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  • Dott.ssa Daniela Mascaro e Dott. Andrea Guerci Dott.ssa Daniela Mascaro e Dott. Andrea Guerci

Reciproco riconoscimento alle sanzioni pecuniarie

Decreto Legislativo
15 febbraio 2016, n. 37

Attuazione della decisione quadro 2005/214/GAI del Consiglio, del 24 febbraio 2005, sull'applicazione tra gli Stati membri dell'Unione europea del principio del reciproco riconoscimento alle sanzioni pecuniarie

 

DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2016, n. 37

Attuazione della decisione quadro 2005/214/GAI del Consiglio, del  24
febbraio 2005, sull'applicazione tra  gli  Stati  membri  dell'Unione
europea del principio  del  reciproco  riconoscimento  alle  sanzioni
pecuniarie. (16G00045)

(GU n.60 del 12-3-2016)
 

 Vigente al: 27-3-2016  

 

Capo I
DISPOSIZIONI GENERALI

 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
 
  Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;
  Visto l'articolo della legge 23 agosto 1988, n. 400;
  Vista la  decisione  quadro  2005/214/GAI  del  Consiglio,  del  24
febbraio 2005, sull'applicazione tra  gli  Stati  membri  dell'Unione
europea del principio  del  reciproco  riconoscimento  alle  sanzioni
pecuniarie;
  Vista la legge 9 luglio 2015, n. 114, recante delega al Governo per
il  recepimento  delle  direttive  e  l'attuazione  di   altri   atti
dell'Unione europea  -  Legge  di  delegazione  europea  2014  e,  in
particolare, l'articolo 18, lettera c);
  Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,
adottata nella riunione del 13 novembre 2015;
  Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni  della  Camera  dei
deputati e del Senato della Repubblica;
  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella
riunione del 10 febbraio 2016;
  Sulla proposta del Presidente del  Consiglio  dei  ministri  e  del
Ministro della giustizia, di concerto con  i  Ministri  degli  affari
esteri e della cooperazione internazionale e  dell'economia  e  delle
finanze;
 
                              E m a n a
 
                  il seguente decreto legislativo:
 
                               Art. 1
 
         Disposizioni di principio e ambito di applicazione
 
  1.  Il  presente  decreto   attua   nell'ordinamento   interno   le
disposizioni della decisione quadro 2005/214/GAI del  Consiglio,  del
24  febbraio  2005,  relativa  all'applicazione  del  principio   del
reciproco  riconoscimento  delle  sanzioni   pecuniarie   nell'Unione
europea, nei limiti in cui tali disposizioni non  sono  incompatibili
con i principi dell'ordinamento costituzionale  in  tema  di  diritti
fondamentali, nonche' in tema di diritti di  liberta'  e  del  giusto
processo.

                               Art. 2
 
                             Definizioni
 
  1. Ai fini del presente decreto si intende per:
    a) «decisione» una decisione definitiva che applica una  sanzione
pecuniaria ad una persona fisica o giuridica, che sia stata  adottata
da:
      1) una autorita' giudiziaria che  ha  emesso  un  provvedimento
penale di condanna;
      2) una autorita' diversa dall'autorita' giudiziaria, che si  e'
pronunciata in relazione a un fatto costituente reato,  purche'  alla
persona interessata sia stata data la possibilita'  di  fare  ricorso
all'autorita' giudiziaria penale;
      3) una autorita' diversa dall'autorita' giudiziaria, che si  e'
pronunciata in merito a una violazione amministrativa,  purche'  alla
persona interessata sia stata data la possibilita'  di  fare  ricorso
all'autorita' giudiziaria;
      4) una autorita' giudiziaria che ha emesso la decisione di  cui
al numero 3);
    b) «sanzione pecuniaria» l'obbligo di pagare:
      1) una somma di denaro a titolo di pena irrogata a  seguito  di
condanna;
      2) una somma di denaro dovuta a titolo  di  risarcimento  delle
vittime e liquidata dal giudice con la sentenza di condanna,  qualora
le vittime non si siano costituite parte civile nel processo penale;
      3) una somma di  denaro  dovuta  per  condanna  alle  spese  di
procedimenti giudiziari o amministrativi connessi alla decisione;
      4) una  somma  di  denaro  per  la  quale  vi  e'  condanna  al
versamento in favore di un fondo  pubblico  o  di  organizzazioni  di
assistenza alle vittime imposta nella stessa decisione.
    c) «Stato della decisione» lo Stato in cui e'  emessa  una  delle
decisioni di cui al comma 1, lettera a);
    d) «Stato di esecuzione» lo  Stato  al  quale  e'  trasmessa  una
decisione a fini di esecuzione.

                               Art. 3
 
                        Autorita' competenti
 
  1. Le autorita' competenti per le  finalita'  di  cui  al  presente
decreto sono il Ministero della giustizia e l'autorita'  giudiziaria,
secondo le attribuzioni ivi individuate.

Capo II
TRASMISSIONE ALL'ESTERO

                               Art. 4
 
                             Competenza
 
  1. Il pubblico ministero presso  il  tribunale  che  ha  emesso  la
decisione sulle sanzioni pecuniarie, o nel cui  circondario  ha  sede
l'autorita' amministrativa che  si  e'  pronunciata  in  merito  alla
sanzione  amministrativa,  provvede  direttamente  alla  trasmissione
della decisione sulle sanzioni  pecuniarie  all'autorita'  competente
dello Stato membro in cui la persona condannata dispone di beni o  di
un reddito, ovvero risiede e dimora abitualmente, ovvero, se  persona
giuridica, ha la propria sede legale.

                               Art. 5
 
                     Condizioni di trasmissione
 
  1.  La  trasmissione  all'autorita'  competente  dello   Stato   di
esecuzione e' disposta immediatamente dopo  che  la  decisione  sulle
sanzioni pecuniarie e' divenuta definitiva, con qualsiasi  mezzo  che
lasci  una  traccia  scritta,  previa  traduzione   del   testo   del
certificato allegato al presente decreto nella lingua dello Stato  di
esecuzione.
  2. Il pubblico ministero dispone la  trasmissione  della  decisione
sulle sanzioni pecuniarie,  corredata  del  certificato  allegato  al
presente decreto, anche in originale o in copia autentica allo  Stato
di esecuzione che ne fa richiesta.
  3. Se e' ignota l'autorita' competente dello Stato  di  esecuzione,
l'autorita' giudiziaria procedente compie gli accertamenti necessari,
anche tramite i punti di contatto della rete giudiziaria europea.

                               Art. 6
 
                       Trasmissione all'estero
 
  1. Il provvedimento e' inviato,  unitamente  alla  decisione  sulle
sanzioni pecuniarie e al certificato  allegato  al  presente  decreto
debitamente  compilato,  all'autorita'  competente  dello  Stato   di
esecuzione.
  2. Se sono competenti le autorita' di piu' Stati, la  decisione  e'
trasmessa all'autorita' di un solo Stato di esecuzione per volta.

                               Art. 7
 
                     Effetti del riconoscimento
 
  1.  Quando  l'autorita'  competente  dello  Stato   di   esecuzione
riconosce   la   decisione   sulle   sanzioni   pecuniarie,   dandone
informazione, anche diretta, al pubblico ministero che ha disposto la
trasmissione, l'autorita' italiana non e'  piu'  tenuta  all'adozione
dei provvedimenti necessari all'esecuzione.
  2.  L'autorita'  italiana   riassume   il   potere   di   procedere
all'esecuzione se:
    a) l'autorita' competente dello Stato di esecuzione  da'  notizia
della mancata esecuzione, totale o parziale;
    b) l'autorita' competente dello Stato di esecuzione ha  rifiutato
il riconoscimento e l'esecuzione, anche per questione  relativa  alla
violazione  dei  diritti  fondamenti   o   dei   principi   giuridici
fondamentali dell'Unione europea, fatto  salvo  il  caso  in  cui  il
rifiuto sia dovuto all'esistenza di altra decisione, per  gli  stessi
fatti nei confronti della stessa persona, nello Stato di esecuzione o
in diverso Stato, e,  in  tale  ultimo  caso,  tale  decisione  abbia
ricevuto esecuzione;
    c) alla persona condannata, e per i fatti di cui  alla  condanna,
sia stata concessa l'amnistia o la grazia.
  3. Qualora la persona condannata fornisca la prova di un pagamento,
totale o parziale, il pubblico ministero di cui all'articolo 4, comma
1, ne da'  comunicazione  all'autorita'  competente  dello  Stato  di
esecuzione, facendo richiesta di deduzione  dall'importo  complessivo
oggetto di esecuzione.

Capo III
TRASMISSIONE DALL'ESTERO

                               Art. 8
 
                             Competenza
 
  1. La competenza a decidere sul riconoscimento spetta alla Corte di
appello nel cui distretto la persona condannata dispone di beni o  di
un reddito, ovvero risiede e dimora abitualmente, ovvero, se  persona
giuridica,  ha  la  propria  sede  legale  nel  momento  in  cui   il
provvedimento e' trasmesso dall'estero.
  2. Quando la Corte di appello rileva la  propria  incompetenza,  la
dichiara con ordinanza e ordina la trasmissione degli atti alla Corte
di appello competente, dando tempestiva comunicazione, anche  tramite
il Ministero della giustizia, all'autorita' competente dello Stato di
decisione.

                               Art. 9
 
                  Condizioni per il riconoscimento
 
  1. La Corte  di  appello  riconosce  la  decisione  sulle  sanzioni
pecuniarie quando ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni:
    a) la persona condannata dispone nel territorio  dello  Stato  di
beni o di un reddito, ovvero risiede e dimora abitualmente, ovvero ha
la propria sede legale;
    b) il fatto per cui e' stata emessa la decisione e' previsto come
reato anche dalla legge nazionale, indipendentemente  dagli  elementi
costitutivi   o   dalla   denominazione,   salvo   quanto    previsto
dall'articolo 10.

                               Art. 10
 
                       Ambito di applicazione
 
  1. Si fa luogo al riconoscimento,  indipendentemente  dalla  doppia
incriminazione, se il reato per il quale e' chiesta  la  trasmissione
si riferisce ad una delle seguenti fattispecie:
    a) associazione per delinquere;
    b) terrorismo;
    c) tratta di esseri umani;
    d) sfruttamento sessuale dei bambini e pornografia infantile;
    e) traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope;
    f) traffico illecito di armi, munizioni ed esplosivi;
    g) corruzione;
    h) frode, compresa la frode che  lede  gli  interessi  finanziari
delle Comunita' europee ai sensi  della  Convenzione  del  26  luglio
1995, relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunita'
europee;
    i) riciclaggio;
    l) falsificazione e contraffazione di monete;
    m) criminalita' informatica;
    n) criminalita' ambientale,  compreso  il  traffico  illecito  di
specie animali protette e il traffico illecito di specie e di essenze
vegetali protette;
    o) favoreggiamento dell'ingresso  e  del  soggiorno  illegali  di
cittadini non appartenenti a Stati membri dell'Unione europea;
    p) omicidio volontario, lesioni personali gravi;
    q) traffico illecito di organi e tessuti umani;
    r) sequestro di persona;
    s) razzismo e xenofobia;
    t) furti organizzati o con l'uso di armi;
    u) traffico illecito di  beni  culturali,  compresi  gli  oggetti
d'antiquariato e le opere d'arte;
    v) truffa;
    z) estorsione;
    aa) contraffazione e pirateria in materia di prodotti;
    bb) falsificazione di atti amministrativi e traffico di documenti
falsi;
    cc) falsificazione di mezzi di pagamento;
    dd) traffico illecito di sostanze ormonali ed  altri  fattori  di
crescita;
    ee) traffico illecito di materie nucleari e radioattive;
    ff) traffico di veicoli rubati;
    gg) violenza sessuale;
    hh) incendio;
    ii) reati che rientrano nella  competenza  giurisdizionale  della
Corte penale internazionale;
    ll) dirottamento di nave o aeromobile;
    mm) sabotaggio;
    nn) violazioni del codice della strada, comprese quelle  relative
alle ore di guida, ai periodi di riposo e violazioni delle norme  sul
trasporto pericoloso;
    oo) contrabbando di merci;
    pp) violazione dei diritti di proprieta' intellettuale;
    qq) minacce e atti di violenza contro le persone, commessi  anche
in occasione di eventi sportivi;
    rr) danneggiamento;
    ss) furto;
    tt) i reati stabiliti dallo Stato della decisione  e  contemplati
nell'attuazione degli obblighi derivanti dagli strumenti  adottati  a
norma del trattato CE o del titolo VI del trattato UE.
  2. In tale caso, la Corte di appello accerta la corrispondenza  tra
la definizione dei reati per i quali e'  richiesta  la  trasmissione,
secondo la legge dello Stato di emissione, e le fattispecie medesime.

                               Art. 11
 
             Procedimento e decisione di riconoscimento
 
  1. Quando riceve da un altro Stato membro dell'Unione  europea,  ai
fini  dell'esecuzione  in  Italia,  una  decisione   sulle   sanzioni
pecuniarie, corredata dal certificato allegato al  presente  decreto,
tradotto in lingua italiana, il procuratore generale presso la  Corte
di appello competente  ai  sensi  dell'articolo  8  fa  richiesta  di
riconoscimento senza ritardo alla medesima Corte di appello.
  2. In caso di incompletezza del certificato  allegato  al  presente
decreto, di  manifesta  difformita'  rispetto  alla  decisione  sulle
sanzioni pecuniarie o comunque di insufficienza del contenuto ai fini
della decisione  sul  riconoscimento,  la  Corte  di  appello,  anche
tramite il Ministero della giustizia, puo' formulare  richiesta  allo
Stato di emissione di trasmettere un nuovo  certificato,  fissando  a
tale scopo un termine congruo. Il  termine  per  la  decisione  resta
sospeso sino alla ricezione del nuovo certificato.
  3. Il procedimento davanti alla  Corte  di  appello  si  svolge  in
camera di consiglio,  nelle  forme  previste  dall'articolo  127  del
codice  di  procedura  penale.  La  decisione  sull'esistenza   delle
condizioni per l'accoglimento della  richiesta  e'  emessa  entro  il
termine di venti giorni dalla data  di  ricevimento  della  decisione
sulle sanzioni pecuniarie trasmessa ai sensi del comma  1.  Ove,  per
circostanze eccezionali, sia impossibile rispettare tale termine,  il
presidente della Corte ne informa lo Stato di  emissione.  In  questo
caso il termine e' prorogato di trenta giorni.
  4. Quando e' pronunciata la decisione di riconoscimento la Corte di
appello la trasmette al procuratore generale per l'esecuzione.
  5. Contro la decisione della Corte di appello puo' essere  proposto
ricorso  per  cassazione.  Si  applicano  le  disposizioni   di   cui
all'articolo 22 della legge 22 aprile 2005 n. 69.
  6. In caso di proposizione del ricorso per cassazione,  il  termine
per il riconoscimento e' prorogato di trenta giorni.
  7. La decisione divenuta irrevocabile e'  immediatamente  trasmessa
alle autorita' competenti dello Stato di emissione.
  8. Se il  riconoscimento  e'  negato  perche'  la  decisione  sulle
sanzioni pecuniarie deve essere eseguita in un altro Stato membro, si
provvede d'ufficio alla trasmissione dei provvedimenti, anche tramite
il Ministero della  giustizia,  allo  Stato  di  esecuzione  ritenuto
competente, informandone immediatamente l'autorita' competente  dello
Stato di  emissione,  con  qualsiasi  mezzo  che  lasci  una  traccia
scritta.

                               Art. 12
 
                Motivi di rifiuto del riconoscimento
 
  1. La Corte di  appello  puo'  rifiutare  il  riconoscimento  della
decisione sulle sanzioni pecuniarie in uno dei seguenti casi:
    a) se mancano una o piu' delle condizioni di cui agli articoli 9,
comma 1, e 10;
    b) se il certificato allegato al presente decreto e' incompleto o
non  corrisponde  manifestamente  alla   decisione   sulle   sanzioni
pecuniarie e non e' stato completato  o  corretto  entro  il  termine
fissato ai sensi dell'articolo 11, comma 2;
    c) se risulta che la persona condannata e' stata giudicata in via
definitiva per gli stessi fatti in Italia o in altro  Stato,  diverso
da quello della decisione, e, in tale ultimo caso, la  decisione  sia
stata eseguita;
    d) se, per i reati non elencati nell'articolo 10, i fatti oggetto
della decisione non sono previsti come reato anche dalla legislazione
italiana;
    e)  se,  per  i  fatti  per  i  quali   e'   stato   chiesto   il
riconoscimento, si e' gia' verificata  la  prescrizione  della  pena,
sempre che per tali fatti sussista anche la giurisdizione italiana;
    f)   se   sussiste   una   causa   di   immunita'    riconosciuta
dall'ordinamento italiano che rende impossibile l'esecuzione;
    g) se la sanzione e' stata irrogata nei confronti di una  persona
che, alla data di commissione  del  fatto,  non  era  imputabile  per
l'eta', secondo la legge italiana;
    h) se la decisione si riferisce ad atti compiuti, anche in parte,
nel territorio  italiano  o  in  luogo  trattato  come  tale,  ovvero
compiuti al di fuori dello Stato  della  decisione,  e  l'ordinamento
italiano non consente di procedere per gli stessi fatti ove  commessi
fuori dal suo territorio;
    i) se, in base al certificato allegato al  presente  decreto,  la
persona interessata:
      1) in caso  di  procedura  scritta,  non  e'  stata  informata,
secondo la legge dello Stato della decisione, personalmente o tramite
un suo difensore, del  diritto  di  opporsi  al  procedimento  e  dei
relativi termini di ricorso; ovvero,
      2) non e' comparsa personalmente al processo terminato  con  la
sentenza, a meno che il certificato attesti:
        2.1) che, a tempo debito, e' stata  citata  personalmente  e,
come tale, informata della data e del luogo fissati per il processo o
che ne e' stata di fatto informata ufficialmente con altri mezzi,  in
modo da stabilirsi inequivocabilmente che ne era al corrente, nonche'
che e' stata informata del fatto  che  una  decisione  poteva  essere
emessa in caso di mancata comparizione in giudizio; ovvero
        2.2) che, essendo al  corrente  della  data  fissata  per  il
processo,  aveva  conferito  mandato  ad  un  difensore,   anche   se
originariamente nominato d'ufficio, da cui  era  stata  assistita  in
giudizio; ovvero
        2.3) che, informata del procedimento e della possibilita'  di
comparire personalmente al processo, ha espressamente  rinunciato  al
diritto a comparire e comunicato  di  non  opporsi  al  procedimento;
ovvero
        2.4) che, dopo aver ricevuto la notifica della  decisione  ed
essere stata informata del diritto  a  un  nuovo  processo  o  ad  un
ricorso in appello, ha dichiarato espressamente di non  opporsi  alla
decisione o non ha richiesto un nuovo processo o  presentato  ricorso
in appello entro il termine stabilito;
        2.5) se la  sanzione  pecuniaria  applicata  e'  inferiore  a
settanta euro o all'equivalente di tale importo.
  2. Nei casi di cui al comma 1, lettere b), e) ed i),  la  Corte  di
appello, prima di decidere di rifiutare il riconoscimento,  consulta,
anche tramite il Ministero della  giustizia,  l'autorita'  competente
dello Stato di emissione e richiede, con qualsiasi  mezzo  che  lasci
una traccia scritta, ogni informazione utile alla decisione.

                               Art. 13
 
                     Effetti del riconoscimento
 
  1.  Quando  la  Corte  di  appello  provvede   al   riconoscimento,
l'esecuzione   della   decisione   sulle   sanzioni   pecuniarie   e'
disciplinata secondo la legge italiana. Si  applicano,  altresi',  le
disposizioni in materia di amnistia e grazia.
  2. Alla esecuzione provvede il procuratore generale presso la Corte
di appello che ha deliberato il riconoscimento.
  3. Quando risulta  che  la  decisione  si  riferisce  ad  atti  non
compiuti nel  territorio  dello  Stato  di  emissione,  la  Corte  di
appello, se per i fatti oggetto della decisione vi  e'  giurisdizione
dello Stato italiano, puo' decidere, ove l'ammontare  della  sanzione
sia superiore al massimo edittale  previsto  per  atti  dello  stesso
tipo,  di  ridurre  l'importo  della  stessa  alla  sanzione  massima
indicata  dalla  legislazione  italiana.  Converte,  se   necessario,
l'importo  della  sanzione  nella  valuta   dello   Stato   italiano,
applicando il tasso di cambio in vigore al momento in cui la sanzione
e' stata applicata.
  4. Qualora la persona condannata fornisca la prova di un pagamento,
totale o parziale, il procuratore generale presso la Corte di appello
consulta, anche tramite il  Ministero  della  giustizia,  l'autorita'
competente dello Stato  della  decisione.  Le  parti  della  sanzione
pecuniaria riscosse a qualsiasi  titolo  in  uno  Stato  membro  sono
dedotte dall'importo complessivo oggetto di esecuzione in Italia.
  5.  Quando  risulti  totalmente  o  parzialmente  impossibile  dare
esecuzione alla decisione sulle  sanzioni  pecuniarie,  e'  possibile
l'applicazione di sanzioni alternative se lo Stato  di  decisione  vi
abbia prestato il necessario consenso  nel  certificato  allegato  al
presente decreto. L'entita' della sanzione alternativa e' determinata
secondo la legislazione italiana, ma  non  puo'  superare  il  limite
massimo  indicato  nel  certificato  trasmesso  dallo   Stato   della
decisione.
  6. Le somme riscosse  a  seguito  dell'esecuzione  della  decisione
sulle sanzioni pecuniarie spettano allo Stato italiano, salvo diverso
accordo con l'autorita' competente dello Stato della decisione.

                               Art. 14
 
                     Cessazione dell'esecuzione
 
  1.  L'Autorita'  giudiziaria  italiana  ordina  immediatamente   la
cessazione dell'esecuzione della decisione sulle sanzioni  pecuniarie
una  volta  informata  dell'adozione  da  parte  dello  Stato   della
decisione di qualsiasi provvedimento che  la  privi  di  esecutivita'
ovvero la revochi.

                               Art. 15
 
                                Spese
 
  1. Sono a carico  dello  Stato  italiano  le  spese  sostenute  nel
territorio nazionale per l'esecuzione della decisione.

Capo IV
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

                               Art. 16
 
                 Clausola di invarianza finanziaria
 
  1. Dall'attuazione delle disposizioni di cui  al  presente  decreto
non devono derivare nuovi o maggiori oneri  a  carico  della  finanza
pubblica.
  2.  Le  Amministrazioni  interessate  provvedono  agli  adempimenti
previsti dal presente decreto con le  risorse  umane,  finanziarie  e
strumentali disponibili a legislazione vigente.

                               Art. 17
 
                          Norme applicabili
 
  1. Per quanto non previsto dal presente  decreto  si  applicano  le
disposizioni  del  codice  di  procedura   penale   e   delle   leggi
complementari, in quanto compatibili.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 15 febbraio 2016
 
                             MATTARELLA
 
 
                            Renzi,  Presidente  del   Consiglio   dei
                            ministri
 
                            Orlando, Ministro della giustizia
 
                            Gentiloni Silveri, Ministro degli  affari
                            esteri     e      della      cooperazione
                            internazionale
 
                            Padoan, Ministro  dell'economia  e  delle
                            finanze
 
Visto, il Guardasigilli: Orlando

                                                           Allegato I
                                     (di cui all'articolo 5, comma 1)
 
              Parte di provvedimento in formato grafico