• Giurisprudenza
  • Guida in stato di ebbrezza o sotto l'influenza di stupefacenti ed omicidio stradale
  • Dott.ssa Maristella Giuliano

Prelievo ematico

Corte di Cassazione IV Sezione Penale
Sentenza n. 22711 del 30 maggio 2016

Guida in stato di ebbrezza – aggravante di aver provocato un incidente stradale – prelievo ematico – richiesta polizia giudiziaria - omesso avviso al difensore – accertamento - nullità - sussiste

Nel caso di  reato di guida in stato d’ebbrezza,  il prelievo ematico effettuato da parte dei  sanitari di una struttura  ospedaliera, se effettuato su richiesta della polizia giudiziaria, presuppone, a  pena  di  nullità, il previo avviso al soggetto indagato, quale  persona sottoposta  alle indagini preliminari, della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia. Se invece il prelievo ematico viene effettuato nell'ambito di  un  protocollo sanitario  per  terapie  di  pronto  soccorso, non necessita di tale avviso ai fini della validità della prova del tasso alcolemico. Nel caso  di  specie, il conducente, dopo aver  provocato   un  incidente  stradale, era  stato condotto  presso  una struttura ospedaliera, dove gli organi  accertatori avevano chiesto via fax la verifica  del tasso alcolemico: tale atto qualificandosi come atto  urgente  di  polizia giudiziaria, necessitava  dell'avviso  al difensore.

RITENUTO IN FATTO

1. Con sentenza  in  data  18.2.2015 la  Corte  d'Appello  di Trieste  confermava   la sentenza  del Tribunale  di Udine di condanna  di        (omissis)   per il reato  di guida  in stato  di  ebbrezza  con  l'aggravante  di  aver  provocato   un  incidente   stradale   (art.186, commi 1 e 2 lett.c  e 2 bis CdS).

2. La Corte territoriale, nel respingere  gli appelli  dell'imputato e del P.G., riteneva infondata  l'eccezione della difesa relativa  al mancato  avviso  ex art.114 disp.att.c.p.p., in quanto   l'esame  ematico   per  l'accertamento  del  tasso  alcolemico   era  stato   eseguito nell'ambito  di  un  protocollo   medico  di  pronto   soccorso  a  seguito   del  sinistro   e  non necessitava del consenso dell'interessato, e valutava congruo il trattamento sanzionatorio.

3.   L'imputato,  per   il   tramite  del   difensore   di   fiducia,    ha   proposto   ricorso deducendo  inosservanza  di norme  processuali,  violazione  di legge, vizio  di motivazione per  contraddittorietà  e  manifesta   illogicità, ed  ha  chiesto  in  subordine   l'applicazione dell'art.131 bis c.p.

Con  il  primo   motivo   rileva   che  il  prelievo   ematico   era  stato   effettuato  senza l'osservanza delle prescrizioni di legge con conseguente  inutilizzabilità degli esiti; lamenta con il secondo e terzo motivo  che prima  del prelievo  ematico  l'omissis era risultato "lucido e collaborante”, circostanza  che  obiettivamente si  poneva  in  contrasto  con  la sintomatologia tipica  dello  stato  di  ebbrezza  alcolica;  con  l'ultimo motivo   evidenzia  la particolare  tenuità  del fatto.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il primo  motivo  di ricorso è fondato.

Questa Corte ha ripetutamente affermato che l'effettuazione dell'alcoltest da parte dei  sanitari   di  una  struttura  nella  quale   il  soggetto   sottoposto  all'esame   sia  stato ricoverato   subito  dopo  un  incidente   stradale   presuppone, a  pena  di  nullità   di  ordine generale  a regime  intermedio, il previo  avviso  allo stesso, quale  persona sottoposta  alle indagini,   della   facoltà   di   farsi   assistere   da un   difensore    di   fiducia,    ex   art.114 disp.att.c.p.p., se trattasi di attività compiuta  esclusivamente in conseguenza  di richiesta della  polizia  giudiziaria, e  non,  invece,  nell'ambito di  un  protocollo   medico-terapeutico (Sez.F, 6.8.2015, n.24886; Sez.4, 19.2.2014, n.7967).

Nel caso  di  specie,  l'omissis  aveva  provocato   un  sinistro  stradale  ed  era  stato condotto  presso  l'Ospedale  di ( omissis) ove  gli  organi  accertatori avevano chiesto via fax la verifica  del tasso alcolemico: il prelievo  ematico, limitato alla ricerca  di sostanze  alcoliche  o  stupefacenti,  non  era  stato   dunque   effettuato  nell'ambito  di  un protocollo  sanitario  per  terapie  di  pronto  soccorso,  ma  come  atto  urgente  di  P.G. che necessitava  dell'avviso  al difensore  in  base al combinato  disposto  degli  artt.  354  e 356 c.p.p.

L'inutilizzabilità  dell'accertamento e la  mancanza  di  altre  prove  sullo  stato  di ebbrezza  comportano l'annullamento  senza  rinvio   della  sentenza  impugnata  perché  il fatto  non sussiste. L'accoglimento del motivo  principale di impugnazione assorbe gli altri.

P.Q.M.

Annulla  senza rinvio  la sentenza impugnata perché il fatto  non sussiste. Così deciso in Roma nella camera  di consiglio  del 5 aprile  2016

Depositato in cancelleria il 30 maggio 2016

 

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