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Modifica all'articolo 590-bis cp in materia di punibilità a querela della persona offesa

Senato della Repubblica
Disegno di legge S 1314


d'iniziativa del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia


COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 31 MAGGIO 2019


Modifica all'articolo 590-bis del codice penale, concernente il delitto di lesioni personali stradali gravi o gravissime, in materia di punibilità a querela della persona offesa

Onorevoli Senatori. – La presente proposta di legge nazionale intende introdurre la procedibilità a querela di parte per i delitti disciplinati dal primo comma dell'articolo 590-bis del codice penale.

La modifica proposta, peraltro già oggetto di analoghe proposte di legge presentate in Parlamento da diverse forze politiche, parte dall'esigenza manifestata, in più occasioni, dagli avvocati e dai magistrati, di snellire l'oggettivo sovraccarico di lavoro che rallenta l'attività degli uffici giudiziari.

In un quadro nel quale (dati 2016-2017) gli incidenti stradali con lesioni a persone calano, mentre quelli mortali crescono (entrambi leggermente) succede molto spesso che la procedibilità d'ufficio del reato di lesioni personali stradali gravi o gravissime comporti l'instaurarsi di procedimenti penali non solo senza la volontà di procedere della vittima ma anche quando quest'ultima sia già stata risarcita dall'assicurazione (come peraltro avviene nella maggioranza dei casi). Tale fattispecie è naturalmente molto diversa da quelle più gravi, per le quali rimane la procedibilità d'ufficio, in cui chi ha causato l'incidente è in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psicofisica da stupefacenti, o in cui si sono verificate delle situazioni di particolare gravità, quali la velocità molto elevata, l'attraversamento con il semaforo rosso, la circolazione contromano, le inversioni di marcia vietate, la guida senza patente o con patente sospesa/revocata o la circolazione di veicolo senza assicurazione.

Il procuratore generale della Repubblica presso la corte d'appello di Trieste, intervenendo all'assemblea per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2018, così denunciava: «?Il marginale effetto deflattivo derivante dalle riforme del 2016 è stato poi ampiamente compensato dalla successiva normativa sul così detto “omicidio stradale”. Il condivisibile inasprimento delle pene voluto dal legislatore, sulla spinta sacrosanta delle associazioni delle vittime, conseguente spesso ad una plateale mala gestio delle norme precedenti da parte dei giudici, ha però comportato un forte aggravio dell'attività delle forze dell'ordine e delle procure nell'accertamento dei reati. È risultato necessario emettere circolari operative di dettaglio per chiarire e coordinare l'attività della polizia giudiziaria. I reati di lesioni gravi e gravissime e di omicidio colposo conseguenti alla circolazione stradale, che spesso vedono tra le vittime anche giovanissimi, sebbene risultino numericamente in calo presentano conseguenze sempre più gravi per numero di morti e feriti e costituiscono ormai una vera e propria piaga sociale. Le conseguenze sempre più gravi dei sinistri sono dovute, oltre ovviamente all'imprudenza, alla violazione della normativa e all'eccesso di velocità, anche all'uso di sostanze alcooliche o stupefacenti e sempre più spesso si accerta che la causa è dovuta all'uso scriteriato del telefono cellulare durante la guida?».

Va ricordato a tale proposito che alcuni dubbi interpretativi sono emersi già poco dopo l'introduzione del primo comma dell'articolo 590-bis del codice penale, avvenuta con la legge 23 marzo 2016, n. 41 (v. «?Aspetti problematici delle nuove lesioni colpose stradali – articolo 590-bis codice penale: alcuni primi nodi all'esame del GIP di Milano?» – GIP Milano, decr. arch. 4 maggio 2017, RGNR n. 15897/16, giudice Gargiulo); si è in particolare evidenziato che la procedibilità d'ufficio prevista nella citata norma crea, senza alcuna giustificazione, una disparità di trattamento rispetto alla procedura di cui all'articolo 590 del codice penale che prevede invece, per il reato di lesioni personali colpose, la punibilità a querela della persona offesa.

La procedibilità d'ufficio di cui al primo comma dell'articolo 590-bis del codice penale comporta, inoltre, che pervengano agli uffici giudiziari denunce di infortuni sul lavoro inviate dall'INAIL relative a lavoratori che godono dei trattamenti assicurativi per infortuni stradali cosiddetti in itinere, nonostante l'assenza di denuncia della vittima e la mancata comunicazione di reato da parte delle forze di polizia. Accade infatti spesso che le vittime di un incidente stradale, dopo il referto del pronto soccorso che formula una prognosi di malattia non superiore a quaranta giorni (soglia al di sotto della quale le lesioni sono considerate lievi e, pertanto, non rientrano nella previsione di cui al primo comma dell'articolo 590-bis del codice penale), inviino all'INAIL dei certificati del medico di famiglia che prevedono la prosecuzione della malattia oltre la predetta soglia, facendo così scattare per l'INAIL l'obbligo di denuncia all'autorità giudiziaria. L'avvio di procedimenti penali presso le procure della Repubblica determina, a sua volta, l'avvio di attività d'indagine da parte della polizia giudiziaria che si rivelano, non di rado, infruttuose per la difficoltà di ricostruire la dinamica dell'incidente stradale, con ulteriore spreco di risorse.

Con la modifica proposta si intende esimere quindi l'autorità giudiziaria dall'istruire procedimenti penali non necessari, nonché uniformare gli articoli 590 e 590-bis del codice penale sotto il profilo procedurale.

La proposta di legge nazionale n. 4 «?Modifica all'articolo 590-bis del codice penale, concernente il delitto di lesioni personali stradali gravi o gravissime, in materia di punibilità a querela della persona offesa?» è stata esaminata e approvata all'unanimità, con modifiche, dalla I Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, nella seduta del 5 marzo 2019.

È stata quindi esaminata e, dopo ampia e articolata discussione, approvata dall'Aula all'unanimità, con modifiche, nella seduta antimeridiana del 26 marzo 2019.

Si trasmette il testo approvato dal Consiglio regionale.DISEGNO DI LEGGE



Art. 1.


(Punibilità a querela della persona offesa)



1. All'articolo 590-bis del codice penale è aggiunto, in fine, il seguente comma:


«?Il delitto, nel solo caso di cui al primo comma, è punibile a querela della persona offesa?».



Art. 2.


(Disposizioni transitorie in materia

di procedibilità a querela)



1. Per i delitti di cui al primo comma dell'articolo 590-bis del codice penale, divenuti procedibili a querela ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 1, commessi prima della data di entrata in vigore della presente legge, il termine per la presentazione della querela decorre, rispettivamente:



a)  dalla data di entrata in vigore della presente legge, qualora il procedimento penale non sia pendente e la persona offesa dal reato abbia, in precedenza, avuto notizia del fatto costituente reato;



b)  dalla data in cui la persona offesa sia stata informata, da parte del pubblico ministero nel corso delle indagini preliminari o da parte del giudice dopo l'esercizio dell'azione penale, anche, se necessario, previa ricerca anagrafica, della facoltà di esercitare il diritto di querela, qualora il procedimento penale sia pendente alla data di entrata in vigore della presente legge.



Art. 3.


(Clausola di invarianza finanziaria)



1. Dall'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.



2. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti dalla presente legge con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.