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Durata della luce semaforica gialla

Corte di cassazione sez. II civile
Sentenza n. 27348 del 23 dicembre 2014

Attraversamento con luce semaforica rossa – apparecchiatura T-Red – durata della luce gialla – art. 41 cs – interpretazione

 

Attraversamento con luce semaforica rossa – apparecchiatura T-Red – durata della luce gialla – art. 41 cs – interpretazione

La  durata della luce semaforica gialla non è un dato indicato nel codice della strada. L’art 41 cds stabilisce al comma 2 che la luce semaforica gialla costituisce un segnale di preavviso di arresto, e al comma 10  si prevede che i veicoli, durante il periodo di accensione della luce gialla, non possono oltrepassare la striscia di arresto né l’area di intersezione, al pari di quanto disposto nel caso di luce semaforica rossa. Ma il secondo capoverso del comma 10 estrinseca anche un derivato del principio generale della circolazione stradale di cui all’art 140, ossia quello di adeguare il comportamento su strada in base alle circostanze del caso concreto avendo come obiettivo la salvaguardia della sicurezza stradale. Pertanto, continua il comma 10 dell’art 41 cds, se al momento dell’accensione della luce gialla i veicoli si trovino così prossimi alla linea di arresto tanto da non poter più arrestare il veicolo in condizioni di sicurezza, devono procedere sollecitamente a sgombrare l’area di intersezione.
Sull’adeguatezza della durata della luce gialla a consentire tali manovre in condizioni di sicurezza è  intervenuta la Cassazione con la presente sentenza, che richiamandosi anche ad una precedente pronuncia (Cass. 1/9/2014 n. 18470) stabilisce che il tempo di permanenza della luce semaforica gialla deve avere una durata superiore ai 3 secondi e che tale lasso temporale è da ritenersi congruo (Cass. 1/9/2014 n. 18470) sulla base di quanto indicato dalla risoluzione del Ministero dei Trasporti n.67906 del 16.7.2007 e di uno studio del C.N.R. pubblicato il 10/9/2001 in cui si stabilisce che 3 secondi costituiscono il tempo di arresto di un veicolo che procede ad una velocità non superiore ai 5O Km/h. Nel caso di specie la durata della luce gialla era di 3,3365 secondi e pertanto la sanzione è da ritenersi legittima.

Svolgimento del processo

G.E. con ricorso al Giudice di Pace proponeva opposizioni avverso quattro verbali di contestazione di infrazioni al C.d.S., tutte per avere proseguito la marcia nonostante il semaforo proiettasse luce rossa; le violazioni erano state rilevate (secondo quanto riferito in ricorso), in ore notturne, il 2 e il 30 Luglio, il 16 Agosto e il 4 Settembre del 2006, da apparecchiatura elettronica a posto fisso denominata T-Red. Il Giudice di Pace con sentenza del 30/3/2007 quanto a 3 verbali dichiarava l’inammissibilità del ricorso per tardività; rigettava nel merito il ricorso avverso il quarto verbale. La sentenza, su appello della G., era parzialmente riformata dal Tribunale di Lodi con sentenza del 4/3/2009 che escludeva la tardività del ricorso con riferimento ai tre verbali e tuttavia lo rigettava nel merito; con riferimento al quarto verbale confermava il rigetto del ricorso nel merito.

Il giudice di appello rilevava:
- che l’appellante aveva dedotto con l’appello l’illegittimità dell’accertamento in quanto effettuato con apparecchiatura della quale non era provata la regolarità e la taratura; – che invece lo strumento era stato regolarmente omologato, era stato installato e controllato nel suo regolare funzionamento poco prima che fossero accertate le infrazioni in contestazione, era risultato conforme al prototipo campione;
- che non era prevista una taratura dell’apparecchiatura in quanto non era uno strumento di misurazione;
- che in considerazione degli elementi documentali acquisiti risultavano geN.che le contestazioni sulla non regolarità o non conformità dell’apparecchiatura.

G.E. ha proposto ricorso affidato ad un unico motivo.

Il comune di Sant’A. Lodigiano ha resistito con controricorso

Motivi della decisione

l. Con l’unico motivo di ricorso la ricorrente deduce l’omessa motivazione sulla contestazione relativa alla durata (che la ricorrente assume essere di 3,365 secondi) della luce semaforica gialla e sulla sua sufficienza a consentire l’attraversamento dell’incrocio in condizioni di sicurezza come prescritto dall’art. 41 comma 10 del CdS.; la stessa ricorrente segnala una circolare ministeriale che indica come consentita una durata variabile dai 3 ai 5 secondi.

2. La censura sulla durata della luce semaforica gialla non risulta sottoposta al giudice di appello con l’atto di appello, ma solo con la comparsa conclusionale pur coinvolgendo questione che richiedeva accertamenti di merito (al riguardo il Comune controricorrente osserva che la durata variava tra i 4,156 secondi e i 4,196 secondi). Va comunque rilevata la mancanza di decisività del fatto che si assume essere controverso in quanto la ricorrente è stata contravvenzionata per attraversamento con luce semaforica rossa e non adduce elementi dai quali desumere (anche resuntivamente) che non poteva tempestivamente arrestarsi in condizioni di sicurezza, posto che l’art. 41 comma 10 CdS stabilisce che durante il periodo di accensione della luce gialla i veicoli non possono oltrepassare i punti stabiliti per l’arresto di cui al comma 11, a meno che vi si trovino così prossimi al momento della luce gialla che non possano più arrestarsi in condizioni di sicurezza.

Pertanto la durata più o meno lunga della luce semaforica gialla (non essendo prevista una durata minima) non può assumere rilevanza alcuna. Va aggiunto che questa Corte, in relazione ai tempi di permanenza della luce semaforica gialla, ha affermato che l’automobilista deve adeguare la velocità allo stato dei luoghi e che una durata di quattro secondi non costituisce un dato inderogabile (Cass. 14/8/2012 n. 14519).

Successivamente questa Corte è nuovamente intervenuta sui tempi di permanenza della luce semaforica gialla e ha ritenuto che una durata superiore ai 3 secondi deve senz’altro ritenersi congrua (Cass. 1/9/2014 n. 18470) sulla base delle seguenti considerazioni:
- la risoluzione del Ministero dei Trasporti n. 67906 del 16.7.2007, nell’accertare che il codice della strada non indica una durata minima del periodo di accensione della lanterna di attivazione gialla, stabilisce che il tempo minimo di durata di detta luce che non può mai essere inferiore a tre secondi;
- tre secondi costituiscono, in base allo studio del C.N.R. pubblicato il 10/9/2001, richiamato dalla citata risoluzione ministeriale, il tempo di arresto di un veicolo che proceda ad una velocità non superiore ai 50 Km/h.

Siccome la stessa ricorrente dà atto nel suo ricorso che la durata della luce gialla era di 3,3365 secondi (secondo il Comune controricorrente era addirittura superiore ai 4 secondi relativamente a tre infrazioni) e siccome non sono addotti elementi fattuali idonei ad escludere questa presunzione di congruità, il fatto sul quale è denunciata l’omessa motivazione risulta del tutto irrilevante (la congruità del tempo di accensione della luce gialla).

Non sussistendo la possibilità di ricorrere in cassazione per un vizio di motivazione su un fatto irrilevante, il ricorso anche sotto questo concorrente profilo deve essere rigettato. Le spese di questo giudizio di cassazione, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza della ricorrente.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e condanna G.E. a pagare al Comune di Sant’A. Lodigiano le spese di questo giudizio di cassazione che liquida in euro 800,00 per compensi oltre euro 200,00 per esborsi, oltre spese forfetarie nella misura del 15% sul compenso, oltre accessori di legge

 

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