• Approfondimenti e Articoli di dottrina
  • Ambiente ed energia, Autotrasporto, trasporto ferroviario, marittimo ed aereo, Economia dei trasporti e della mobilità, Urbanistica, territorio e infrastrutture

Politica dei trasporti: orientamenti europei in tema di internalizzazione dei cd “costi esterni”

ACI - Direzione Centrale Studi e Ricerche

 

POLITICA DEI TRASPORTI
ORIENTAMENTI EUROPEI IN TEMA DI
INTERNALIZZAZIONE DEI cd “COSTI ESTERNI”


Il Parlamento Europeo, nella seduta plenaria dell’11 marzo 2009 ha adottato due testi relativi al principio “chi inquina paga” ed all’internalizzazione dei costi esterni del trasporto:
1) Risoluzione del Parlamento europeo dell'11 marzo 2009 su come rendere i trasporti più ecologici e internalizzare i costi esterni;
2) Risoluzione legislativa del Parlamento europeo dell'11 marzo 2009 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 1999/62/CE relativa alla tassazione di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l'uso di talune infrastrutture (COM(2008)0436 – C6-0276/2008 – 2008/0147(COD))

1) Nell’accogliere favorevolmente la comunicazione della Commissione Europea "Rendere i trasporti più ecologici", il Parlamento si rammarica tuttavia del fatto che la Commissione non abbia adottato un approccio integrato comprendente tutti i modi di trasporto, bensì abbia adottato iniziative riguardanti i singoli modi (es. trasporto stradale di merci e inquinamento acustico del trasporto ferroviario). La Commissione viene dunque esortata a sviluppare un piano integrato, scientificamente fondato, considerando l’impatto delle misure sulla competitività fra i vari modi di trasporto. La Commissione, inoltre, non ha ancora messo a punto una metodologia per la valutazione dei costi esterni valida a livello generale, né ha tenuto conto che alcune forme di internalizzazione già esistono (prime fra tutte le accise sugli oli minerali). Il Parlamento dunque invita la Commissione a presentare proposte per tutti i modi di trasporto ed un piano per la quantificazione e l’imputazione dei costi esterni, tenendo in debito conto l’aumento delle distanze che si è verificato a seguito dell’allargamento dell’Unione Europea.

2) Il Parlamento ha approvato, in prima lettura e con emendamenti, la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 1999/62/CE relativa alla tassazione di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l'uso di talune infrastrutture, presentata dalla Commissione l’8 luglio 2008. Tale direttiva introduce i principi “chi usa paga” e “chi inquina paga” e permette di applicare una tariffazione per l’uso delle infrastrutture diversificata in base non soltanto alla distanza percorsa, ma anche alla localizzazione ed al tipo dell’infrastruttura, alla congestione (differenziazione in base al giorno ed all’orario) ed alle caratteristiche tecniche del veicolo (essenzialmente la classe EURO). Gli emendamenti dovranno essere esaminati dal Consiglio, ed è dunque molto plausibile che sarà necessario un nuovo passaggio in Parlamento.
Il Parlamento ha accolto la proposta della Commissione di estendere dal 2012 l’ambito di applicazione della direttiva ai veicoli con peso totale superiore a 3,5 tonnellate (attualmente è limitata ai veicoli superiori alle 12), con facoltà di deroga degli Stati membri. Ugualmente accolta è stata la nuova definizione di “pedaggio” (pagamento di una somma determinata per un veicolo sulla base della distanza percorsa su una certa infrastruttura, comprendente un onere per recuperare i costi di infrastruttura e/o per recuperare i costi esterni sostenuti da uno Stato membro legati all'inquinamento atmosferico e acustico causato dal traffico, e alla congestione) e l’introduzione della definizione di “diritto d’utenza” (pagamento di una somma determinata che dà il diritto all'utilizzo delle infrastrutture da parte di un veicolo, per una durata determinata).
È stata invece emendata la proposta della Commissione di consentire agli Stati di applicare pedaggi e/o diritti d’utenza su tutta la loro rete stradale, limitando l’ambito alla rete stradale transeuropea TEN-T e a quei tratti della loro rete interessati da ingenti volumi di traffico merci internazionale.
Altra modifica interessante introdotta dal Parlamento riguarda l’esenzione per i veicoli che rispettino in anticipo le future norme Euro sulle emissioni inquinanti. Inoltre il Parlamento ha incluso gli agglomerati urbani tra le zone in cui è possibile applicare una maggiorazione del pedaggio per particolari problemi di congestione (la Commissione aveva previsto solo le zone montane). Il Parlamento ha anche voluto specificare che gli introiti derivanti dall’internalizzazione dei costi esterni debbano essere destinati prioritariamente ad iniziative volte alla riduzione o eliminazione degli stessi ed al finanziamento dei progetti TEN-T, con enfasi particolare sulla realizzazione di aree di parcheggio sicure e custodite.
Modifiche marginali sono state introdotte rispetto al sistema di riscossione, che si ribadisce dover essere di tipo elettronico (anche in previsione della realizzazione del sistema satellitare europeo Galileo), in grado di garantire interoperabilità tra i sistemi dei vari Stati membri, e tendente a ridurre al minimo l’intralcio alla circolazione, al fine di garantire la fluidità del traffico.
Infine, il Parlamento pur concordando con la necessità che l’ammontare dei costi esterni pagati dall’autotrasportatore sia ben evidenziato e distinto dal totale dei costi in un apposito documento, ritiene che tale documento debba evidenziare anche l’importo totale del pedaggio e l’importo dell’onere per l’infrastruttura.

Direzione Studi
20 marzo 2009