• Giurisprudenza
  • Assicurazioni e responsabilità civile
  • Dott.ssa Maristella Giuliano

Micropermanenti e danno morale

Corte di cassazione III Sezione civile
Sentenza n. 17209 del 27 agosto 2015

Incidente stradale - micropermanenti – danno biologico - danno morale – prova a carico del danneggiato - sussistenza

 

Incidente stradale - micropermanenti – danno biologico - danno morale – prova a carico del danneggiato - sussistenza

 

 

Nel caso di danno derivato da incidente stradale, il danneggiato oltre a fornire la prova delle lesioni subite, deve anche fornire la prova del danno morale patito, ossia dell'ulteriore danno patito in termini di sofferenza/patimento. In linea di principio non è possibile ottenere il riconoscimento del danno morale automaticamente, in quanto lo stesso non è liquidabile in re ipsa e occorre fornirne la prova, anche in via presuntiva. Tale ricostruzione è valevole in generale e a maggior ragione nel caso di lesioni minori, cd micropermanenti, laddove se è pur vero che non si può aprioristicamente escludere il danno morale dal novero delle lesioni meritevoli di tutela, dovendo il giudice tener conto della lesione effettivamente subita, nel contempo non sussiste sempre un ulteriore danno in termini di sofferenza, da ristorare. 

Di conseguenza, anche in caso di danno da micropermanenti, deve ritenersi consentita la  liquidazione del danno morale come voce di danno non patrimoniale, in aggiunta al danno biologico previsto dall'art. 139 del codice delle assicurazioni, fornendo però la prova della sofferenza patita (che grava sul danneggiato) anche  mediante lo strumento delle presunzioni.