• Normativa
  • Norme di riforma del Codice della Strada
  • Dott.ssa Daniela Mascaro e Dott. Andrea Guerci

Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica

Legge di conversione del decreto legge
24 luglio 2008, n. 125

 

 

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 23 maggio 2008 , n. 92

 

 

Testo  del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92 (in Gazzetta Ufficiale

 

-  serie  generale  -  n.  122 del 26 maggio 2008), coordinato con la

 

legge  di  conversione  24  luglio  2008,  n.  125, recante:

 

«Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica».

 

 

Avvertenza:

 

 

    -  Il  testo  coordinato  qui  pubblicato  e'  stato  redatto dal

 

Ministero  della  giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo

 

unico   delle   disposizioni   sulla   promulgazione   delle   leggi,

 

sull'emanazione  dei  decreti del Presidente della Repubblica e sulle

 

pubblicazioni  ufficiali  della  Repubblica  italiana,  approvato con

 

decreto  del  Presidente  della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092,

 

nonche'  dall'art. 10, commi 2 e 3, del medesimo testo unico, al sono

 

fine   di   facilitare   la   lettura   sia  delle  disposizioni  del

 

decreto-legge,  integrate  con  le modifiche apportate dalla legge di

 

conversione,  che  di  quelle  modificate  o  richiamate nel decreto,

 

trascritte nelle note.

 

    Restano  invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi

 

qui riportati.

 

    Le  modifiche  apportate dalla legge di conversione sono stampate

 

con caratteri corsivi.

 

 

    Tali modifiche sono riportate in video tra i segni (( ... )).

 

 

    A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400

 

(Disciplina  dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza

 

del  Consiglio  dei  Ministri), le modifiche apportate dalla legge di

 

conversione  hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua

 

pubblicazione.

 

                              

 

Art. 1.

 

 

Modifiche al codice penale

 

 

  1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:

 

    a) l'articolo 235 e' sostituito dal seguente:

 

  «Art.  235  (Espulsione  od  allontanamento  dello  straniero dallo

 

Stato).  -  Il  giudice  ordina  l'espulsione  dello straniero ovvero

 

l'allontanamento   dal   territorio   dello   Stato   del   cittadino

 

appartenente  ad  uno Stato membro dell'Unione europea, oltre che nei

 

casi espressamente preveduti dalla legge, quando lo straniero (( o il

 

cittadino appartenente ad uno Stato membro dell'Unione europea )) sia

 

condannato alla reclusione per un tempo superiore ai due anni.

 

((  Ferme  restando  le  disposizioni  in materia di esecuzione delle

 

misure  di  sicurezza  personali, l'espulsione e l'allontanamento dal

 

territorio   dello  Stato  sono  eseguiti  dal  questore  secondo  le

 

modalita'  di  cui,  rispettivamente,  all'articolo 13,  comma 4, del

 

testo  unico  di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e

 

all'articolo 20,  comma 11,  del decreto legislativo 6 febbraio 2007,

 

n. 30. ))

 

  Il   trasgressore   dell'ordine  di  espulsione  od  allontanamento

 

pronunciato  dal giudice e' punito con la reclusione da uno a quattro

 

anni. (( In tal caso e' obbligatorio l'arresto dell'autore del fatto,

 

anche   fuori   dei   casi  di  flagranza,  e  si  procede  con  rito

 

direttissimo»; ))

 

    b) l'articolo 312 e' sostituito dal seguente:

 

  «Art.  312  (Espulsione  od  allontanamento  dello  straniero dallo

 

Stato).  -  Il  giudice  ordina  l'espulsione  dello straniero ovvero

 

l'allontanamento   dal   territorio   dello   Stato   del   cittadino

 

appartenente  ad  uno Stato membro dell'Unione europea, oltre che nei

 

casi espressamente preveduti dalla legge, quando lo straniero (( o il

 

cittadino appartenente ad uno Stato membro )) dell'Unione europea sia

 

condannato  ad  una  pena  restrittiva  della  liberta' personale per

 

taluno  dei  delitti preveduti da questo titolo. (( Ferme restando le

 

disposizioni  in  materia  di  esecuzione  delle  misure di sicurezza

 

personali, l'espulsione e l'allontanamento dal territorio dello Stato

 

sono   eseguiti   dal   questore   secondo   le   modalita'  di  cui,

 

rispettivamente,  all'articolo 13, comma 4, del testo unico di cui al

 

decreto  legislativo  25 luglio  1998,  n.  286,  e  all'articolo 20,

 

comma 11, del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30.». ))

 

  Il   trasgressore   dell'ordine  di  espulsione  od  allontanamento

 

pronunciato  dal giudice e' punito con la reclusione da uno a quattro

 

anni. (( In tal caso e' obbligatorio l'arresto dell'autore del fatto,

 

anche   fuori   dei   casi  di  flagranza,  e  si  procede  con  rito

 

direttissimo»;

 

    «b-bis)   all'articolo 416-bis,   sono   apportate   le  seguenti

 

modificazioni:

 

      1)  al  primo  comma,  le parole: «da cinque a dieci anni» sono

 

sostituite dalle seguenti: «da sette a dodici anni»;

 

      2)  al  secondo comma, le parole: «da sette a dodici anni» sono

 

sostituite dalle seguenti: «da nove a quattordici anni»;

 

      3) al quarto comma, le parole: «da sette» sono sostituite dalle

 

seguenti:  «da  nove»  e  le parole: «da dieci» sono sostituite dalle

 

seguenti: «da dodici».

 

      4)  all'ottavo  comma,  dopo  le  parole:  «comunque localmente

 

denominate,» sono inserite le seguenti: «anche straniere,»;

 

      5)  la  rubrica  e' sostituita dalla seguente: «Associazioni di

 

tipo mafioso anche straniere».

 

    b-ter) l'articolo 495 e' sostituito dal seguente:

 

  «Art.  495  (Falsa  attestazione  o  dichiarazione  a  un  pubblico

 

ufficiale  sulla  identita'  o  su  qualita'  personali  proprie o di

 

altri).   -  Chiunque  dichiara  o  attesta  falsamente  al  pubblico

 

ufficiale  l'identita',  lo  stato  o  altre qualita' della propria o

 

dell'altrui persona e' punito con la reclusione da uno a sei anni.

 

  La reclusione non e' inferiore a due anni:

 

    1) se si tratta di dichiarazioni in atti dello stato civile;

 

    2) se la falsa dichiarazione sulla propria identita', sul proprio

 

stato  o  sulle  proprie  qualita'  personali  e'  resa all'autorita'

 

giudiziaria  da  un imputato o da una persona sottoposta ad indagini,

 

ovvero  se,  per  effetto  della  falsa dichiarazione, nel casellario

 

giudiziale una decisione penale viene iscritta sotto falso nome»;

 

    b-quater) dopo l'articolo 495-bis, e' inserito il seguente:

 

    «Art.    495-ter    (Fraudolente    alterazioni    per   impedire

 

l'identificazione   o   l'accertamento   di  qualita'  personali).  -

 

Chiunque,  al  fine  di impedire la propria o altrui identificazione,

 

altera  parti  del  proprio  o dell'altrui corpo utili per consentire

 

l'accertamento  di identita' o di altre qualita' personali, e' punito

 

con la reclusione da uno a sei anni.

 

  Il fatto e' aggravato se commesso nell'esercizio di una professione

 

sanitaria»;

 

    b-quinquies) l'articolo 496 e' sostituito dal seguente:

 

  «Art.  496  (False  dichiarazioni  sulla  identita'  o  su qualita'

 

personali  proprie  o  di altri). - Chiunque, fuori dei casi indicati

 

negli articoli precedenti, interrogato sulla identita', sullo stato o

 

su  altre  qualita'  della  propria o dell'altrui persona, fa mendaci

 

dichiarazioni  a  un  pubblico ufficiale o a persona incaricata di un

 

pubblico  servizio,  nell'esercizio delle funzioni o del servizio, e'

 

punito con la reclusione da uno a cinque anni».

 

    «b-sexies) all'articolo 576, primo comma, e' aggiunto il seguente

 

numero:

 

  "5-bis) contro un ufficiale o agente di polizia giudiziaria, ovvero

 

un  ufficiale  o  agente  di  pubblica sicurezza, nell'atto o a causa

 

dell'adempimento delle funzioni o del servizio"». ))

 

    c) all'articolo 589 sono apportate le seguenti modificazioni:

 

      1)  al  secondo  comma, la parola: «cinque» e' sostituita dalla

 

seguente: (( «sette»; ))

 

      2) dopo il secondo comma, e' inserito il seguente:

 

  «Si  applica  la  pena  della  reclusione da tre a dieci anni se il

 

fatto  e'  commesso con violazione delle norme sulla disciplina della

 

circolazione stradale da:

 

      1)   soggetto   in   stato   di   ebbrezza  alcolica  ai  sensi

 

dell'articolo 186,   comma 2,  lettera c),  del  decreto  legislativo

 

30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni;

 

      2)   soggetto   sotto  l'effetto  di  sostanze  stupefacenti  o

 

psicotrope.»;

 

      3)  al  terzo  comma,  le parole: «anni dodici» sono sostituite

 

dalle seguenti: «anni quindici»;

 

((      c-bis)   all'articolo 157,  sesto  comma,  le  parole:  «589,

 

secondo  e  terzo  comma»,  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «589,

 

secondo, terzo e quarto comma». ))

 

    d)  al  terzo  comma dell'articolo 590,  e'  aggiunto il seguente

 

periodo:

 

  «Nei casi di violazione delle norme sulla circolazione stradale, se

 

il  fatto  e'  commesso  da soggetto in stato di ebbrezza alcolica ai

 

sensi dell'articolo 186, comma 2, lettera c), del decreto legislativo

 

30 aprile  1992,  n.  285,  e  successive  modificazioni,  ovvero  da

 

soggetto  sotto  l'effetto  di sostanze stupefacenti o psicotrope, la

 

pena  per le lesioni gravi e' della reclusione da sei mesi a due anni

 

e  la pena per le lesioni gravissime e' della reclusione da un anno e

 

sei mesi a quattro anni»;

 

    e) dopo l'articolo 590 e' inserito il seguente:

 

      «Art.  590-bis (Computo delle circostanze). - Quando ricorre la

 

circostanza  di  cui  all'art. 589, terzo comma, ovvero quella di cui

 

all'articolo 590,  ((  terzo comma, ultimo periodo, )) le concorrenti

 

circostanze  attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98

 

e  114, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto

 

a  queste  e  le  diminuzioni  si  operano  sulla  quantita'  di pena

 

determinata ai sensi delle predette circostanze aggravanti.»;

 

    f) all'articolo 61, primo comma, dopo il numero 11 e' (( aggiunto

 

)) il seguente:

 

    «11-bis.  ((  l'avere  il  colpevole  commesso il fatto mentre si

 

trova )) illegalmente sul territorio nazionale.»:

 

    «f-bis»   ((  all'articolo 62-bis,  dopo  il  secondo  comma,  e'

 

aggiunto il seguente:

 

  «In  ogni  caso, l'assenza di precedenti condanne per altri reati a

 

carico  del  condannato  non  puo`  essere,  per  cio'  solo, posta a

 

fondamento  della  concessione  delle  circostanze  di  cui  al primo

 

comma.». ))

 

 

       

 

     

 

Art. 2.

 

 

Modifiche al codice di procedura penale

 

 

  1.  Al  codice  di  procedura  penale  sono  apportate  le seguenti

 

modificazioni:

 

((    «0a) all'articolo 51:

 

      1)  al  comma 3-ter,  dopo  le  parole:  «Nei casi previsti dal

 

comma 3-bis»  sono  inserite  le  seguenti:  «e  dai commi 3-quater e

 

3-quinquies»;

 

      2) al comma 3-quater, il secondo periodo e' soppresso;

 

    Ob) all'articolo 328:

 

      1)  al  comma 1-bis  le  parole:  «comma 3-bis» sono sostituite

 

dalle seguenti: «commi 3-bis e 3-quater»;

 

      2) il comma 1-ter e' abrogato;

 

      3) e' aggiunto, in fine, il seguente comma:

 

    1-quater. Quando si tratta di procedimenti per i delitti indicati

 

nell'articolo 51,  comma 3-quinquies,  le  funzioni di giudice per le

 

indagini   preliminari   e  le  funzioni  di  giudice  per  l'udienza

 

preliminare  sono esercitate, salve specifiche disposizioni di legge,

 

da  un  magistrato  del tribunale del capoluogo del distretto nel cui

 

ambito ha sede il giudice competente»;. »)

 

    a) all'articolo 260, dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:

 

  «3-bis.   L'autorita'   giudiziaria  procede,  altresi',  anche  su

 

richiesta  dell'organo  accertatore,  alla distruzione delle merci di

 

cui   sono   comunque  vietati  la  fabbricazione,  il  possesso,  la

 

detenzione   o  la  commercializzazione  quando  le  stesse  sono  di

 

difficile custodia, ovvero quando la custodia risulta particolarmente

 

onerosa  o pericolosa per la sicurezza, la salute o l'igiene pubblica

 

ovvero  quando,  anche  all'esito  di  accertamenti compiuti ai sensi

 

dell'articolo 360,   risulti  evidente  la  violazione  dei  predetti

 

divieti.  L'autorita'  giudiziaria  dispone il prelievo di uno o piu'

 

campioni  con l'osservanza delle formalita' di cui all'articolo 364 e

 

ordina la distruzione della merce residua.

 

  3-ter.  Nei  casi di sequestro nei procedimenti a carico di ignoti,

 

la  polizia giudiziaria, decorso il termine di tre mesi dalla data di

 

effettuazione  del  sequestro,  puo' procedere alla distruzione delle

 

merci  contraffatte  sequestrate,  previa comunicazione all'autorita'

 

giudiziaria.  La  distruzione  puo'  avvenire  dopo  15  giorni dalla

 

comunicazione  salva diversa decisione dell'autorita' giudiziaria. E'

 

fatta  salva la facolta' di conservazione di campioni da utilizzare a

 

fini giudiziari.»;

 

((    «a-bis)   nella  rubrica  dell'articolo 260  sono  aggiunte  le

 

seguenti parole: «. Distruzione di cose sequestrate"». ))

 

    b)    al   comma 1   dell'articolo 371-bis,   dopo   le   parole:

 

«nell'articolo 51,  comma 3-bis»  sono  inserire  le  seguenti: «e in

 

relazione ai procedimenti di prevenzione (( antimafia»; ))

 

((    b-bis)  all'articolo 381,  comma 2,  sono aggiunte, in fine, le

 

seguenti lettere:

 

    "m-ter)   falsa   attestazione  o  dichiarazione  a  un  pubblico

 

ufficiale sulla identita' o su qualita' personali proprie o di altri,

 

prevista dall'articolo 495 del codice penale;

 

    m-quater)  fraudolente alterazioni per impedire l'identificazione

 

o      l'accertamento     di     qualita'     personali,     previste

 

dall'articolo 495-ter del codice penale»; ))

 

    c) il comma 4 dell'articolo 449 e' sostituito dal seguente:

 

  «4.  Il  pubblico  ministero, quando l'arresto in flagranza e' gia'

 

stato  convalidato,  procede  al  giudizio  direttissimo  presentando

 

l'imputato   in   udienza  non  oltre  il  ((  trentesimo  ))  giorno

 

dall'arresto, salvo che cio' pregiudichi gravemente le indagini.»;

 

    d)  al  comma 5 dell'articolo 449, il primo periodo e' sostituito

 

dal  seguente:  «Il  pubblico  ministero  procede inoltre al giudizio

 

direttissimo,  salvo che cio' pregiudichi gravemente le indagini, nei

 

confronti  della  persona  che  nel corso dell'interrogatorio ha reso

 

confessione.».  ((  Al medesimo comma 5 dell'articolo 449, al secondo

 

periodo,  la  parola  «quindicesimo»  e'  sostituita  dalla seguente:

 

«trentesimo»; ))

 

    e)  al  comma 1  dell'articolo 450,  le  parole:  «Se  ritiene di

 

procedere  a  giudizio direttissimo,» sono sostituite dalle seguenti:

 

«Quando procede a giudizio direttissimo,»;

 

    f)   al   comma 1  dell'articolo 453,  le  parole:  «il  pubblico

 

ministero puo' chiedere», sono sostituite (( dalle seguenti )) «salvo

 

che  cio'  pregiudichi  gravemente le indagini, il pubblico ministero

 

chiede»;

 

    g) all'articolo 453, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:

 

    «1-bis.  Il  pubblico  ministero  richiede il giudizio immediato,

 

anche  fuori dai termini di cui all'articolo 454, comma 1, e comunque

 

entro  centottanta  giorni dall'esecuzione della misura, per il reato

 

in relazione al quale la persona sottoposta alle indagini si trova in

 

stato  di  custodia  cautelare,  salvo  che  la richiesta pregiudichi

 

gravemente le indagini.

 

  1-ter.  La  richiesta  di  cui  al comma 1-bis e' formulata dopo la

 

definizione  del procedimento di cui all'articolo 309, ovvero dopo il

 

decorso dei termini per la proposizione della richiesta di riesame.»;

 

    h) all'articolo 455, dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente:

 

    «1-bis. Nei casi di cui all'articolo 453, comma 1-bis, il giudice

 

rigetta la richiesta se l'ordinanza che dispone la custodia cautelare

 

e'  stata  revocata  o  annullata  per sopravvenuta insussistenza dei

 

gravi indizi di colpevolezza.»;

 

    i) all'articolo 599, i commi 4 e 5 sono abrogati;

 

    l) all'articolo 602, il comma 2 e' abrogato;

 

    m)  all'articolo 656, comma 9, lettera a), dopo le parole: «della

 

legge  26 luglio  1975,  n.  354,  e  successive modificazioni,» sono

 

inserite  le seguenti: (( «nonche' di cui agli articoli 423-bis, 624,

 

quando   ricorrono   due  o  piu'  circostanze  tra  quelle  indicate

 

dall'articolo 625,  624-bis del codice penale, e per i delitti in cui

 

ricorre  l'aggravante  di  cui  all'articolo 61,  primo comma, numero

 

11-bis), del medesimo codice,. ))

 

 

       

 

     

 

(( Art. 2-bis.

 

 

Modifiche  alle  norme  di attuazione, di coordinamento e transitorie

 

del  codice  di  procedura  penale,  di  cui  al  decreto legislativo

 

28 luglio 1989, n. 271.

 

 

  1. L'articolo 132-bis delle norme di attuazione, di coordinamento e

 

transitorie  del  codice  di  procedura  penale,  di  cui  al decreto

 

legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e' sostituito dal seguente:

 

  «Art.  132-bis  (Formazione  dei ruoli di udienza e trattazione dei

 

processi).  -  1.  Nella  formazione  dei  ruoli  di  udienza e nella

 

trattazione dei processi e' assicurata la priorita' assoluta:

 

    a)  ai  processi  relativi  ai  delitti  di cui all'articolo 407,

 

comma 2,   lettera a),  del  codice  e  ai  delitti  di  criminalita'

 

organizzata, anche terroristica;

 

    b)  ai  processi relativi ai delitti commessi in violazione delle

 

norme  relative  alla  prevenzione  degli  infortuni e all'igiene sul

 

lavoro  e delle norme in materia di circolazione stradale, ai delitti

 

di  cui  al  testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina

 

dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al

 

decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, nonche' ai delitti puniti

 

con  la  pena  della  reclusione  non inferiore nel massimo a quattro

 

anni;

 

    c)  ai  processi  a  carico di imputati detenuti, anche per reato

 

diverso da quello per cui si procede;

 

    d)  ai  processi  nei  quali  l'imputato  e'  stato sottoposto ad

 

arresto  o a fermo di indiziato di delitto, ovvero a misura cautelare

 

personale, anche revocata o la cui efficacia sia cessata;

 

    e)  ai  processi  nei  quali  e' contestata la recidiva, ai sensi

 

dell'articolo 99, quarto comma, del codice penale;

 

    f)  ai  processi  da  celebrare  con  giudizio direttissimo e con

 

giudizio immediato.

 

  2.  I  dirigenti  degli  uffici giudicanti adottano i provvedimenti

 

organizzativi  necessari  per  assicurare  la  rapida definizione dei

 

processi per i quali e' prevista la trattazione prioritaria.». ))

 

 

       

 

     

 

(( Art. 2-ter.

 

 

Misure  per  assicurare la rapida definizione dei processi relativi a

 

reati per i quali e' prevista la trattazione prioritaria

 

 

  1.  Al  fine  di  assicurare  la  rapida  definizione  dei processi

 

pendenti  alla  data  di entrata in vigore della legge di conversione

 

del  presente  decreto,  per  i  quali  e'  prevista  la  trattazione

 

prioritaria,   nei   provvedimenti  adottati  ai  sensi  del  comma 2

 

dell'articolo 132-bis  delle  norme di attuazione, di coordinamento e

 

transitorie  del  codice  di  procedura  penale,  di  cui  al decreto

 

legislativo    28 luglio    1989,    n.    271,    come    sostituito

 

dall'articolo 2-bis  del  presente  decreto, i dirigenti degli uffici

 

possono  individuare  i  criteri  e  le  modalita'  di  rinvio  della

 

trattazione  dei processi per reati commessi fino al 2 maggio 2006 in

 

ordine   ai   quali   ricorrono   le  condizioni  per  l'applicazione

 

dell'indulto,  ai sensi della legge 31 luglio 2006, n. 241, e la pena

 

eventualmente  da  infliggere puo' essere contenuta nei limiti di cui

 

all'articolo 1,  comma 1,  della  predetta  legge  n.  241  del 2006.

 

Nell'individuazione  dei criteri di rinvio di cui al presente comma i

 

dirigenti  degli  uffici  tengono,  altresi',  conto della gravita' e

 

della  concreta  offensivita'  del  reato,  del  pregiudizio che puo'

 

derivare   dal   ritardo   per   la  formazione  della  prova  e  per

 

l'accertamento   dei  fatti,  nonche'  dell'interesse  della  persona

 

offesa.

 

  2.  Il  rinvio della trattazione del processo non puo' avere durata

 

superiore  a  diciotto  mesi  e  il termine di prescrizione del reato

 

rimane sospeso per tutta la durata del rinvio.

 

  3.  Il  rinvio  non  puo'  essere  disposto se l'imputato si oppone

 

ovvero se e' gia' stato dichiarato chiuso il dibattimento.

 

  4.   I   provvedimenti  di  cui  al  comma 1  sono  tempestivamente

 

comunicati  al  Consiglio  superiore della magistratura. Il Consiglio

 

superiore  della  magistratura e il Ministro della giustizia valutano

 

gli  effetti  dei  provvedimenti  adottati dai dirigenti degli uffici

 

sull'organizzazione  e  sul  funzionamento  dei servizi relativi alla

 

giustizia,  nonche'  sulla trattazione prioritaria e sulla durata dei

 

processi.   In   sede  di  comunicazioni  sull'amministrazione  della

 

giustizia, ai sensi dell'articolo 86 dell'ordinamento giudiziario, di

 

cui   al   regio   decreto  30 gennaio  1941,  n.  12,  e  successive

 

modificazioni,  il  Ministro della giustizia riferisce alle Camere le

 

valutazioni effettuate ai sensi del presente comma.

 

  5.  La  parte  civile  costituita  puo' trasferire l'azione in sede

 

civile.   In   tal   caso,   i   termini   per   comparire,   di  cui

 

all'articolo 163-bis  del codice di procedura civile, sono abbreviati

 

fino  alla  meta'  e  il  giudice fissa l'ordine di trattazione delle

 

cause  dando  precedenza  al processo relativo all'azione trasferita.

 

Non  si applica la disposizione dell'articolo 75, comma 3, del codice

 

di procedura penale.

 

  6.  Nel  corso  dei  processi  di  primo grado relativi ai reati in

 

ordine  ai  quali,  in caso di condanna, deve trovare applicazione la

 

legge 31 luglio 2006, n. 241, l'imputato o il suo difensore munito di

 

procura  speciale  e  il pubblico ministero, se ritengono che la pena

 

possa  essere  contenuta  nei  limiti di cui all'articolo 1, comma 1,

 

della  medesima legge n. 241 del 2006, nella prima udienza successiva

 

alla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di conversione del

 

presente  decreto  possono  formulare richiesta di applicazione della

 

pena  ai  sensi degli articoli 444 e seguenti del codice di procedura

 

penale,    anche    se    risulti   decorso   il   termine   previsto

 

dall'articolo 446, comma 1, del medesimo codice di procedura penale.

 

  7.  La  richiesta  di  cui  al  comma 6 puo' essere formulata anche

 

quando  sia  gia'  stata  in precedenza presentata altra richiesta di

 

applicazione  della  pena,  ma  vi sia stato il dissenso da parte del

 

pubblico  ministero ovvero la stessa sia stata rigettata dal giudice,

 

sempre  che  la  nuova  richiesta non costituisca mera riproposizione

 

della precedente. ))

 

 

       

 

     

 

Art. 3.

 

Modifiche al decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274

 

 

  1.  All'articolo 4,  comma 1,  lettera a),  del decreto legislativo

 

28 agosto  2000,  n.  274,  dopo  le  parole: «derivi una malattia di

 

durata  superiore  a  venti  giorni»  sono  inserite  le seguenti: «,

 

nonche'  ad  esclusione  delle  fattispecie  di cui all'articolo 590,

 

terzo  comma, quando si tratta di fatto commesso da soggetto in stato

 

di ebbrezza alcolica ai sensi dell'articolo 186, comma 2, lettera c),

 

del   decreto  legislativo  30 aprile  1992,  n.  285,  e  successive

 

modificazioni,   ovvero  da  soggetto  sotto  l'effetto  di  sostanze

 

stupefacenti o psicotrope,»       

 

     

 

Art. 4.

 

 

Modifiche  al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive

 

modificazioni

 

 

 

((  01.   Alla  tabella  allegata  all'articolo 126-bis  del  decreto

 

legislativo  30 aprile  1992,  n. 285, e successive modificazioni, al

 

capoverso  «art.  187» le parole: «commi 7 e 8» sono sostituite dalle

 

seguenti: «commi 1 e 8» ))

 

  1. All'articolo 186 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,

 

e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

 

    a) al comma 2, lettera b), le parole: «l'arresto fino a tre mesi»

 

sono sostituite dalle seguenti: «l'arresto fino a sei mesi»;

 

    b) al comma 2, lettera c), le parole: «l'arresto fino a sei mesi»

 

sono  sostituite dalle seguenti: «l'arresto da tre mesi ad un anno» e

 

sono  aggiunti,  in  fine,  i  seguenti  periodi: «Con la sentenza di

 

condanna  ovvero  di applicazione della pena a richiesta delle parti,

 

anche  se  e' stata applicata la sospensione condizionale della pena,

 

e'  sempre  disposta  la  confisca  del veicolo con il quale e' stato

 

commesso  il  reato ai sensi dell'articolo 240, (( secondo comma, del

 

codice  penale,  ))  salvo che il veicolo stesso appartenga a persona

 

estranea  al  reato.  Il  veicolo  sottoposto a sequestro puo' essere

 

affidato  in custodia al trasgressore, (( salvo che risulti che abbia

 

commesso  in  precedenza  altre  violazioni della disposizione di cui

 

alla  presente lettera. La procedura di cui ai due periodi precedenti

 

si applica anche nel caso di cui al comma 2-bis.»;

 

    «b-bis) il comma 2-bis e' sostituito dal seguente:

 

  "2-bis.  Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente

 

stradale,  le  pene di cui al comma 2 sono raddoppiate e, fatto salvo

 

quanto previsto dalla lettera c) del medesimo comma 2, e' disposto il

 

fermo amministrativo del veicolo per novanta giorni ai sensi del Capo

 

I,  sezione  II,  del  titolo  VI,  salvo che il veicolo appartenga a

 

persona estranea al reato. E' fatta salva in ogni caso l'applicazione

 

delle sanzioni accessorie previste dagli articoli 222 e 223»; ))

 

    c) dopo il comma 2-quater e' inserito il seguente:

 

  «2-quinquies.  Salvo che non sia disposto il sequestro ai sensi del

 

comma 2,  il  veicolo,  qualora  non  possa  essere  guidato da altra

 

persona  idonea, puo' essere fatto trasportare fino al luogo indicato

 

dall'interessato  o  fino  alla piu' vicina autorimessa e lasciato in

 

consegna al proprietario o al gestore di essa con le normali garanzie

 

per  la  custodia.  Le  spese  per  il  recupero ed il trasporto sono

 

interamente a carico del trasgressore.»;

 

    d)  al comma 7, il primo e il secondo periodo sono sostituiti dal

 

seguente:

 

  «Salvo  che  il  fatto  costituisca  piu'  grave  reato, in caso di

 

rifiuto  dell'accertamento di cui ai commi 3, 4 o 5, il conducente e'

 

punito con le pene di cui al comma 2, lettera c);

 

((    e) al comma 7, il terzo periodo e' sostituito dal seguente: «La

 

condanna  per  il  reato  di  cui  al periodo che precede comporta la

 

sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di

 

guida  per  un  periodo  da  sei mesi a due anni e della confisca del

 

veicolo  con  le  stesse  modalita' e procedure previste dal comma 2,

 

lettera c),  salvo  che il veicolo appartenga a persona estranea alla

 

violazione»; ))

 

  

 

 f)  al  comma 7,  quinto  periodo,  le  parole: «Quando lo stesso

 

soggetto  compie  piu'  violazioni  nel  corso  di un biennio,», sono

 

sostituite  dalle seguenti: «Se il fatto e' commesso da soggetto gia'

 

condannato nei due anni precedenti per il medesimo reato,».

 

  2.  Al  comma 1 dell'articolo 187 del decreto legislativo 30 aprile

 

1992, n. 285, sono apportate le seguenti modificazioni:

 

    a) le parole: «e' punito con l'ammenda da euro 1000 a euro 4000 e

 

l'arresto  fino  a  tre  mesi»,  sono  sostituite dalle seguenti: «e'

 

punito  con  l'ammenda  da euro 1.500 a euro 6.000 e l'arresto da tre

 

mesi ad un anno»;

 

    b)  alla  fine  e' aggiunto il seguente periodo: «Si applicano le

 

disposizioni  dell'articolo 186,  comma 2, lettera c), quinto e sesto

 

periodo,  nonche'  quelle  di  cui  al comma 2-quinquies del medesimo

 

articolo 186.».

 

((  2-bis.  All'articolo 187,  comma 1-bis,  del  decreto legislativo

 

30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, le parole: «ed e'

 

disposto  il  fermo  amministrativo del veicolo per novanta giorni ai

 

sensi  del  capo I, sezione II, del titolo VI,» sono sostituite dalle

 

seguenti:  «e  si  applicano  le disposizioni dell'ultimo periodo del

 

comma 1,». ))

 

  3. All'articolo 189 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,

 

e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:

 

    a)  al  comma 6,  le  parole:  «da  tre  mesi  a  tre  anni» sono

 

sostituite dalle seguenti: «da sei mesi a tre anni»;

 

    b)  al  comma 7,  le  parole:  «da  sei  mesi  a  tre  anni» sono

 

sostituite dalle seguenti: «da un anno a tre anni».

 

  4.  All'articolo 222, comma 2, (( del decreto legislativo 30 aprile

 

1992,  n.  285,  )) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Se il

 

fatto  di  cui  al  terzo periodo e' commesso da soggetto in stato di

 

ebbrezza  alcolica  ai  sensi dell'articolo 186, comma 2, lettera c),

 

ovvero  da  soggetto  sotto  l'effetto  di  sostanze  stupefacenti  o

 

psicotrope,  il giudice applica la sanzione amministrativa accessoria

 

della revoca della patente.».

 

 

       

 

     

 

Art. 5.

 

 

Modifiche  ((  al  testo  unico  di  cui  al  ))  decreto legislativo

 

25 luglio 1998, n. 286

 

 

((  01.  All'articolo 12,  comma 5 del testo unico delle disposizioni

 

concernenti  la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione

 

dello  straniero,  di  cui  al decreto legislativo 25 luglio 1998, n.

 

286,  e'  aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Quando il fatto e'

 

commesso  in  concorso  da  due  o  piu'  persone, ovvero riguarda la

 

permanenza di cinque o piu' persone, la pena e' aumentata da un terzo

 

alla meta'". ))

 

  1.  All'articolo 12  del testo unico delle disposizioni concernenti

 

la  disciplina  dell'immigrazione  e  norme  sulla  condizione  dello

 

straniero,  di  cui  al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e

 

successive modificazioni, dopo il comma 5 e' inserito il seguente:

 

((  «5-bis. Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, chiunque

 

a  titolo  oneroso, al fine di trarre ingiusto profitto, da' alloggio

 

ad  uno straniero, privo di titolo di soggiorno in un immobile di cui

 

abbia disponibilita', ovvero lo cede allo stesso, anche in locazione,

 

e'  punito  con  la reclusione da sei mesi a tre anni. )) La condanna

 

con provvedimento irrevocabile (( ovvero l'applicazione della pena su

 

richiesta  delle  parti  a  norma  dell'articolo 444  del  codice  di

 

procedura   penale,   anche  se  e'  stata  concessa  la  sospensione

 

condizionale della pena, )) comporta la confisca dell'immobile, salvo

 

che  appartenga  a persona estranea al reato. Si osservano, in quanto

 

applicabili,  le  disposizioni  vigenti  in  materia  di  gestione  e

 

destinazione  dei  beni confiscati. Le somme di denaro ricavate dalla

 

vendita,   ove  disposta,  dei  beni  confiscati  sono  destinate  al

 

potenziamento  delle attivita' di prevenzione e repressione dei reati

 

in tema di immigrazione clandestina.».

 

((  1-bis)  all'articolo 13, comma 3, quinto periodo, del testo unico

 

di  cui  al  decreto  legislativo  25 luglio 1998, n. 286, la parola:

 

«quindici» e' sostituita dalla seguente: "sette"».

 

  1-ter. All'articolo 22, comma 12, del testo unico di cui al decreto

 

legislativo  25 luglio 1998, n. 286, le parole: «con l'arresto da tre

 

mesi  ad  un  anno  e  con l'ammenda di 5000 euro per ogni lavoratore

 

impiegato»  sono sostituite dalle seguenti: «con la reclusione da sei

 

mesi  a  tre  anni  e  con  la multa di 5000 euro per ogni lavoratore

 

impiegato. ))

 

 

       

 

     

 

Art. 6.

 

 

Modifica  del  testo  unico  di  cui al decreto legislativo 18 agosto

 

2000,  n.  267, in materia di attribuzioni del sindaco nelle funzioni

 

di competenza statale

 

 

  1. L'articolo 54 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli

 

enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e'

 

sostituito dal seguente:

 

  «Art.  54  (Attribuzioni  del  sindaco nelle funzioni di competenza

 

statale). - 1. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, sovrintende:

 

    a)  all'emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalla legge

 

e dai regolamenti in materia di ordine e sicurezza pubblica;

 

    b)  allo  svolgimento  delle  funzioni affidategli dalla legge in

 

materia di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria;

 

    c)  alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza

 

e l'ordine pubblico, informandone (( preventivamente )) il prefetto.

 

  2.  Il  sindaco,  nell'esercizio  delle funzioni di cui al comma 1,

 

concorre ad assicurare anche la cooperazione della polizia locale con

 

le   Forze   di  polizia  statali,  nell'ambito  delle  direttive  di

 

coordinamento impartite dal Ministro dell'interno-Autorita' nazionale

 

di pubblica sicurezza.

 

  3.  Il sindaco, quale ufficiale del Governo, sovrintende, altresi',

 

alla  tenuta  dei  registri  di  stato civile e di popolazione e agli

 

adempimenti  demandatigli  dalle leggi in materia elettorale, di leva

 

militare e di statistica.

 

  4.  Il  sindaco,  quale  ufficiale  del Governo, (( adotta con atto

 

motivato provvedimenti, anche contingibili e urgenti nel rispetto dei

 

principi  generali  dell'ordinamento,  ))  al  fine di prevenire e di

 

eliminare  gravi  pericoli che minacciano l'incolumita' pubblica e la

 

sicurezza  urbana.  I  provvedimenti di cui al presente comma sono ((

 

preventivamente  ))  comunicati  al  prefetto  anche  ai  fini  della

 

predisposizione   degli   strumenti   ritenuti  necessari  alla  loro

 

attuazione.

 

((  4-bis.  Con  decreto  del  Ministro  dell'interno e' disciplinato

 

l'ambito  di  applicazione  delle  disposizioni di cui ai commi 1 e 4

 

anche  con  riferimento  alle  definizioni  relative alla incolumita'

 

pubblica e alla sicurezza urbana. ))

 

  5.  Qualora  i  provvedimenti  (( adottati dai sindaci ai sensi dei

 

commi 1  e 4 comportino )) conseguenze sull'ordinata convivenza delle

 

popolazioni  dei  comuni  contigui  o  limitrofi,  il prefetto indice

 

un'apposita   conferenza   alla   quale   prendono  parte  i  sindaci

 

interessati,  il  presidente  della  provincia  e,  qualora  ritenuto

 

opportuno,  soggetti  pubblici  e  privati  dell'ambito  territoriale

 

interessato dall'intervento.

 

((  5-bis.  Il Sindaco segnala alle competenti autorita', giudiziaria

 

o  di  pubblica sicurezza, la condizione irregolare dello straniero o

 

del  cittadino  appartenente ad uno Stato membro dell'Unione europea,

 

per  la  eventuale  adozione  di  provvedimenti  di  espulsione  o di

 

allontanamento dal territorio dello Stato. ))

 

  6.   In   casi  di  emergenza,  connessi  con  il  traffico  o  con

 

l'inquinamento  atmosferico  o  acustico,  ovvero  quando  a causa di

 

circostanze   straordinarie  si  verifichino  particolari  necessita'

 

dell'utenza  o  per  motivi  di  sicurezza  urbana,  il  sindaco puo'

 

modificare   gli  orari  degli  esercizi  commerciali,  dei  pubblici

 

esercizi e dei servizi pubblici, nonche', d'intesa con i responsabili

 

territorialmente  competenti  delle  amministrazioni interessate, gli

 

orari  di  apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel

 

territorio, adottando i provvedimenti di cui al comma 4.

 

  7.  Se  l'ordinanza  adottata  ai  sensi  del  comma 4 e' rivolta a

 

persone determinate e queste non ottemperano all'ordine impartito, il

 

sindaco  puo'  provvedere  d'ufficio a spese degli interessati, senza

 

pregiudizio dell'azione penale per i reati in cui siano incorsi.

 

  8.  Chi sostituisce il sindaco esercita anche le funzioni di cui al

 

presente articolo.

 

  9.  Nell'ambito  delle  funzioni  di  cui  al presente articolo, il

 

prefetto   puo'   disporre   ispezioni   per  accertare  il  regolare

 

svolgimento  dei compiti affidati, nonche' per l'acquisizione di dati

 

e notizie interessanti altri servizi di carattere generale.

 

  10.  Nelle  materie previste dai commi 1 e 3, nonche' dall'articolo

 

14,  il  sindaco,  previa  comunicazione  al  prefetto, puo' delegare

 

l'esercizio  delle  funzioni ivi indicate al presidente del consiglio

 

circoscrizionale;   ove   non   siano   costituiti   gli   organi  di

 

decentramento  comunale,  il  sindaco  puo'  conferire la delega a un

 

consigliere  comunale  per l'esercizio delle funzioni nei quartieri e

 

nelle frazioni.

 

  11. Nelle fattispecie di cui ai commi 1, 3 e 4, nel caso di inerzia

 

del sindaco o del suo delegato nell'esercizio delle funzioni previste

 

dal comma 10, il prefetto puo' intervenire con proprio provvedimento.

 

  12.  Il  Ministro  dell'interno puo' adottare atti di indirizzo per

 

l'esercizio  delle  funzioni  previste dal presente articolo da parte

 

del sindaco.

 

 

       

 

     

 

(( Art. 6-bis.

 

 

Modifiche  all'articolo 16, comma 2, della legge 24 novembre 1981, n.

 

689

 

 

  1.  Il secondo comma dell'articolo 16 della legge 24 novembre 1981,

 

n. 689, e' sostituito dal seguente:

 

  «Per  le  violazioni  ai  regolamenti  ed alle ordinanze comunali e

 

provinciali, la Giunta comunale o provinciale, all'interno del limite

 

edittale  minimo e massimo della sanzione prevista, puo' stabilire un

 

diverso  importo  del  pagamento  in  misura  ridotta, in deroga alle

 

disposizioni del primo comma». ))

 

 

       

 

     

 

Art. 7.

 

 

((  Collaborazione della polizia municipale e provinciale nell'ambito

 

dei piani coordinati di controllo del territorio ))

 

 

((  1.  I  piani  coordinati  di  controllo  del territorio di cui al

 

comma 1  dell'articolo  17  della  legge  26 marzo  2001, n. 128, che

 

possono  realizzarsi anche per specifiche esigenze dei comuni diversi

 

da  quelli  dei  maggiori  centri  urbani,  determinano i rapporti di

 

reciproca collaborazione fra i contingenti di personale della polizia

 

municipale e provinciale e gli organi di Polizia dello Stato.

 

  2.  Con decreto da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in

 

vigore  della  legge di conversione del presente decreto, il Ministro

 

dell'interno,  di  concerto  con  il Ministro della giustizia, con il

 

Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  e  con  il Ministro della

 

difesa, determina le procedure da osservare per assicurare, nel corso

 

dello   svolgimento   di  tali  piani  coordinati  di  controllo  del

 

territorio,  le  modalita'  di  raccordo  operativo  tra  la  polizia

 

municipale,  la  polizia  provinciale  e  gli organi di Polizia dello

 

Stato». ))

 

 

       

 

     

 

(( Art. 7-bis.

 

 

Concorso delle Forze armate nel controllo del territorio

 

 

  1.  Per  specifiche  ed  eccezionali  esigenze di prevenzione della

 

criminalita',  ove  risulti  opportuno  un  accresciuto controllo del

 

territorio,  puo'  essere  autorizzato  un  piano  di  impiego  di un

 

contingente  di  personale  militare  appartenente alle Forze armate,

 

preferibilmente  carabinieri impiegati in compiti militari o comunque

 

volontari delle stesse Forze armate specificatamente addestrati per i

 

compiti  da  svolgere.  Detto  personale  e' posto a disposizione dei

 

prefetti  delle  province  comprendenti aree metropolitane e comunque

 

aree  densamente  popolate,  ai  sensi  dell'articolo  13 della legge

 

1° aprile  1981,  n. 121, per servizi di vigilanza a siti e obiettivi

 

sensibili,  nonche'  di  perlustrazione  e  pattuglia  in  concorso e

 

congiuntamente   alle   Forze   di  polizia.  Il  piano  puo'  essere

 

autorizzato  per  un  periodo di sei mesi, rinnovabile per una volta,

 

per un contingente non superiore a 3.000 unita'.

 

  2.  Il  piano di impiego del personale delle Forze armate di cui al

 

comma 1  e'  adottato  con  decreto  del  Ministro  dell'interno,  di

 

concerto  con il Ministro della difesa, sentito il Comitato nazionale

 

dell'ordine  e  della  sicurezza pubblica integrato dal Capo di stato

 

maggiore  della  difesa  e  previa  informazione  al  Presidente  del

 

Consiglio   dei  Ministri.  Il  Ministro  dell'interno  riferisce  in

 

proposito alle competenti Commissioni parlamentari.

 

  3.  Nell'esecuzione  dei  servizi  di  cui al comma l, il personale

 

delle  Forze  armate non appartenente all'Arma dei carabinieri agisce

 

con le funzioni di agente di pubblica sicurezza e puo' procedere alla

 

identificazione e alla immediata perquisizione sul posto di persone e

 

mezzi  di  trasporto  a  norma  dell'articolo 4 della legge 22 maggio

 

1975, n. 152, anche al fine di prevenire o impedire comportamenti che

 

possono  mettere  in pericolo l'incolumita' di persone o la sicurezza

 

dei  luoghi  vigilati,  con  esclusione  delle  funzioni  di  polizia

 

giudiziaria.   Ai   fini   di  identificazione,  per  completare  gli

 

accertamenti e per procedere a tutti gli atti di polizia giudiziaria,

 

il personale delle Forze armate accompagna le persone indicate presso

 

i piu' vicini uffici o comandi della Polizia di Stato o dell'Arma dei

 

carabinieri. Nei confronti delle persone accompagnate si applicano le

 

disposizioni dell'articolo 349 del codice di procedura penale.

 

  4.  Agli  oneri  derivanti  dall'attuazione  del  decreto di cui al

 

comma 2,  stabiliti  entro il limite di spesa di 31,2 milioni di euro

 

per  ciascuno  degli  anni  2008 e 2009, comprendenti le spese per il

 

trasferimento   e   l'impiego   del   personale  e  dei  mezzi  e  la

 

corresponsione   dei   compensi   per   lavoro   straordinario  e  di

 

un'indennita'  onnicomprensiva  determinata ai sensi dell'articolo 20

 

della  legge  26 marzo  2001,  n.  128,  e  comunque non superiore al

 

trattamento  economico  accessorio  previsto per le Forze di polizia,

 

individuati  con  decreto del Ministro dell'economia e delle finanze,

 

di  concerto  con i Ministri dell'interno e della difesa, si provvede

 

mediante   corrispondente  riduzione  dello  stanziamento  del  fondo

 

speciale  di  parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale

 

2008-2010,  nell'ambito  del  programma  «Fondi  di riserva speciali»

 

della  missione  «Fondi  da  ripartire» dello stato di previsione del

 

Ministero  dell'economia  e delle finanze per l'anno 2008, allo scopo

 

parzialmente  utilizzando: quanto a 4 milioni di euro per l'anno 2008

 

e  a 16 milioni di euro per l'anno 2009, l'accantonamento relativo al

 

Ministero  dell'economia  e delle finanze; quanto a 9 milioni di euro

 

per   l'anno   2008   e   a  8  milioni  di  euro  per  l'anno  2009,

 

l'accantonamento relativo al Ministero della giustizia; quanto a 18,2

 

milioni  di  euro  per l'anno 2008 e a 7,2 milioni di euro per l'anno

 

2009, l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri.

 

  5.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad

 

apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio».

 

 

 

       

 

     

 

Art. 8.

 

 

Accesso  della  polizia  municipale  al  Centro elaborazione dati del

 

Ministero dell'interno

 

 

  1.  All'articolo 16-quater del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8,

 

convertito, con modificazioni, dalla legge 19 marzo 1993, n. 68, sono

 

apportate le seguenti modificazioni:

 

((    a)  al  comma 1,  le  parole:  «schedario  dei  veicoli  rubati

 

operante»  fino  alla  fine del comma sono sostituite dalle seguenti:

 

«schedario   dei  veicoli  rubati  e  allo  schedario  dei  documenti

 

d'identita'  rubati o smarriti operanti presso il Centro elaborazione

 

dati  di cui all'articolo 8 della predetta legge n. 121. Il personale

 

della  polizia  municipale  in  possesso della qualifica di agente di

 

pubblica   sicurezza   puo'   altresi'   accedere  alle  informazioni

 

concernenti  i  permessi  di  soggiorno  rilasciati  e  rinnovati, in

 

relazione  a quanto previsto dall'articolo 54, comma 5-bis, del testo

 

unico  di  cui  al  decreto  legislativo  18 agosto  2000,  n. 267, e

 

successive modificazioni»;

 

    b) dopo il comma 1 e' inserito il seguente:

 

  «1-bis.  Il  personale  di  cui  al  comma 1  addetto ai servizi di

 

polizia stradale ed in possesso della qualifica di agente di pubblica

 

sicurezza puo' essere, altresi', abilitato all'inserimento, presso il

 

Centro  elaborazione  dati ivi indicato, dei dati relativi ai veicoli

 

rubati e ai documenti rubati o smarriti, di cui al comma 1, acquisiti

 

autonomamente.».

 

  1-bis.  I  collegamenti,  anche  a  mezzo  della  rete  informativa

 

telematica  dell'Associazione  nazionale  dei comuni italiani (ANCI),

 

per  l'accesso  allo  schedario  dei  documenti  d'identita' rubati o

 

smarriti,   nonche'  alle  informazioni  concernenti  i  permessi  di

 

soggiorno  di  cui  al  comma 1,  sono  effettuati  con  le modalita'

 

stabilite  con  decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il

 

Ministro dell'economia e delle finanze, sentita l'ANCI. ))

 

 

       

 

     

 

(( Art. 8-bis.

 

 

Accesso  degli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria appartenenti

 

al  Corpo  delle capitanerie di porto al Centro elaborazione dati del

 

Ministero dell'interno

 

 

  1.  Gli  ufficiali  e agenti di polizia giudiziaria appartenenti al

 

Corpo delle capitanerie di porto, per finalita' di sicurezza portuale

 

e   dei   trasporti  marittimi,  possono  accedere  ai  dati  e  alle

 

informazioni   del   Centro   elaborazione   dati  di  cui  al  primo

 

comma dell'articolo 9 della legge 1° aprile 1981, n. 121, in deroga a

 

quanto   previsto  dallo  stesso  articolo,  limitatamente  a  quelli

 

correlati  alle funzioni attribuite agli stessi ufficiali e agenti di

 

polizia giudiziaria. Detto personale puo' essere, altresi', abilitato

 

all'inserimento  presso  il  medesimo  Centro dei corrispondenti dati

 

autonomamente acquisiti.

 

  2.  Con  decreto  del  Ministro  dell'interno,  di  concerto con il

 

Ministro  delle  infrastrutture  e  dei trasporti, sono individuati i

 

dati  e  le  informazioni  di  cui  al  comma 1  e  sono stabilite le

 

modalita' per effettuare i collegamenti per il relativo accesso.

 

  3.  Entro  sei  mesi dalla data di entrata in vigore della legge di

 

conversione   del  presente  decreto  sono  apportate  le  occorrenti

 

modificazioni al regolamento, previsto dall'articolo 11, primo comma,

 

della  legge 1° aprile 1981, n. 121, di cui al decreto del Presidente

 

della Repubblica 3 maggio 1982, n. 378. ))

 

 

       

 

     

 

Art. 9.

 

 

Centri di identificazione ed espulsione

 

 

  1.  Le parole: «centro di permanenza temporanea» ovvero: «centro di

 

permanenza temporanea ed assistenza» sono sostituite, in generale, in

 

tutte  le  disposizioni  di  legge  o di regolamento, dalle seguenti:

 

«centro  di  identificazione ed espulsione» quale nuova denominazione

 

delle medesime strutture.

 

     

 

     

 

Art. 10.

 

 

(( Modifiche alla legge 31 maggio 1965, n. 575

 

 

  1.  Alla  legge  31 maggio  1965, n. 575 sono apportate le seguenti

 

modificazioni:

 

    a)  all'articolo  1,  sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:

 

«nonche'   ai   soggetti   indiziati   di   uno  dei  reati  previsti

 

dall'articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale»;

 

    b) l'articolo 2 e' sostituito dal seguente:

 

  «Art.  2.  - 1. Nei confronti delle persone indicate all'articolo 1

 

possono  essere  proposte  dal  procuratore  nazionale antimafia, dal

 

procuratore  della  Repubblica  presso  il tribunale del capoluogo di

 

distretto  ove  dimora la persona, dal questore o dal direttore della

 

Direzione  investigativa  antimafia,  anche  se  non  vi  e' stato il

 

preventivo  avviso,  le  misure  di  prevenzione  della  sorveglianza

 

speciale di pubblica sicurezza e dell'obbligo di soggiorno nel comune

 

di  residenza  o di dimora abituale, di cui al primo e al terzo comma

 

dell'articolo  3  della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, e successive

 

modificazioni.

 

  2. Quando non vi e' stato il preventivo avviso e la persona risulti

 

definitivamente  condannata  per  un  delitto  non  colposo,  con  la

 

notificazione della proposta il questore puo' imporre all'interessato

 

sottoposto  alla misura della sorveglianza speciale il divieto di cui

 

all'articolo  4, quarto comma, della legge 27 dicembre 1956, n. 1423.

 

Si  applicano  le  disposizioni  dei  commi quarto, ultimo periodo, e

 

quinto del medesimo articolo 4.

 

  3.  Nelle udienze relative ai procedimenti per l'applicazione delle

 

misure  di  prevenzione  richieste  ai sensi della presente legge, le

 

funzioni  di pubblico ministero sono esercitate dal procuratore della

 

Repubblica di cui al comma 1»;

 

    c) all'articolo 2-bis:

 

      1)   al   comma 1,   dopo  le  parole:  «Il  procuratore  della

 

Repubblica»   sono  inserite  le  seguenti:  «,  il  direttore  della

 

Direzione investigativa antimafia»;

 

      2) dopo il comma 6 e' aggiunto il seguente:

 

  «6-bis.  Le  misure di prevenzione personali e patrimoniali possono

 

essere  richieste  e applicate disgiuntamente. Le misure patrimoniali

 

possono  essere disposte anche in caso di morte del soggetto proposto

 

per  la  loro  applicazione. Nel caso la morte sopraggiunga nel corso

 

del  procedimento  esso prosegue nei confronti degli eredi o comunque

 

degli aventi causa»;

 

    d) all'articolo 2-ter:

 

      «1)  al  secondo  comma,  dopo  le  parole:  "A  richiesta  del

 

procuratore  della  Repubblica,"  sono  inserite  le  seguenti:  "del

 

direttore della Direzione investigativa antimafia,";

 

      2) il primo periodo del terzo comma e' sostituito dal seguente:

 

"Con  l'applicazione della misura di prevenzione il tribunale dispone

 

la confisca dei beni sequestrati di cui la persona, nei cui confronti

 

e'  instaurato  il  procedimento, non possa giustificare la legittima

 

provenienza   e  di  cui,  anche  per  interposta  persona  fisica  o

 

giuridica,  risulti  essere  titolare  o  avere  la  disponibilita' a

 

qualsiasi   titolo  in  valore  sproporzionato  al  proprio  reddito,

 

dichiarato  ai  fini  delle  imposte  sul  reddito,  o  alla  propria

 

attivita'  economica, nonche' dei beni che risultino essere frutto di

 

attivita' illecite o ne costituiscano il reimpiego";

 

      3)   al  sesto  e  al  settimo  comma,  dopo  le  parole:  "del

 

procuratore  della  Repubblica,"  sono  inserite  le  seguenti:  "del

 

direttore della Direzione investigativa antimafia,";

 

      4) sono aggiunti in fine i seguenti com

 

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