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Nuove disposizione in tema di infrastrutture

Ufficio Legislativo ACI
10 settembre 2021

Decreto Legge 10 settembre 2021, n. 121, recante “Disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale, per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali”.

Decreto Legge 10 settembre 2021, n. 121, recante “Disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale, per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali”.

Nella Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 217 del 10 settembre 2021 è stato pubblicato il Decreto Legge 10 settembre 2021, n. 121, recante “Disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale, per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali”.

Il provvedimento, che è entrato in vigore l’11 settembre 2021 e contiene le seguenti disposizioni di interesse:

- art. 1, comma 1, lett. a), che, modificando l’art. 7 del decreto legislativo n. 285 del 1992 (Codice della Strada), prevede la facoltà per i Comuni di riservare posti di sosta, a carattere permanente o temporaneo, oltre che ai veicoli adibiti al trasporto delle persone con disabilità, anche ai veicoli elettrici, ai veicoli per il carico e lo scarico delle merci nelle ore stabilite e al trasporto scolastico;

- art. 1, comma 1, lett. d), che modifica l’art. 116 del Codice della Strada,

prevedendo che per conseguire il certificato di abilitazione professionale ai fini del servizio di noleggio con conducente, sia necessaria, oltre al conseguimento della prescritta patente, anche l'attestazione di avere frequentato con profitto un corso di formazione di primo soccorso;

- art.1, comma 1, lett. e), n. 1, che, modificando l’art. 158 del Codice della

strada, prevede il divieto di sosta e di fermata negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata dei veicoli adibiti al trasporto scolastico e negli

spazi riservati alla sosta dei veicoli a servizio delle donne in stato di gravidanza o di genitori con un bambino di età non superiore a due anni muniti di permesso rosa;

- art. 1, comma 1, lett. e), n. 2, che prevede un rafforzamento delle sanzioni per chi parcheggia negli spazi riservati alle persone con disabilità, ossia la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 80 ad euro 328 per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote e da euro 165 ad euro 660 per i restanti veicoli;

- art. 1, comma 1, lett. f), che dispone l’aumento delle sanzioni per coloro che usufruiscono delle strutture destinate alla sosta e alla circolazione dei veicoli al servizio delle persone invalide, senza avere la necessaria autorizzazione rilasciata dal sindaco del comune di residenza, facendone un uso improprio o pur avendone diritto, non osservando le condizioni ed i limiti indicati nell'autorizzazione stessa;

- art. 1, comma 1, lett. g), che introduce l’art. 188 bis, con il quale viene prevista la possibilità per gli enti proprietari della strada di allestire spazi per la sosta dei veicoli al servizio delle donne in stato di gravidanza o di genitori con un bambino di età non superiore a due anni e la conseguente sanzione amministrativa per coloro che usufruiscono dei suddetti spazi senza autorizzazione o senza rispettarne le condizioni;

- art. 1, comma 2, che, modificando l’art. 1, comma 819 della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (Legge di Bilancio 2021) prevede incentivi per i Comuni per consentire la sosta gratuita alle persone con disabilità all’interno delle strisce blu nel caso in cui lo stallo riservato risulti occupato;

- art.1. comma 3, che detta nuove prescrizioni in materia di circolazione di

prova dei veicoli, prevedendo che la relativa autorizzazione possa essere utilizzata per la circolazione su strada dei veicoli non immatricolati e di quelli già muniti della carta di circolazione, anche in deroga agli obblighi di revisione previsti dall'articolo 80 del Codice della strada, qualora detti veicoli circolino su strada per esigenze connesse a prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti, anche per ragioni di vendita o di allestimento. Ai fini della suddetta circolazione, resta comunque fermo l'obbligo di copertura assicurativa da parte del titolare dell'autorizzazione alla circolazione di prova ed è previsto che dei danni cagionati dal veicolo

risponde, ove ne ricorrono i presupposti, l'assicuratore dell'autorizzazione alla circolazione di prova;

- art. 1, comma 6, che modifica l’art. 92 del D.L. n. 18/2020 (cd. Decreto Cura Italia) e introduce nuove disposizioni in materia di revisioni dei veicoli,

prevedendo che il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, con decreto da adottarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione (ossia l’11 settembre 2021), individui il numero e la composizione delle commissioni di esame, nonché i requisiti e le modalità di nomina dei relativi componenti ai fini degli esami di abilitazione degli ispettori che svolgono gli accertamenti periodici dei veicoli a motore e dei loro rimorchi.

Le nuove disposizioni disciplinano, inoltre, la determinazione di compensi dei componenti le commissioni, le spese per la partecipazione agli esami, nonché quelle per l’iscrizione e l’aggiornamento del registro degli ispettori;

- art. 5, che prevede l’istituzione presso il MIMS di una struttura di missione, denominata Centro per l'innovazione e la sostenibilità in materia di infrastrutture e mobilità - CISMI, con lo scopo di garantire la realizzazione

degli interventi di titolarità del Ministero stesso, finanziati in tutto o in parte con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il CISMI svolgerà attività di studio, di ricerca e di sviluppo nel settore della sostenibilità delle infrastrutture e della mobilità, dell’innovazione tecnologica, organizzativa e dei materiali. E’ inoltre prevista la possibilità per il Centro di stipulare, per conto del MIMS, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, apposite convenzioni con enti e istituti di ricerca specializzati, pubblici e privati. Il CISMI, infine, cura i rapporti con organismi internazionali, europei e nazionali nelle materie di competenza del medesimo Ministero;

- art. 8, che estende gli ecoincentivi previsti dall’art. 1, comma 1031 della Legge n. 145/2018 (Legge di Bilancio 2019) per l’acquisto dei veicoli meno

inquinanti nuovi di categoria M1, ossia veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente. In particolare, tali incentivi sono riconosciuti per gli acquisti effettuati dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021, anche in locazione finanziaria (non è invece più necessario che entro la medesima data del 31 dicembre 2021 il veicolo venga anche immatricolato). Inoltre, considerati i ritardi nella produzione e nei tempi di immatricolazione e consegna dei veicoli acquistati, causati dalla situazione emergenziale, viene disposta la proroga dei termini di conclusione della procedura informatica per confermare la prenotazione dell’ecobonus per le categorie M1, M1 speciali, N1 (veicoli destinati al trasporto di merci, aventi massa massima non superiore a 3,5 t) e L (veicoli a due o tre ruote e quadricicli). In particolare la suddetta prenotazione può avvenire:

- entro il 31 dicembre 2021, se l’inserimento è avvenuto tra il 1° gennaio

2021 e il 30 giugno 2021;

- entro il 30 giugno 2022, se l’inserimento avviene tra il 1° luglio 2021 e il

31 dicembre 2021;

- art. 10, comma 7, il quale apporta modifiche all’art. 64 del decreto legislativo n. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale - CAD), prevedendo che le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (tra cui gli enti pubblici non economici), utilizzano esclusivamente le identità digitali SPID e la carta d'identità elettronica ai fini dell'identificazione dei cittadini che accedono ai propri servizi in rete.

Inoltre, con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro delegato per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione, e' stabilita la data a decorrere dalla quale i medesimi soggetti utilizzano esclusivamente le identità digitali SPID, la carta d'identità elettronica e la Carta Nazionale dei servizi per consentire l'accesso delle imprese e dei professionisti ai propri servizi in rete.

 

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