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La Commissione europea interviene in materia di ricorsi collettivi

Comitato di Redazione ACI

 

 Attraverso l’instaurazione di un sistema europeo di ricorsi collettivi, l’Unione europea intende dotare i cittadini di uno strumento processuale che consente di riunire in un'unica azione giudiziale varie controversie individuali (attinenti allo stesso caso). In tale definizione vengono ricompresi sia provvedimenti di natura inibitoria (volti alla cessazione di un comportamento illecito) che di natura risarcitoria (finalizzati al risarcimento dei danni subiti). In Europa alcuni Stati membri hanno introdotto procedimenti di ricorso collettivo, che però variano grandemente tra loro. Nel campo della tutela dei diritti dei consumatori e quindi anche dei viaggiatori intesi come tali lo strumento assume una particolare importanza. Pensiamo alla vicenda del blocco delle attività della Compagnia Wind Jet nell’estate dello scorso anno che ha portato il 3 gennaio 2013 alla presentazione da parte del Codacons di un ricorso collettivo da record dinanzi al Tar del Lazio contro l'Enac e il ministero dei Trasporti: 5.527 cittadini italiani si sono rivolti, attraverso tale associazione dei consumatori, al Tribunale chiedendo un risarcimento danni da 1.000 euro ciascuno per i disagi patiti durante il blocco. Nella Raccomandazione della Commissione europea dell’11 giugno 2013 sono stati definiti alcuni principi comuni, non vincolanti in materia di ricorso collettivo negli Stati membri, con l’obiettivo di migliorare l'accesso alla giustizia, instaurando al contempo le opportune garanzie processuali per evitare abusi. Lo scopo della Raccomandazione è infatti quello di agevolare l’accesso alla giustizia, con riguardo alla violazione di diritti conferiti dalle norme dell’Unione invitando tutti gli Stati membri a dotarsi di sistemi di ricorso collettivo a livello nazionale, seguendo gli stessi principi di base in tutta l’Unione tenendo però contemporaneamente conto delle tradizioni giuridiche degli Stati membri. La Commissione già nel 2005 aveva adottato un Libro verde sulle azioni di risarcimento per danni derivanti dalla violazione di norme antitrust e nel 2008 un Libro bianco, nel quale ha presentato delle indicazioni strategiche sul ricorso collettivo sempre in tale settore. Nel 2008, ha pubblicato un Libro verde sui mezzi di Ricorso collettivo dei consumatori e nel 2011 ha condotto una Consultazione pubblica dal titolo "Verso un approccio europeo coerente in materia di ricorso collettivo" nella quale circa 300 istituzioni ed esperti, oltre a 10 000 cittadini, hanno espresso le loro opinioni su un quadro europeo per i ricorsi collettivi. Dalla Consultazione è emersa una divergenza di opinioni tra parti interessate e la necessità di soluzioni equilibrate e uniformi a livello UE. Nel settembre 2011 il Parlamento europeo nella “Relazione sui diritti dei passeggeri in tutti i modi di trasporto” ha invitato la Commissione ad assicurare che gli organismi nazionali responsabili per l'applicazione dei meccanismi di ricorso collettivo cooperino maggiormente tra loro, adottino metodi di lavoro più omogenei e si impegnino in un intenso scambio di informazioni a livello nazionale.Contestualmente, l’UE ha utilizzatoe tutti i suoi poteri, inclusa la procedura di infrazione, per garantire una più coerente attuazione della normativa in materia a livello UE. Il 2 febbraio 2012 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione intitolata "Verso un approccio europeo coerente in materia di ricorsi collettivi", nella quale ha chiesto che le proposte in materia siano ispirate a principi comuni assicurando un accesso uniforme alla giustizia all’interno dell’Unione europea,considerando in particolare le violazioni dei diritti dei consumatori. Il Parlamento ha altresì sottolineato la necessità di tenere conto delle tradizioni giuridiche e degli ordinamenti giuridici dei singoli Stati membri, nonché di rafforzare il coordinamento delle buone pratiche tra questi. Infine, come accennato, l’11 giugno 2013 la Commissione con la Comunicazione "Verso un quadro orizzontale europeo per i ricorsi collettivi" descrive le opinioni dei portatori d’interessi e del Parlamento europeo e presenta la posizione della Commissione su alcune questioni centrali riguardo ai Ricorsi collettivi: “la protezione dei consumatori, la concorrenza, la tutela dell’ambiente, la protezione dei dati personali, la normativa sui servizi finanziari e la tutela degli investitori, rientrano fra i settori in cui l’intervento complementare dei privati per assicurare il rispetto dei diritti conferiti dalle norme dell’Unione nella forma di ricorso collettivo rappresenta un valore”. La raccomandazione promuove inoltre la risoluzione alternativa delle controversie, “Alternative Dispute Resolutions” (ADR), chiedendo che questa possibilità sia offerta alle parti su base consensuale. Nel documento viene chiesto infine agli Stati membri di prendere le opportune misure al più tardi entro due anni termine alla scadenza del quale la Commissione valuterà la situazione in base alle relazioni annuali degli Stati membri e l’eventuale necessità di ulteriori misure.

 

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