• Normativa
  • Sanzioni pecuniarie, Sanzioni accessorie
  • Dott.ssa Daniela Mascaro e Dott. Andrea Guerci

Imputazione oneri e notificazione tramite PEC

Ministero dello Sviluppo Economico
ciroclare n. 149353 del 28 agosto 2014

 

Ministero dello Sviluppo Economico
DIREZIONE GENERALE PER IL MERCATO, LA CONCORRENZA, IL CONSUMATORE,
LA VIGILANZA E LA NORMATIVA TECNICA
Divisione XXI – Registro delle Imprese
Via Sallustiana, 53 – 00187 Roma
tel. 0647055332/5307/5304/5302 – fax 0647055338 06483691
e-mail marco.maceroni@mise.gov.it
www.sviluppoeconomico.gov.it
ROMA 28 AGOSTO 2014, N. 149353
ALLA CAMERA DI COMMERCIO
DI REGGIO EMILIA
e per conoscenza:
AL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
Ufficio legislativo
Ufficio del coordinamento legislativo - finanze
AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Direzione generale della giustizia civile
Oggetto: Ordinanze ingiunzione e verbale di accertamento di sanzioni amministrative: richiesta su imputazione oneri e su notificazione tramite PEC
Codesta Camera ha posto, con la nota 3 dicembre 2013, qui pervenuta, tramite il Ministero dell’economia e delle finanze, diversi quesiti relativi alla imputabilità degli oneri postali relativi alla trasmissione dei verbali di sanzione amministrativa ed alla possibilità di notificare i medesimi tramite PEC.
Con riferimento alla seconda domanda posta, che rientra nelle competenze della scrivente, occorre rilevare che il codice dell’amministrazione digitale (di seguito CAD), a seguito delle modifiche introdotte con il DL 179 del 2012, ha fissato i seguenti principi.
L’art. 5 – bis espressamente afferma che “1. La presentazione di istanze, dichiarazioni, dati e lo scambio di informazioni e documenti, anche a fini statistici, tra le imprese e le amministrazioni pubbliche avviene esclusivamente utilizzando le tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Con le medesime modalità le amministrazioni pubbliche adottano e comunicano atti e provvedimenti amministrativi nei confronti delle imprese.
2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro per la semplificazione normativa, sono adottate le modalità di attuazione del comma 1 da parte delle pubbliche amministrazioni centrali e fissati i relativi termini.
3. DigitPA, anche avvalendosi degli uffici di cui all'articolo 17, provvede alla verifica
dell'attuazione del comma 1 secondo le modalità e i termini indicati nel decreto di cui al comma 2.
4. Il Governo promuove l'intesa con regioni ed enti locali in sede di Conferenza unificata
per l'adozione degli indirizzi utili alla realizzazione delle finalità di cui al comma 1.”
In attuazione della delega di cui al comma 2 fu emanato il DPCM 22 luglio 2012 che
ribadisce: all’art. 1, comma 1. “A decorrere dal 1° luglio 2013, la presentazione di istanze,
dichiarazioni, dati e lo scambio di informazioni e documenti, anche a fini statistici, tra le
imprese e le amministrazioni pubbliche avvengono esclusivamente in via telematica”. Al
successivo art. 3, comma 2 “A decorrere dalla stessa data, in tutti i casi in cui non è prevista una
diversa modalità di comunicazione telematica, le comunicazioni avvengono mediante l'utilizzo
della posta elettronica certificata, secondo le disposizioni di cui agli articoli 48 e 65, comma 1,
lettera c-bis), del Codice dell'amministrazione digitale.” Ed infine l’art. 5 al comma 1, “1.
L'inosservanza di quanto previsto dall'articolo 2, commi 4 e 5, costituisce ipotesi di
responsabilità dirigenziale ai sensi dell'articolo 21, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165. In ogni caso, l'attuazione e l'osservanza delle disposizioni del presente decreto
sono rilevanti, ai sensi dell'articolo 12, comma 1-ter), del Codice dell'amministrazione digitale,
ai fini della misurazione e valutazione della performance organizzativa e di quella individuale
dei dirigenti”.
Ove si parametrino dette disposizioni con quelle relative ai cittadini (art. 3-bis e ss. CAD), è
evidente come il legislatore abbia ricostruito non in termini di facoltà, per il cittadino, ma di
obbligo reciproco, per p.a. e impresa/professionista, l’utilizzo esclusivo della PEC.
Stante quanto precede, l’obbligo della p.a., deve correlarsi con l’onere di verifica
dell’indirizzo PEC dell’impresa o del professionista riveniente non già dal registro delle imprese,
ma dall’INI PEC, di cui al successivo art. 6 – bis del CAD, istituito presso lo scrivente Ministero,
che costituisce lo strumento unico necessario per acclarare l’esistenza e la veridicità
dell’indirizzo PEC in questione.
A tal punto, effettuata tale verifica, troveranno applicazione le disposizioni ordinarie in
materia di notifica, compiuta giacenza et similia.
Si deve rilevare, per completezza che Equitalia s.p.a., ha esteso dal 26 agosto 2014
anche alle imprese individuali la notifica delle cartelle di pagamento di propria competenza
esclusivamente tramite posta elettronica certificata.
IL DIRETTORE GENERALE
(Gianfrancesco Vecchio)
F.to Vecchio