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  • Dott.ssa Maristella Giuliano

Disposizioni in materia di veicoli di interesse storico e collezionistico

senato della Repubblica
Ddl S 94

 

  Al Senato è stato presentato il disegno di legge n. S 94 recante disposizioni in materia di veicoli di interesse storico e collezionistico. Il disegno di legge è di iniziativa del Senatore Marco Filippi ed attualmente è stato assegnato in sede referente all’VIII Commissione del Senato – Lavori pubblici, comunicazioni - anche se l’esame non è ancora iniziato. Il disegno di legge riprende il testo integrale di una proposta di testo unificato dei disegni di legge n 840,1122, 1365, 1389 in materia di auto storiche, presentati in Parlamento nella scorsa legislatura. A redigere il testo unificato era stato il Comitato ristretto che vedeva il Senatore Filippi come relatore. Il Ddl si compone di 14 articoli ed è teso a regolamentare in maniera organica la normativa delle auto storiche  e di interesse collezionistico. In merito all’analisi del provvedimento e dei suoi contenuti innovativi, si riporta a quanto già commentato nell’approfondimento curato dal Comitato di redazione ACI, contenuto nel fascicolo n. 1 della Rivista anno 2008, sezione “lavori preparatori”. Di seguito il testo del disegno di legge S 94 con la relazione di accompagnamento.
DISEGNO DI LEGGEd’iniziativa del senatore Marco FILIPPI
COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 29 APRILE 2008
Disposizioni in materia di veicoli di interesse storico e collezionistico  
Onorevoli Senatori. – Nell’intento di tutelare incoraggiare e valorizzare la conservazione del patrimonio costituito dai veicoli di interesse storico e collezionistico, il presente disegno di legge individua talune linee di intervento primarie: la liberalizzazione dell’attività di certificazione dei veicoli di interesse storico-collezionistico, la riqualificazione del concetto stesso di tali veicoli ed infine una semplificazione della disciplina ad essi applicabile.     Il primo intento è stato quello di qualificare correttamente il concetto di veicolo di «interesse storico e collezionistico», sì da attribuire ad esso una valenza che non si risolva in quella di veicolo meramente vetusto.    Assegnando il giusto peso a ciascuno degli aggettivi in sé, ed all’uso della congiunzione «e», sono definiti tali i veicoli particolarmente rilevanti in ragione del significato che essi hanno assunto in un particolare periodo storico (come fenomeno di boom economico, come innovazione dell’ingegneria meccanica, come fenomeno di costume e sociale, ecc.) e che hanno, altresì, caratteristiche tali che li rendano interessanti per il collezionista, ed in primis il requisito della rarità e dello stato di corretta conservazione.    In questa accezione, il dato della vetustà del veicolo assume una rilevanza marginale e secondaria, ponendosi quale necessaria derivazione dei principi precedenti.    Si esprime infatti nel disegno di legge in commento la convinzione che solo una definizione così puntuale ed esigente può essere punto di partenza di ogni ulteriore riflessione in materia de qua, non essendo giuridicamente corretto, né di alcuna utilità ed interesse, risolvere il concetto di veicoli di interesse storico e collezionistico in quello di veicoli meramente vecchi.    Solo in quanto si possa condividere questa impostazione di fondo, si potrà ravvisare una legittima ratio in quel complesso di norme che intendono disciplinare la circolazione di tali veicoli anche in deroga alle comuni prescrizioni dettate per gli altri.    Alla categoria in parola afferiscono dunque non solo gli autoveicoli, ma anche i motocicli nonché i tricicli e quadricicli cosiddetti «pesanti» (ovvero quelli qualificabili beni mobili registrati con esclusione di quelli tecnicamente definibili ciclomotori), che abbiano un’età non inferiore a 30 anni e che siano stati conservati in maniera appropriata e rispettosa dell’ambiente e in condizioni storicamente corrette: in analogia con la definizione apprestata dalla F.I.V.A., Federazione Internazionale Veicoli Antichi (articolo 3).    Tali veicoli – che devono essere preventivamente contemplati in un elenco – predisposto entro il 30 ottobre di ogni anno da apposita Commissione istituita presso il Dipartimento per i trasporti terrestri, concernente i modelli di veicoli che, individuati per marca ed anno di produzione e sulla base di predefiniti criteri oggettivi, risultino di presumibile rilevanza storica e collezionistica – devono conseguire un certificato di interesse storico e collezionistico da parte di un’associazione riconosciuta.    Altra novità saliente del disegno di legge in commento è la puntualizzazione dei contenuti del certificato di rilevanza storica e collezionistica del veicolo (articolo 4) che attesta, tra l’altro, la data di costruzione e modello del veicolo, le caratteristiche tecniche, con specifica indicazione di tutte quelle utili per la verifica di idoneità alla circolazione, la sussistenza ed elencazione delle originarie caratteristiche di fabbricazione, nonché specifica indicazione di quelle modificate o da modificarsi, la sussistenza ed elencazione delle modifiche o sostituzioni apportate al veicolo medesimo ed ogni eventuale ulteriore annotazione che valga a significare la rilevanza dello stesso sotto un profilo di valutazione storico-collezionistica.    Ai fini della sussistenza del requisito della conservazione «in maniera appropriata e rispettosa dell’ambiente e in condizioni storicamente corrette», deve inoltre essere certificato lo stato di conservazione del veicolo, con eventuale riferimento al numero degli anni intercorsi dalla data di cancellazione dal PRA, alla causa della cancellazione medesima, al luogo di conservazione del veicolo ovvero al luogo di rinvenimento dello stesso, ed alle modalità di conservazione, che possono essere comprovate con perizia giurata di soggetto rappresentante legale dell’associazione (ovvero di altra persona che risulti stabilmente legata all’associazione, con conferimento di incarico scritto e specifiche funzioni di certificazione) ovvero da certificazione sostitutiva di atto di notorietà resa dal richiedente l’iscrizione del veicolo nel registro dell’associazione, corredata da documentazione almeno fotografica del veicolo nello stato precedente e successivo alla realizzazione di lavori di manutenzione e ripristino.    Soggetti deputati a rilasciare tale certificato di rilevanza storico-collezionistica sono le associazioni di amatori dei veicoli di interesse storico e collezionistico (articolo 2), delle quali il disegno di legge in esame favorisce la libera costituzione, su base volontaria e senza vincolo di esclusiva, e per le quali è prevista la registrazione in apposito registro istituito presso l’Amministrazione dei trasporti.    Sono tuttavia richieste condizioni e requisiti minimi: statuti e clausole associative delle associazioni devono garantire la trasparenza dell’attività e degli assetti associativi, la dialettica democratica tra gli associati e l’osservanza delle finalità associative; le nuove associazioni devono riunire non meno 60 club o scuderie, ciascuno dei quali con almeno 50 soci iscritti e devono avere una presenza e operatività in non meno di sei regioni italiane e da almeno tre anni nell’ambito delle attività di sostegno e tutela dei veicoli di interesse storico e collezionistico, nonché il riconoscimento da parte della F.I.V.A.    Le associazioni devono avere presso la propria sede un registro nel quale attestano le caratteristiche tecniche e storiche dei veicoli posseduti dai propri soci o dai richiedenti, non associati, ai quali hanno rilasciato la certificazione di rilevanza storico-collezionistica del veicolo.    Per evidenti ragioni di tutela dei diritti acquisiti, nonché di conservazione di una professionalità ed esperienza specifica già consolidata, sono associazioni riconosciute ope legis i registri ASI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI.    Le finalità di promozione di ogni iniziativa a tutela del patrimonio rappresentato dai veicoli de quibus è altresì perseguita attraverso l’individuazione di veicoli che, di età compresa tra i 20 ed i 30 anni, siano stimati meritevoli di tutela, perché potenzialmente di interesse storico e collezionistico, da parte della succitata Commissione istituita presso il Dipartimento per i Trasporti Terrestri. Tali veicoli possono quindi essere radiati dal PRA per essere destinati alla conservazione in aree private, secondo modalità che saranno normate con decreto applicativo (articolo 5).    Il disegno di legge (articolo 6) disciplina la responsabilità delle associazioni in ordine alla veridicità delle dichiarazioni rese con il certificato di rilevanza storico-collezionistica, prevedendo che qualora risulti iscritto ad un registro dell’associazione un veicolo falsamente certificato come di interesse storico e collezionistico, l’autorità competente ne ordina all’associazione la cancellazione ed il veicolo decade con effetto immediato dai benefici di legge.    In tal caso l’associazione è punita con sanzioni amministrative pecuniarie che da euro 500 ad euro 5.000 nel caso di prima violazione, può giungere fino alla sanzione da 2.000 a euro 20.000, e con la pena amministrativa accessoria della cancellazione dal registro dell’Amministrazione, se la condotta è più volte reiterata; inoltre l’associazione responsabile di una falsa certificazione è responsabile della reintegrazione all’Erario delle minori somme corrisposte per il periodo in cui il veicolo certificato è stato illegittimamente iscritto nel registro dell’associazione stessa, comprensive degli interessi legali ed eventualmente in solido con il proprietario del veicolo, ove ne sia stato dimostrato il dolo.    È inoltre espressamente prevista la responsabilità per fatto illecito delle associazioni che, con abuso di potere, procedano alla cancellazione dal proprio registro di un veicolo ivi iscritto.    Proprio al fine di garantire il pagamento dell’eventuale sanzione amministrativa pecuniaria, del reintegro delle maggiori somme eventualmente dovute all’Erario ovvero della obbligazione pecuniaria nascente da fatto illecito, le associazioni sono tenute a stipulare apposita polizza assicurativa.    Sono inoltre disciplinati (articolo 7) una serie di obblighi di informazione posti in capo alle associazioni, anche al fine di permettere l’espletamento di idonea attività di vigilanza e controllo da parte dell’Amministrazione.    È pertanto previsto che le associazioni comunichino all’Amministrazione l’iscrizione nel proprio registro di ogni veicolo, entro il termine di venti giorni dalla data di rilascio del relativo certificato di interesse storico e collezionistico e che, nel termine di due mesi dalla stessa data, trasmettano copia dell’intera documentazione riguardante il veicolo certificato.    Obblighi di comunicazione sono posti anche con riferimento ad ogni variazione che faccia venir meno una delle condizioni o dei requisiti minimi richiesti per la costituzione di nuove associazioni: per tale ipotesi, con provvedimento dell’Amministrazione, è assegnato un termine entro il quale l’associazione deve comunicare l’avvenuto reintegro dei requisiti e delle condizioni di legge; diversamente resta sospesa dall’attività di rilascio del certificato di interesse storico e collezionistico a tempo indeterminato, e comunque fino alla revoca del provvedimento di sospensione, che può essere adottato alla comunicazione del ripristino dei requisiti o delle condizioni minime richieste.    Nell’espletamento dell’attività di controllo l’Amministrazione può accedere alla documentazione concernente l’organizzazione e l’attività delle associazioni e può anche effettuare ispezioni: è disciplinato il procedimento di contestazione di irregolarità all’associazione.    Con riferimento all’immatricolazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico (articolo 8), è essenziale l’esibizione del certificato di interesse storico e collezionistico.    Nel caso, poi, di reimmatricolazione di veicoli già iscritti al PRA e cancellati d’ufficio o a richiesta del precedente proprietario, è ammessa la facoltà del richiedente di poter ottenere, a proprie spese, targhe e carta di circolazione conformi a quelle rilasciate al momento della prima immatricolazione, così come è prevista la possibilità, per i veicoli provenienti dall’estero, di conservare le targhe d’origine: da tale previsione restano esclusi i veicoli che risultano demoliti ai sensi della normativa vigente in materia di contributi statali alla rottamazione.    All’atto dell’iscrizione di un veicolo in uno dei registri delle associazioni, è rilasciata una targa supplementare di identificazione recante la lettera «H» (historicum): tale targa consente alle forze dell’ordine di prontamente identificare il veicolo come di interesse storico e collezionistico, ai fini dell’applicazione della diversa disciplina che la legge garantisce, anche in materia fiscale.    È rimessa alle associazioni l’attività di produzione delle targhe e delle carte di circolazione conformi a quelle di prima immatricolazione, nonché della targa supplementare: è fatto rinvio ad un decreto applicativo per la disciplina delle competenze e delle procedure per il rilascio delle targhe e della carta di circolazione, nonché le procedure per l’annotazione dei veicoli in parola nell’Archivio nazionale dei veicoli.    Per gli stessi è comunque prescritto l’obbligo di iscrizione al PRA entro il termine di sessanta giorni dalla data della immatricolazione o reimmatricolazione.    La circolazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico (articolo 9) è subordinata al possesso delle caratteristiche e i requisiti tecnici richiesti al momento della costruzione, salvo le modifiche effettuate in relazione alle esigenze della sicurezza della circolazione stradale.    Qualora abbiano subito importanti e documentate modifiche, ovvero siano stati reimmatricolati, i veicoli di interesse storico e collezionistico possono essere riammessi alla circolazione solo a seguito dell’approvazione da parte degli UMC del Ministero dei trasporti, da effettuarsi secondo procedure rinviate all’adozione di apposito regolamento.    La revisione viene disposta ogni quattro anni sulla base di specifici criteri individuati con apposito decreto del Ministro trasporti.    È punita con sanzione amministrativa pecuniaria la circolazione di un veicolo non conforme alle prescrizioni di legge o regolamentari.    L’articolo 10 reca le necessarie modifiche al Codice della strada ed al relativo regolamento di esecuzione, conseguenti alla circostanza che, con l’introduzione delle norme di cui al disegno di legge in commento, la categoria dei veicoli di interesse storico e collezionistico non è più da definirsi afferente ai veicoli atipici, ma trova una sua puntuale disciplina.    È infine prevista l’adozione di un regolamento recante disposizioni applicative (articolo 11), con particolare riferimento a natura e l’entità delle modifiche o sostituzioni ammissibili sui veicoli di interesse storico e collezionistico che, in ogni caso, non possono superare una percentuale di incidenza, rispetto all’originalità del veicolo e procedure per la verifica dell’idoneità alla circolazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico alla circolazione su strada ed i relativi costi.    In materia di tasse automobilistiche, l’articolo 12 espressamente prevede l’applicabilità del beneficio dell’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica (art. 63, comma 3, della legge n. 342 del 2000) ai veicoli in parola: si precisa inoltre che proprietà di un veicolo di interesse storico e collezionistico non costituisce elemento indicativo di capacità contributiva.    L’articolo 13 detta una disciplina transitoria ispirata al criterio di non pregiudicare dal godimento del complesso dei benefici di legge coloro che, proprietari di veicoli aventi già i requisiti per essere qualificati di interesse storico e collezionistico prima dell’entrata in vigore della legge in commento, ovvero di veicoli che maturino tali requisiti successivamente all’entrata in vigore della legge in esame, non abbiano tuttavia conseguito ancora il certificato di rilevanza storico collezionistica e l’iscrizione ad un registro di un’associazione. E’ previsto che, sulla base della richiesta di certificazione, gli stessi possano per un periodo di due anni godere dei benefici di legge, a condizione che entro il suddetto termine l’iscrizione sia conseguita. In caso di esito negativo, sarà dovuto all’Erario il rimborso delle minor somme versate, aumentate degli interessi legali.    Infine, con riferimento all’entrata in vigore, l’articolo 14 accanto ad una normale previsione di vacatio legis di 15 giorni, prevede che le disposizioni abrogative della disciplina codicistica e regolamentare del codice della strada entrino in vigore solo alla data di entrata in vigore del regolamento applicativo del presente disegno di legge.   DISEGNO DI LEGGE Art. 1. (Definizioni)     1. Ai fini della presente legge sono definiti:         a) veicolo di interesse storico e collezionistico: un autoveicolo ovvero un motociclo, un triciclo o un quadriciclo, quali definiti rispettivamente dall’articolo 1, paragrafo 2, lettere b) e c) e paragrafo 3, lettera b), della direttiva 2002/24/CE del Parlamento e del Consiglio del 18 marzo 2002, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 3;         b) associazione: un’associazione riconosciuta ai sensi dell’articolo 2, comma 3, o avente le caratteristiche di cui all’articolo 2, commi 1 e 2, e costituita ai sensi dell’articolo 2, comma 4;        c) certificato: il certificato di interesse storico e collezionistico di cui all’articolo 4;        d) Amministrazione competente: Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Dipartimento per i trasporti terrestri, personale, affari generali e la pianificazione generale dei trasporti;        e) autorità competente: Dipartimento per i trasporti terrestri, personale, affari generali e la pianificazione generale dei trasporti – Direzione generale della Motorizzazione;        f) registro dell’associazione: il registro di cui all’articolo 2, comma 5;        g) registro dell’Amministrazione: il registro di cui all’articolo 2, comma 6. Art. 2. (Disciplina delle associazioni di amatori dei veicoli di interesse storico e collezionistico)     1. La presente legge favorisce la possibilità di costituire libere associazioni amatoriali di collezionisti di veicoli di interesse storico e collezionistico, fondate su base volontaria e senza vincolo di esclusiva, per le quali è prevista la registrazione.     2. Gli statuti e le clausole associative delle associazioni di cui al comma 1 garantiscono la trasparenza dell’attività e degli assetti associativi, la dialettica democratica tra gli associati e l’osservanza delle finalità associative.    3. Sono associazioni riconosciute i seguenti registri: ASI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI.    4. La costituzione di nuove associazioni è subordinata ai seguenti requisiti:         a) riunire non meno sessanta club o scuderie, ciascuno dei quali con almeno cinquanta soci iscritti;         b) presenza e operatività in non meno di sei regioni italiane e da almeno tre anni nell’ambito delle attività a sostegno e tutela degli interessi generali della motorizzazione storica italiana, del collezionismo di veicoli con più di venti anni di età e comunque con caratteristiche di specialità ed originalità, della valorizzazione dell’importanza culturale, storica e sociale, e della promozione della conservazione e recupero dei tali veicoli;        c) riconoscimento da parte della Federazione internazionale dei veicoli di interesse storico e collezionistico.     5. Le associazioni conservano presso la propria sede sociale i registri attestanti le caratteristiche tecniche e storiche dei veicoli posseduti dai propri soci o dai richiedenti ai quali hanno rilasciato la certificazione di cui all’articolo 4.     6. Presso l’Amministrazione competente è istituito un registro al quale le associazioni devono essere iscritte. Art. 3. (Definizione di veicoli di interesse storicoe collezionistico)     1. È considerato veicolo di interesse storico e collezionistico qualsiasi autoveicolo, motociclo, triciclo o quadriciclo di età non inferiore a trenta anni, conservato in maniera appropriata e rispettosa dell’ambiente e in condizioni storicamente corrette che, già inserito nell’elenco di cui all’articolo 5, comma 2, sia stato dichiarato e certificato ai sensi dell’articolo 4 da una delle associazioni, iscritte nel registro dell’Amministrazione competente. Art. 4. (Certificato di interesse storicoe collezionistico)     1. Le associazioni rilasciano, su richiesta ed a spesa dei proprietari, e senza alcun obbligo di iscrizione alle associazioni medesime, per i veicoli in possesso dei requisiti di cui all’articolo 3, un certificato di interesse storico e collezionistico che attesta, tra l’altro, la data di costruzione e modello del veicolo, le caratteristiche tecniche, con specifica indicazione di tutte quelle utili per la verifica di idoneità alla circolazione, la sussistenza ed elencazione delle originarie caratteristiche di fabbricazione, nonché specifica indicazione di quelle modificate o da modificarsi, la sussistenza ed elencazione delle modifiche o sostituzioni apportate al veicolo medesimo ed ogni eventuale ulteriore annotazione che valga a significare la rilevanza dello stesso sotto un profilo di valutazione storico-collezionistica.     2. Il medesimo certificato deve altresì attestare lo stato di conservazione del veicolo, con eventuale riferimento al numero degli anni intercorsi dalla data di cancellazione dal PRA, alla causa della cancellazione medesima, al luogo di conservazione del veicolo ovvero al luogo di rinvenimento dello stesso, ed alle modalità di conservazione comprovate con perizia giurata di soggetto rappresentante legale dell’associazione, ovvero di altra persona che risulti stabilmente legata all’associazione, con conferimento di incarico scritto e specifiche funzioni di certificazione.    3. Lo stato di corretta conservazione del veicolo può essere altresì comprovato da certificazione sostitutiva di atto di notorietà resa dal richiedente l’iscrizione del veicolo nel registro dell’associazione, allegando in tal caso documentazione almeno fotografica del veicolo nello stato precedente e successivo alla realizzazione di lavori di manutenzione e ripristino. Art. 5. (Disposizioni per incoraggiare la tutela e la conservazione del patrimonio costituito dei veicoli di rilevanza storico-collezionistica)     1. Le associazioni, pongono in essere ogni iniziativa per incoraggiare la conservazione del patrimonio costituito dai veicoli di interesse storico e collezionistico.     2. Per le medesime finalità di cui al comma 1, è istituita con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, presso il Dipartimento per i trasporti terrestri, personale, affari generali e la pianificazione generale dei trasporti, una Commissione, composta da rappresentanti dell’Amministrazione competente, delle associazioni e delle case costruttrici italiane o estere iscritte alle associazioni di categoria maggiormente rappresentative che, entro il 30 ottobre di ogni anno, predispone un elenco dei modelli di veicoli i quali, individuati per marca ed anno di produzione, risultino di presumibile rilevanza storica e collezionistica, per ragioni motivate e secondo criteri oggettivi basati anche sul numero di veicoli ancora circolanti in rapporto al totale dei veicoli immatricolati.    3. La Commissione di cui al comma 2, ha altresì il compito di individuare i veicoli di età compresa tra i venti ed i trenta anni di cui va promossa ed incentivata la conservazione. Tali veicoli di futuro interesse storico e collezionistico, così individuati, possono su istanza di parte essere radiati dal PRA per essere destinati alla conservazione in aree private, da indicarsi all’atto della radiazione, ai fini del controllo delle Amministrazioni comunali della non circolazione del veicolo nonché della verifica che gli stessi siano conservati in maniera appropriata e rispettosa dell’ambiente e in condizioni storicamente corrette.    4. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’ambiente e tutela del territorio e del mare, sono disciplinate le procedure di radiazione dei veicoli per la conservazione in aree private, ai sensi comma 3, nonché le forme di controllo e verifica della corretta conservazione dei veicoli stessi. Art. 6. (Responsabilità delle associazionie garanzia)     1. Le associazioni sono responsabili della veridicità delle dichiarazioni rese con il certificato di interesse storico e collezionistico.     2. Qualora risulti iscritto ad un registro dell’associazione un veicolo certificato come di interesse storico e collezionistico in carenza dei requisiti di cui all’articolo 3, il suddetto veicolo decade con effetto immediato dai benefici di legge previsti dall’articolo 12 e l’autorità competente ordina all’associazione la cancellazione dal relativo registro.    3. L’associazione che certifica un veicolo di interesse storico e collezionistico in carenza dei requisiti di cui all’articolo 3, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 ad euro 5.000; tale sanzione è raddoppiata nell’ipotesi di reiterazione della condotta nel triennio. Nell’ipotesi di ulteriore reiterazione nei tre anni dall’ultimo episodio, l’associazione è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.500 ad euro 15.000 e con la sanzione amministrativa accessoria della sospensione dall’attività di certificazione di cui all’articolo 4 per un periodo da uno a sei mesi; l’associazione che reitera, nei successivi tre anni, per la quarta volta tale condotta, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 20.000, e con la pena amministrativa accessoria della cancellazione dal registro dell’Amministrazione.    4. In ogni caso l’associazione che certifica un veicolo di interesse storico e collezionistico, in carenza dei requisiti di cui all’articolo 3, è responsabile della reintegrazione all’Erario delle minori somme corrisposte per il periodo in cui il veicolo certificato è stato illegittimamente iscritto nel registro dell’associazione stessa, comprensive degli interessi legali, eventualmente in solido con il proprietario del veicolo, ove ne sia stato dimostrato il dolo.    5. Per le finalità di cui ai commi 3 e 4, l’autorità competente comunica all’Agenzia delle entrate, territorialmente competente con riferimento alla sede dell’associazione che ha effettuato la falsa certificazione, la denominazione o la ragione sociale dell’associazione stessa, il numero di telaio e di targa del veicolo illegittimamente certificato di interesse storico e collezionistico, il nominativo dell’ultimo proprietario dello stesso e, se del caso, di coloro che ne siano stati proprietari nel periodo ricompreso tra la data di iscrizione e quella di cancellazione nel registro dell’associazione, tali date e l’entità della sanzione amministrativa pecuniaria comminata all’associazione, eventualmente in solido con il proprietario del veicolo. L’Agenzia delle Entrate provvede alla riscossione della somma dovuta a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria, nonché delle minori somme versate all’Erario per il periodo intercorrente tra la data di iscrizione e quella di cancellazione dal citato registro dell’associazione.    6. Le sanzioni amministrative accessorie della sospensione dall’attività di rilascio del certificato di interesse storico e collezionistico o della cancellazione dal registro dell’Amministrazione, previste dal comma 3, sono adottate con provvedimento motivato dell’autorità competente.    7. Le associazioni che con abuso di potere procedono alla cancellazione dal proprio registro di un veicolo ivi iscritto, sono responsabili ai sensi dell’articolo 2043 del codice civile.    8. Ai fini dell’iscrizione nel registro dell’Amministrazione, le associazioni devono stipulare polizza assicurativa a garanzia del pagamento dell’eventuale sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 3, del reintegro delle maggiori somme eventualmente dovute all’Erario ai sensi del comma 4 ovvero della obbligazione pecuniaria nascente da fatto illecito per l’ipotesi di cui al comma 7. Art. 7. (Obblighi di informazione delle associazioni, vigilanza e controlli)     1. Le associazioni sono soggette agli obblighi di informazione all’autorità competente ed alla vigilanza ed ai controlli della stessa, secondo le disposizioni dei commi seguenti.     2. Le associazioni sono tenute a comunicare all’autorità competente l’iscrizione nel proprio registro di ogni veicolo, entro il termine di venti giorni dalla data di rilascio del relativo certificato di interesse storico e collezionistico.    3. Nel termine di due mesi dalla data di rilascio del certificato di interesse storico e collezionistico, le associazioni inviano all’autorità competente, copia dell’intera documentazione riguardante il veicolo certificato, corredato di ogni documento necessario e utile ai fini della iscrizione del veicolo stesso nel registro dell’associazione stessa.    4. Le associazioni comunicano all’autorità competente, entro il termine massimo di quindici giorni, ogni variazione relativa alla propria composizione in club o scuderie, nonché relativa al numero dei soci iscritti presso ciascuna di esse, alla propria presenza sul territorio delle regioni italiane, ed ogni altra notizia o variazione che incida sulla persistenza dei requisiti di cui all’articolo 2, comma 4, nonché ogni variazione inerente agli statuti o alle clausole associative ai fini della valutazione della persistenza delle condizioni di cui all’articolo 2, comma 2.    5. Qualora venga meno uno dei requisiti di cui all’articolo 2, comma 4, ovvero una delle condizioni di cui all’articolo 2, comma 2, l’autorità competente notifica all’associazione il provvedimento di assegnazione di un termine da uno a due mesi entro il quale la stessa deve dare comunicazione di aver provveduto alla reintegrazione dei requisiti e delle condizioni di legge. Decorso inutilmente tale tempo l’autorità competente notifica all’associazione provvedimento di sospensione dall’attività di rilascio del certificato di interesse storico e collezionistico a tempo indeterminato.    6. L’associazione, sospesa ai sensi del comma 5, comunica il ripristino dei requisiti minimi di cui all’articolo 2, comma 4, ovvero l’adozione di modifiche allo statuto o alle clausole associative che abbiano reintegrato le condizioni richieste dall’articolo 2, comma 2, all’autorità competente. Questa, qualora ritenga venute meno le ragioni del provvedimento di sospensione, nei quindici giorni successivi alla data della comunicazione, lo revoca.    7. Per le finalità di cui ai commi 5 e 6 l’autorità competente ha accesso alla documentazione concernente l’organizzazione e l’attività delle associazioni, necessaria per il concreto esercizio dei compiti di sorveglianza e può anche effettuare ispezioni.    8. L’autorità competente, quando ritiene che un’associazione non svolga le proprie funzioni con efficacia ed in modo soddisfacente o che sia venuta meno ad uno degli obblighi di informazione di cui ai commi 2, 3 e 4, ovvero verifichi che non ha provveduto alla cancellazione ordinata ai sensi dell’articolo 6, comma 2, con provvedimento scritto e motivato contesta all’associazione stessa le eventuali irregolarità, assegnando un termine da uno a due mesi per adempiere alla rimozione delle stesse. L’associazione può eventualmente nello stesso termine formulare proprie controdeduzioni, la cui presentazione sospende la decorrenza del termine ingiunto. L’autorità competente può eventualmente disporre ispezioni. L’autorità competente che ritiene non soddisfatte le proprie osservazioni procede ai sensi dell’articolo 6, commi 3, 5 e  6. Art. 8. (Immatricolazione dei veicoli di rilevanza storico-collezionistica)     1. L’immatricolazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico è ammessa su presentazione del certificato di interesse storico e collezionistico di cui all’articolo 4, se del caso corredato dalla dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà di cui al comma 3 dello stesso articolo.     2. In caso di reimmatricolazione di veicoli già iscritti al Pubblico registro automobilistico (PRA) e cancellati d’ufficio o a richiesta del precedente proprietario, ad esclusione dei veicoli che risultano demoliti ai sensi della normativa vigente in materia di contributi statali alla rottamazione, è ammessa la facoltà del richiedente, di poter ottenere, a proprie spese, targhe e carta di circolazione conformi a quelle rilasciate al momento della prima immatricolazione, indipendentemente dalla difformità di grafica e di formato di tali documenti da quelli attuali rispondenti al modello comunitario. I veicoli provenienti dall’estero possono conservare le targhe d’origine. In questo caso detti veicoli devono essere muniti di una carta di circolazione che riporti il numero della targa originale rilasciata, con le modalità stabilite dal decreto di cui al comma 4 dagli Uffici della Motorizzazione Civile.    3. L’iscrizione di un veicolo in uno dei registri delle associazioni comporta il rilascio di una targa supplementare di identificazione recante la lettera «H» (historicum) da affiancare alla targa posteriore del veicolo. Al fine di consentire alle forze dell’ordine di verificare la rispondenza del veicolo ai criteri differenziali che la legge garantisce anche in materia fiscale, tale targa supplementare, contraddistinta dalla lettera «H» (historicum), riporta gli estremi di immatricolazione e del certificato di attestazione di interesse storico e collezionistico rilasciato dalle associazioni.    4. Le associazioni producono le targhe e la carta di circolazione di cui al comma 2 e la targa di identificazione di cui al comma 3, con le modalità stabilite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Con il medesimo decreto sono disciplinate le competenze e le procedure per il rilascio delle targhe e della carta di circolazione, nonché le procedure per l’annotazione dei veicoli di cui al comma 1 nell’Archivio nazionale dei veicoli di cui all’articolo 226 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni.    5. I veicoli di cui ai commi 1 e 2, devono essere iscritti al PRA entro il termine di sessanta giorni dalla data della immatricolazione o reimmatricolazione, su presentazione di idoneo titolo di proprietà e, limitatamente ai veicoli radiati d’ufficio, della ricevuta di versamento delle somme dovute a norma dell’articolo 18 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. Art. 9. (Condizioni per la circolazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico su strada)     1. I veicoli di interesse storico e collezionistico possono circolare sulle strade purché posseggano le caratteristiche e i requisiti tecnici richiesti al momento della costruzione, salvo le modifiche effettuate in relazione alle esigenze della sicurezza della circolazione stradale. L’ammissibilità alla circolazione di veicoli di interesse storico e collezionistico che abbiano subito delle consistenti e documentate modifiche, ovvero che siano stati già iscritti al PRA e cancellati d’ufficio o a richiesta del precedente proprietario, ad esclusione dei veicoli che risultano demoliti ai sensi della normativa vigente in materia di contributi statali alla rottamazione, è subordinata all’approvazione da parte degli UMC del Ministero dei trasporti – Dipartimento per i trasporti terrestri personale, affari generali e la pianificazione generale dei trasporti – da effettuarsi secondo i principi e le modalità stabilite nel regolamento di cui all’articolo 11.     2. Per i veicoli di interesse storico e collezionistico la revisione viene disposta ogni quattro anni sulla base di specifici criteri individuati con apposito decreto del Ministro trasporti. Tali veicoli sono inoltre esentati dal controllo tecnico dell’elemento di cui al punto 8.2 dell’Appendice IX – art. 238 – al Titolo III del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, «regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo «Codice della Strada».    3. Chiunque circola con un veicolo di interesse storico e collezionistico non conforme alle prescrizioni stabilite dal regolamento di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 74 a euro 296. Art. 10. (Modifiche al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 ed al DPR 16 dicembre 1992, n. 495)     1. Al codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:         a) all’articolo 9, comma 3, ultimo periodo, dopo le parole «all’articolo 60» sono inserite le seguenti: «o i veicoli di interesse storico e collezionistico»;         b) all’articolo 47, comma 1, dopo la lettera « m)» è inserita la seguente: m-bis) veicoli di interesse storico e collezionistico;»;        c) all’articolo 60, sono apportate le seguenti modificazioni:             1) nella rubrica le parole «e di interesse storico e collezionistico» sono soppresse;             2) al comma 1, le parole «, nonché i motocicli e gli autoveicoli di interesse storico e collezionistico» sono soppresse;            3) i commi 4 e 5 sono abrogati;            4) al comma 6 la parole «, ovvero con veicoli di cui al comma 5 sprovvisti dei requisiti previsti per questo tipo di veicoli dal regolamento,» sono soppresse.     2. Al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, sono apportate le seguenti modificazioni:        a) l’art. 215 è abrogato;         b) nell’appendice V – art. 227 al titolo III, lettera F), il capoverso «lettera b)» è soppresso. Art. 11. (Regolamento di esecuzione)     1. Con regolamento ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono adottate le disposizioni applicative della presente legge. Sono in particolare definite la natura e l’entità delle modifiche o sostituzioni ammissibili sui veicoli di interesse storico e collezionistico che, in ogni caso, non possono superare una percentuale di incidenza, rispetto all’originalità del veicolo, stimata secondo parametri fissati dalla Commissione costituita ai sensi dell’art 5, comma 2, nonché le procedure per la verifica dell’idoneità alla circolazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico alla circolazione su strada ed i relativi costi.     2. Con il medesimo regolamento sono stabiliti altresì caratteristiche e i requisiti tecnici che devono possedere veicoli costruiti anteriormente al 1959, ai fini dell’ammissione alla circolazione sulle strade. Art. 12. (Disposizioni in materia di tasseautomobilistiche)     1. Ai veicoli di interesse storico e collezionistico, come definiti dall’articolo 1 della presente legge, si applicano le disposizioni di cui all’art. 63, comma 1, della legge 21 novembre 2000, n. 342.     2. All’articolo 63, comma 3, della legge 21 novembre 2000, n. 342, dopo le parole «comma 2» sono inserite le seguenti: «, lettere a) e b),» .    3. I veicoli di cui all’articolo 63, comma 2, lettera c), della legge 21 novembre 2000, n. 342, sono quelli di cui all’elenco previsto dall’articolo 5, comma 2, della presente legge.    4. La proprietà di un veicolo di interesse storico e collezionistico non costituisce elemento indicativo di capacità contributiva ai sensi dell’articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni. Art. 13. (Disposizioni transitorie)     1. Gli autoveicoli ovvero i motocicli, un tricicli o un quadricicli come definiti dall’articolo 1, lettera a), già iscritti alla data di entrata in vigore della presente legge in uno dei registri di cui all’articolo 60, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, conservano lo status di veicoli di interesse storico e collezionistico.     2. Al fine di implementare i dati nell’Archivio nazionale dei veicoli di cui all’articolo 226 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, i registri di cui al comma 1 comunicano all’Autorità competente, entro il termine di due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i dati di cui all’articolo 7, comma 3, relativi autoveicoli, ovvero motocicli, tricicli o quadricicli, come definiti dall’articolo 1, lettera a), già iscritti presso di essi.    3. Le disposizioni della presente legge si applicano, per i primi due anni dalla data di entrata in vigore della medesima, anche agli autoveicoli ovvero ai motocicli, ai tricicli o quadricicli quali definiti dall’articolo 1, lettera a), che prima di tale data, già in possesso dei requisiti richiesti dall’articolo 215 del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, non siano stati iscritti in uno dei registri di cui all’art. 60, comma 4, del decreto legislativo n. 285 del 1992 ovvero a quegli autoveicoli ovvero motocicli, tricicli o quadricicli come definiti dall’articolo 1, lettera a), che maturino il possesso dei requisiti richiesti dalla presente legge successivamente alla suddetta data di entrata in vigore, sempreché per le citate categorie di veicoli sia stata richiesta l’iscrizione ad uno dei registri di cui all’articolo 1, comprovata da apposita ricevuta rilasciata da tale registro. Per il medesimo periodo ed alle stesse condizioni, a tali veicoli si applicano le disposizioni di cui all’articolo 12.    4. Il proprietario di un veicolo di cui al comma 3 che, allo scadere del termine di due anni ivi previsto, non abbia conseguito l’iscrizione del veicolo medesimo in uno dei registri di cui all’articolo 1, decade da ogni beneficio nel frattempo goduto ed è tenuto al pagamento delle maggior somme che avrebbe dovuto corrispondere all’Erario per il periodo nel quale ha goduto senza titolo delle agevolazioni in materia di tasse automobilistiche, aumentate degli interessi legali. Art. 14. (Entrata in vigore)     1. La presente legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.     2. Le disposizioni di cui agli articoli 3, comma 2, 9 e 10 entrano in vigore alla data di entrata in vigore del regolamento di cui all’articolo 11.