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  • Dott.ssa Maristella Giuliano

Obbligho dell'assicuratore al risarcimento del danno da fatto doloso

Giudice di Pace di Acerra
sentenza n. 657 del 15 giugno 2007

Incidente stradale da atto doloso – obbligo di risarcimento dell’assicuratore - diritto di rivalsa – art. 1917 c.c. - fondo (F.G.V.S.) ex art. 283 D.lgs 209/05

 

Partendo dal presupposto che la disciplina di cui al D. lgs n. 209/05 non può essere applicata al sinistro in questione perchè avvenuto prima del 1/1/06, data di entrata in vigore della legge (il che esclude anche l’operatività del fondo di garanzia per le vittime della strada) la società di assicurazione risponde dei danni procurati anche se sono derivati da un fatto doloso, come, nel caso di specie, il tentativo di rapina, fatto salvo il diritto di rivalsa. In base a quanto disposto dall’art. 1 della L. 990/69, nella materia di responsabilità civile da circolazione stradale e in particolare in riferimento all’obbligo di risarcimento dell’assicuratore, non si opera alcuna distinzione tra fatti dolosi e colposi che hanno cagionato il danno. In materia si applica la disciplina di specie di cui alla L. 990/69 e non l’art. 1917, comma 1 c.c. che esclude dall’assicurazione il danno derivante da fatti dolosi.    
(…)Il Giudice di Pace di Acerra, Dott. Giovanni Franzese ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile iscritta al n° 810/06 R.G., avente ad oggetto:  risarcimento danni da circolazione stradale, vertente TRA Tizio, elettivamente domiciliato in Ercolano, via …, rappresentato e difeso dall’Avv. … -attore- E S.P.A. XXXX Ass.ni in persona del l.r.p.t., elettivamente domiciliata in Nola, via …, rappresentata e difesa dalla prat.avv. …. –convenuta- NONCHÉ Caia residente in Guardia Sanframondi,  …. –convenuta contumace- . CONCLUSIONI All’udienza del 16/05/07 i procuratori costituiti concludevano come da rispettivi scritti difensivi, verbale di causa e comparse conclusionali. SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con atto di citazione ritualmente notificato in data 21 e 24/04/06, Tizio  conveniva davanti a questo Giudice, la S.P.A. XXXX  Ass.ni e Caia, esponendo che in data 24/12/05, il motociclo Yamaha R6 tg.  ……. di sua proprietà, in Acerra, veniva danneggiato dal motociclo Honda tg. ……. di proprietà di Caia  ed assicurato al momento del sinistro, per la R.C.A. con la S.P.A. XXXX     Ass.ni. Assumeva l’attore, che a seguito della collisione, dovuta al comportamento colposo del conducente del veicolo antagonista, il proprio veicolo riportava danni al lato destro e sinistro, danni che non venivano risarciti, nonostante la richiesta inoltrata alla Compagnia d’ass.ni ai sensi dell’art. 22 L. 990/69. Pertanto, chiedeva che l’adito Giudice, riconosciuta e dichiarata l’esclusiva responsabilità di Caia, condannasse i convenuti al risarcimento del danno subito, interessi legali e rivalutazione monetaria dall’evento al soddisfo, con vittoria di spese, diritti ed onorari. Incardinata la lite, non si costituiva la Caia, per cui si procedeva in contumacia, si costituiva la S.P.A. XXXX  Ass.ni, che nel contrastare la domanda dell’attore, ne chiedeva il rigetto, eccepiva altresì che i danni subiti dal motociclo dell’attore erano conseguenza di un tentativo di rapina, per cui la S.P.A. XXXX  Ass.ni, non era tenuta al risarcimento e che era legittimato passivo il F.G.V.S, ai sensi dell’art. 283 del Dlgs 209/05 (nuovo codice dell’assicurazione). Precisata la domanda, difese ed eccezioni, prodotti ed esibiti documenti, ammessa ed espletata la prova testimoniale. Infine, rassegnate le conclusioni, la causa veniva riservata a sentenza. . MOTIVI DELLA DECISIONE In via preliminare, la domanda attorea è proponibile e procedibile, avendo l’attore provato di aver assolto le formalità di cui agli artt. 22 e 23 della legge 990/69. Come risulta dalla copia conforme della carta di circolazione, è stata provata la legittimazione attiva, mentre la legittimazione passiva della convenuta Caia è stata fornita con il deposito del certificato cronologico, la legittimazione passiva della S.p.A. XXXX  Ass.ni, è stata provata con la documentazione agli atti. Per stabilire se l’assicuratore deve rispondere anche per atto doloso, sembra opportuno cominciare con lo stabilire se l'azione diretta ex art. 18 legge 990, si riferisca anche all'ipotesi di atto doloso. L'art. 1 della legge 990/69 non opera alcuna distinzione tra fatti dolosi e fatti colposi, e si limita a richiamare la responsabilità prevista dall'art. 2054 codice civile; La norma richiamata non solo non esclude esplicitamente i fatti dolosi, ma deriva il suo contenuto direttamente da quel principio generale stabilito dall'art. 2043 del codice civile, per cui "qualunque fatto doloso o colposo che cagiona danno ingiusto, obbliga al risarcimento”. Dalla correlazione tra la norma generale e la norma speciale, consegue che la responsabilità ex art. 2054 comprende anche i fatti dolosi e che quindi tali fatti non sono estranei alla normativa dell'assicurazione obbligatoria; L'allarme sociale suscitato dalla gravità e frequenza degli incidenti connessi con la circolazione dei veicoli e natanti e la conseguente esigenza di predisporre in ogni caso una adeguata tutela dei danneggiati, hanno indotto il legislatore ad assicurare al danneggiato un risarcimento sempre e comunque, persino nell'ipotesi che un contratto assicurativo non sia mai stato stipulato (art. 19 lett. b), ovvero che il veicolo investitore sia rimasto sconosciuto (art. 19 lett. a), per cui alla disciplina privatistica concernente i rapporti tra i contraenti (assicurato ed assicuratore), è stata aggiunta una disciplina di natura pubblicistica che, proprio in quanto volta alla tutela del danneggiato, si distacca in larga misura dalla predetta disciplina privatistica e prescinde dal contenuto del contratto assicurativo eventualmente stipulato e dalla stessa sussistenza di un contratto. Il soggetto al centro di tali norme è il danneggiato, sarebbe certamente incongruo ritenere che il legislatore abbia inteso escludere detta tutela nel caso di atti dolosi. Ad ulteriore conforto di quanto sopra esposto, si consideri che seguendo la tesi opposta sarebbe certo ben difficile comprendere perché il soggetto danneggiato da un conducente non assicurato, dovrebbe essere privilegiato rispetto al soggetto danneggiato da una persona assicurata, solo perché questa ha agito con dolo. L’art. 1 della legge 990/69 così dispone: “l'assicurazione stipulata ai sensi della presente legge spiega il suo effetto, limitatamente alla garanzia per i danni causati ai terzi non trasportati o trasportati contro la proprio volontà, anche nel caso di circolazione avvenuta contro la volontà del proprietario, usufruttuario, o acquirente con patto di riservato dominio del veicolo, salvo, in questo caso, il diritto di rivalsa dell'assicuratore verso il conducente”. È opportuno aggiungere che, il sorgere di detta particolare disciplina a tutela del danneggiato non ha fatto venir meno i principi di carattere civilistico con riferimento ai rapporti tra assicuratore ed assicurato, nell'ambito dei quali anche gli interessi dell'assicuratore debbono trovare adeguata tutela, ed una volta avvenuto il pagamento previsto dalla legge in favore del danneggiato, l'assicuratore ha verso il conducente il diritto di rivalsa. Sulla base di quanto sopra esposto si deve concludere che la S.P.A. XXXX  Ass.ni deve rispondere nei confronti del danneggiato anche nel caso di danno derivante da fatti dolosi. In tema di assicurazione obbligatoria dei veicoli a motore, disciplinata dalla legge n. 990 del 1969, non trova applicazione la norma di cui all'art. 1917 c.c., che - escludendo dall'assicurazione il danno derivante da fatti dolosi - non costituisce il paradigma tipico della responsabilità civile da circolazione stradale, che invece si trova nelle leggi della RCA e nelle direttive europee che affermano il principio di solidarietà verso il danneggiato o il terzo danneggiato con la evidente tendenza a rimuovere ostacoli per l'integrale e tempestivo ristoro dei danni. (Cass. civ., Sez. III, 21/06/2004, n.11471) L’art. 283 del Dlgs 209/05 (nuovo codice dell’assicurazione), non può essere applicato al sinistro per cui è causa, in quanto tale norma è entrata in vigore in data 01/01/2006, data successiva all’avvenimento del sinistro. La domanda è fondata nel merito. La dinamica dell’incidente, così come prospettata dall’attore, ha trovato riscontro nelle risultanze processuali e dalla testimonianza raccolta risulta palese la sussistenza di colpa esclusiva del conducente il veicolo convenuto nella causazione dell’incidente, che sulla rampa della S.S. 7 bis della zona industriale Montefibre, urtava il motociclo Yamaha R6, l’urto avveniva in quanto il conducente del motociclo Honda, tentava di compiere una rapina ai danni dell’attore (così come risulta dalla denuncia – querela agli atti), nessuna prova contraria è stata fornita. Nessuna responsabilità è emersa a carico del conducente del veicolo attoreo, per cui si ritiene superata la presunzione di pari responsabilità di cui all’art. 2054 II° co. C.C.. Pertanto l’attore, ha dirittto ad essere integrato nel pregiudizio economico. Il motoveicolo dell’attore subiva danni al lato destro e sinistro, come risulta dalle foto agli atti, danni confermati dal teste escusso, e riportati dettagliatamente nella perizia del fiduciario della S.P.A. XXXX . Per quanto concerne l’entità dei danni subiti, va rilevato che l’attore non ha fornito piena prova dell’ammontare (preventivo di riparazione), dalla perizia espletata dal fiduciario della S.P.A. XXXX , risulta che la riparazione è antieconomica, ed il danno è stato stimato nell’importo di € 5.450,00 oltre ad € 250,00 per spese accessorie, l’attore non ha dato prova della riparazione. Pertanto, questo giudicante, ritiene conforme a giustizia di liquidare i danni equitativamente ai sensi dell’art. 1226 C.C., nella somma complessiva di € 5.700,00 all’attualità. Devono essere corrisposti gli interessi legali, sulla minor somma, ottenuta a seguito della devalutazione della somma liquidata all’attualità, secondo gli indici ISTAT, alla data del fatto (24/12/05) ed annualmente rivalutata fino alla data di pubblicazione della sentenza, con esclusione del calcolo degli interessi sugli interessi. La convenuta Caia non è responsabile del danno subito dall’attore, in quanto come risulta dalla denuncia agli atti, la circolazione avveniva contro la sua volontà. Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo, applicando le tariffe di cui al d.m. 127/04. P. Q. M. Il Giudice di Pace di Acerra, Dott. Giovanni Franzese, definitivamente pronunciando sulla domanda come sopra proposta, così provvede: 1) DICHIARA l’esclusiva responsabilità del conducente del motociclo Honda di proprietà di Caia, in ordine alla produzione del sinistro per cui è causa; 2) CONDANNA, la S.p.A. XXXX  Ass.ni, al pagamento in favore dell’attore della somma di € 5.700,00 all’attualità. Interessi legali, sulla minor somma, ottenuta a seguito della devalutazione della somma liquidata all’attualità, secondo gli indici ISTAT, alla data del fatto (24/12/05) ed annualmente rivalutata fino alla data di pubblicazione della sentenza, con esclusione del calcolo degli interessi sugli interessi; 3) CONDANNA, la S.p.A. XXXX  Ass.ni, al pagamento delle spese di giudizio, complessivamente liquidate in € 1.300,00, di cui € 200,00 per le spese, € 700,00 per diritti, € 400,00 per onorari di praticante Avvocato, oltre al rimborso forfetario del 12,5% per le spese generali sull'importo degli onorari e dei diritti, ex art. 14 del d.m. 127/04, c.p.a. ed IVA, quest’ultima se documentata e non deducibile, da attribuire al procuratore costituito Avv. prat. ….; 4) DICHIARA la presente sentenza provvisoriamente esecutiva come per legge. Così deciso in Acerra il 15/06/2007   Il Giudice di Pace Dott. Giovanni Franzese    Rubrica e massima a cura del Comitato di Redazione testo della sentenza da www.iussit.it

 

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