  rischio  diretto  o
immediato  per  la  sicurezza   stradale,   o   hanno   ripercussioni
sull'ambiente  e  che  giustificano  la   possibilita'   di   vietare
l'utilizzo del veicolo sulle strade pubbliche.
  3. Un veicolo con carenze che rientrano in piu'  di  un  gruppo  di
carenze di cui al comma 2 e' classificato nel gruppo che  corrisponde
alla carenza piu' grave. Un  veicolo  che  presenta  diverse  carenze
relative  alle  stesse  aree  oggetto  del  controllo,   identificate
nell'allegato I, punto 2, puo'  essere  classificato  nel  gruppo  di
carenze del  livello  di  gravita'  immediatamente  superiore  se  e'
possibile dimostrare che l'effetto combinato di tali carenze comporta
un rischio piu' elevato per la sicurezza stradale.

                               Art. 8
 
                      Certificato di revisione
 
  1. A seguito della  effettuazione  della  revisione,  i  centri  di
controllo rilasciano un certificato di revisione che contiene  almeno
gli elementi, di cui all'allegato II al presente decreto.  Una  copia
cartacea di tale  certificato  e'  rilasciata  alla  persona  che  ha
presentato il veicolo al controllo.
  2.  Fatto  salvo  quanto  previsto  dall'art.   5,   in   caso   di
re-immatricolazione di un veicolo  gia'  immatricolato  in  un  altro
Stato  membro  dell'Unione  europea,  il  certificato  di   revisione
rilasciato  da  tale  Stato  e'  riconosciuto  valido  in  Italia   a
condizione che tenga conto della frequenza dei controlli  in  Italia.
In  caso  di  dubbio,  deve  essere  verificata  la   validita'   del
certificato di revisione prima di riconoscerlo.
  3.  Il  certificato  di  revisione  rimane  valido   in   caso   di
trasferimento di proprieta' del veicolo  relativamente  al  quale  e'
stato rilasciato un valido attestato di controllo tecnico periodico.
  4. A decorrere dal 20 maggio 2018 e non oltre il 20 maggio 2021,  i
centri  di  controllo  comunicano  per  via  elettronica  al   Centro
elaborazione dati del Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti
- Direzione generale per la motorizzazione le informazioni  contenute
nei certificati di revisione da essi rilasciati  e,  contestualmente,
l'invio dell'esito della revisione al CED. Le  informazioni  predette
devono essere conservate dal CED del Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti - Direzione generale  per  la  motorizzazione,  per  un
periodo di almeno quarantotto mesi.
  5. Durante la revisione e' effettuato il controllo e la lettura del
contachilometri, se di  normale  dotazione;  il  dato  relativo  alla
lettura e' messo a disposizione degli ispettori per via  elettronica.
La manomissione del contachilometri e' punibile ai sensi del  decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

                               Art. 9
 
      Esito delle revisioni e autorizzazioni alla circolazione
 
  1. Salvo quanto previsto al comma 4, a chiunque  circola,  dopo  le
rispettive scadenze, con un veicolo che non sia stato presentato alla
prescritta revisione, si applicano le sanzioni previste dall'art.  80
del decreto legislativo n. 285 del 1992.
  2.  Qualora  la  revisione  abbia  avuto  esito  sfavorevole  senza
esclusione dalla circolazione, il veicolo stesso  puo'  continuare  a
circolare in deroga alla scadenza di cui all'art. 5, fino a  un  mese
dalla data di annotazione  sulla  carta  di  circolazione  dell'esito
dell'avvenuto controllo. In tal caso,  sulla  carta  di  circolazione
viene apposta la dicitura «Revisione  ripetere -  Da  ripresentare  a
nuova visita entro un mese». Resta  fermo  l'obbligo  del  ripristino
della prescritta efficienza e l'applicazione delle sanzioni di  legge
per l'eventuale riscontrata mancanza, inefficienza o  deficienza  dei
dispositivi prescritti. Il ripristino dell'efficienza deve  risultare
da apposita documentazione.
  3.  In  caso  di  anormalita'  o  difetti   riscontrati   tali   da
compromettere la sicurezza della circolazione, o tali da  determinare
inquinamento acustico od atmosferico, sulla carta di circolazione  e'
apposta la dicitura  «Revisione  ripetere  -  Veicolo  sospeso  dalla
circolazione fino a nuova visita con esito favorevole. Puo' circolare
solo per essere condotto  in  officina».  Tale  dicitura  costituisce
autorizzazione al veicolo per essere condotto a riparazione nel corso
della stessa giornata in  cui  la  dicitura  e'  stato  apposta,  con
osservanza delle eventuali ulteriori prescrizioni ivi indicate.
  4. In  presenza  di  prenotazione  effettuata  entro  i  prescritti
termini di revisione e fino alla data fissata per la presentazione  a
visita e prova, e' consentita la circolazione dei veicoli anche oltre
i termini di scadenza della revisione per essi prescritti  e  non  si
applicano le sanzioni di cui all'art. 80 del decreto  legislativo  n.
285 del 1992. L'agevolazione di cui al primo periodo riguarda solo le
prenotazioni effettuate presso i centri di controllo pubblici di  cui
all'art. 3, comma 1, lettera p), e non e' consentita in  presenza  di
carta di circolazione revocata, sospesa o ritirata, con provvedimento
ancora operante. Eventuali prenotazioni, effettuate dopo la  scadenza
dei termini prescritti, possono  essere  annotate  sulla  domanda  di
revisione; esse comunque sono inefficaci ai fini  dell'autorizzazione
alla circolazione, permettendo soltanto che il veicolo  sia  condotto
alla visita di revisione, con le  limitazioni  atte  a  garantire  la
sicurezza della circolazione, nel  giorno  per  il  quale  la  visita
stessa risulta prenotata.

                               Art. 10
 
               Attestato del superamento del controllo
 
  1. Il centro di controllo che ha proceduto alla effettuazione della
revisione fornisce un attestato ad ogni veicolo che  ha  superato  il
controllo tecnico. Tale attestato indica la data entro la quale  deve
avvenire il successivo controllo.
  2. E' riconosciuto valido l'attestato rilasciato da  un  centro  di
controllo di un altro Stato membro per  i  veicoli  immatricolati  in
tale Stato membro.

                               Art. 11
 
               Impianti e apparecchiature di controllo
 
  1. Gli impianti e le apparecchiature utilizzati  per  effettuare  i
controlli tecnici, sono conformi ai requisiti tecnici minimi  di  cui
al  punto  I  dell'allegato  III  al  presente  decreto,  nonche'  ai
requisiti stabiliti dalla autorita' competente.
  2.  Le  apparecchiature  utilizzate   per   le   misurazioni   sono
periodicamente sottoposte a verifica della  conformita'  metrologica,
secondo le modalita' previste dalla autorita' competente nel rispetto
degli intervalli minimi indicati al punto II dell'allegato III.

                               Art. 12
 
                         Centri di controllo
 
  1.  I  controlli  tecnici  sono  effettuati  a  cura  degli  uffici
competenti del Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  -
Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari  generali  e
il personale, secondo le modalita' previste dal  decreto  legislativo
n. 285 del 1992, dal decreto del Presidente della Repubblica  n.  495
del 1992 e da quanto disposto dalla autorita' competente.
  2.  I  centri  di  controllo  privati  sono  autorizzati  ai  sensi
dell'art. 80 del decreto legislativo n. 285 del 1992 e dei  correlati
articoli 238, 239, 240 e 241 del decreto legislativo  del  Presidente
della Repubblica n. 495 del 1992.
  3. Al fine di soddisfare i requisiti minimi, in termini di gestione
della  qualita',  i  centri  di  controllo  rispettano  i   requisiti
stabiliti dall'autorita' competente. I centri di controllo assicurano
l'obiettivita' e l'elevata qualita' dei controlli tecnici.

                               Art. 13
 
                              Ispettori
 
  1. I controlli tecnici eseguiti presso centri di controllo  privati
sono effettuati da ispettori autorizzati che soddisfano  i  requisiti
minimi di  competenza  e  formazione,  di  cui  all'Allegato  IV  del
presente decreto, e di quanto previsto dal decreto legislativo n. 285
del 1992, dal decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 1992
e  dalle  disposizioni  attuative  del  Ministero.  E'  facolta'  del
Ministero introdurre requisiti supplementari specifici in materia  di
competenza  e  formazione.  I  requisiti  per  l'abilitazione   degli
ispettori del Dipartimento  per  i  trasporti,  la  navigazione,  gli
affari generali e il personale sono disciplinati a norma del  decreto
legislativo n. 285 del  1992  e  del  decreto  del  presidente  della
Repubblica n. 495 del 1992. Nel rispetto delle  competenze  fra  enti
amministrativi,  i  soggetti  indicati  dalla  autorita'   competente
rilasciano un certificato agli ispettori che soddisfano  i  requisiti
di cui all'Allegato IV, punto 1. Tale certificato contiene almeno  le
informazioni, di cui all'allegato IV, punto 3.
  2. Gli ispettori gia' autorizzati o  abilitati  alla  data  del  20
maggio  2018  sono  esentati  dal  possesso  dei  requisiti,  di  cui
all'Allegato IV, punto 1.
  3. Al momento di effettuare un controllo tecnico, l'ispettore  deve
essere esente da conflitti di interesse, in modo  da  assicurare  che
sia mantenuto un elevato livello  di  imparzialita'  ed  obiettivita'
secondo  quanto   stabilito   con   provvedimento   della   autorita'
competente.
  4. La persona che presenta il veicolo  al  controllo  e'  informata
delle carenze riscontrate e da correggere.
  5. I risultati del controllo tecnico non possono essere modificati,
fatto salvo i casi previsti dalla autorita' competente.

                               Art. 14
 
                Supervisione dei centri di controllo
 
  1.  La  supervisione  dei  centri  di   controllo   e'   effettuata
dall'organismo di supervisione.
  2. L'organismo.
  3. L'autorita' competente stabilisce  le  procedure  pertinenti  in
merito ai contenuti di cui di supervisione svolge  almeno  i  compiti
previsti al punto 1 dell'allegato V al presente decreto e soddisfa  i
requisiti stabiliti al punto 2 dello stesso allegato alle lettere a),
b), c), d), del punto 3 dell'allegato V.
  4. I centri di controllo pubblici sono esentati  dal  possesso  dei
requisiti in materia di autorizzazione e supervisione.

                               Art. 15
 
                              Sanzioni
 
  1. In caso di inosservanza delle disposizioni del presente decreto,
si applicano le sanzioni previste dagli articoli 79 e 80 del  decreto
legislativo n. 285 del 1992.

                               Art. 16
 
            Entrata in vigore e disposizioni transitorie
 
  1. Le disposizioni di cui al presente decreto, fatto  salvo  quanto
previsto dall'art. 16, si applicano a decorrere dal 20 maggio 2018.
  2. Gli impianti e le apparecchiature utilizzate per l'effettuazione
della revisione, non conformi a quanto previsto dall'art. 11, possono
essere  utilizzate  fino  alla  emanazione  di   nuove   disposizioni
dell'autorita' competente, da adottarsi entro il 20 maggio 2023.
  3. Salvo l'emanazione di nuove disposizioni da parte dell'autorita'
competente, i requisiti di cui all'allegato V si applicano a  partire
dal 1° gennaio 2023.

                               Art. 17
 
                             Abrogazioni
 
  1. A decorrere dal 20 maggio  2018,  sono  abrogati  i  decreti  di
seguito elencati:
    a) decreto del Ministro  dei  trasporti  e  della  navigazione  6
agosto 1998, n. 408, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.  278  del
27 novembre 1998;
    b) decreto del Ministro  dei  trasporti  e  della  navigazione  7
agosto 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 197 del 24 agosto
2000;
    c) decreto del Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti  21
febbraio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 54 del 5  marzo
2002;
    d) decreto del Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti  12
agosto 2002,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  207  del  4
settembre 2002;
    e) decreto del Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti  18
luglio 2003, pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  238  del  13
ottobre 2003.

                               Art. 18
 
                              Allegati
 
  1. Gli allegati  I,  II,  III,  IV  e  V  al  presente  decreto  ne
costituiscono parte integrante.
  Il presente decreto e' pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica italiana.
    Roma, 19 maggio 2017
 
                                                  Il Ministro: Delrio

Registrato alla Corte dei conti il 9 giugno 2017
Ufficio controllo atti Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
e del Ministero dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del
mare, registro n. 1, foglio n. 2154

                                                       ALLEGATO I     
                                                    (art. 3, comma 1)
 
              Parte di provvedimento in formato grafico
 

                                                       ALLEGATO II    
                                                    (art. 8, comma 1)
 
              Parte di provvedimento in formato grafico
 

                                                      ALLEGATO III    
                                                   (art. 11, comma 1)
 
              Parte di provvedimento in formato grafico
 

                                                      ALLEGATO IV     
                                                   (art. 13, comma 1)
 
              Parte di provvedimento in formato grafico
 

                                                       ALLEGATO V     
                                                   (art. 14, comma 1)
 
              Parte di provvedimento in formato grafico