• Normativa
  • Autotrasporto, trasporto ferroviario, marittimo ed aereo
  • Dott.ssa Daniela Mascaro e Dott. Andrea Guerci

Corsi di formazione per l’accesso alla professione di autotrasportatore

Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate
n. 308/E del 5 novembre 2007

 

RISOLUZIONE N. 308/E
Agenzia delle Entrate
Direzione Centrale Normativa e
Contenzioso
Roma, 05 novembre 2007
OGGETTO: Art. 10, n. 20) del DPR n. 633 del 1972 – IVA. Esenzione – Corsi
di formazione per l’accesso alla professione di autotrasportatore
svolti da enti autorizzati
Con l’interpello specificato in oggetto, concernente l’interpretazione
dell’art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è
stato esposto il seguente
QUESITO
Il Centro Studi “ALFA” fa presente di essere un organismo associativo
senza fine di lucro “costituito fra imprese esercenti l’attività di consulenza per la
circolazione dei mezzi di trasporto e di autoscuola”, aderenti all’Unione ……..,
per lo svolgimento di “attività di ricerca e formazione attinenti l’attività di
circolazione dei mezzi, dei loro conducenti e delle diverse imprenditorialità
esistenti nel campo dei trasporti su strada”.
Il Centro istante riferisce, altresì, di essere “autorizzato dal Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti ad effettuare i corsi di preparazione agli esami di
capacità professionale per gli autotrasportatori di cose per conto di terzi (…) e
per autotrasportatori di viaggiatori (…)”.
Ciò premesso, l’interpellante chiede chiarimenti in merito al trattamento
tributario applicabile, ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, all’attività di
formazione professionale per l’accesso alle professioni di autotrasportatore da
esso resa.
SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE
A parere del Centro Studi “ALFA”, l’attività di formazione finalizzata
all’accesso alla professione di autotrasportatore da esso svolta è riconducibile
nell’ambito applicativo del regime di esenzione dall’IVA previsto dall’art. 10, n.
20), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
L’istante ritiene, infatti, di rientrare fra gli “istituti o scuole riconosciuti da
pubbliche amministrazioni” menzionati dall’anzidetta disposizione, essendo in
possesso dell’autorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (ora
Ministero dei Trasporti) per lo svolgimento di corsi di preparazione agli esami di
capacità professionale degli autotrasportatori, concernente sia gli specifici corsi
di formazione sia le relative sedi.
A sostegno della propria tesi l’interpellante richiama le pronunce
amministrative in materia, fra le quali la risoluzione n. 430379 del 17 gennaio
1992, che ha riconosciuto il beneficio dell’esenzione dall’IVA all’attività di
insegnamento svolta dalle autoscuole, autorizzate dall’Amministrazione
provinciale, e la risoluzione n. 129 del 18 settembre 2001, che ha ritenuto esenti
dall’imposta le prestazioni didattiche rese dalla scuola di pilotaggio aereo per la
formazione di piloti civili, autorizzata dal Ministero dei Trasporti.
PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Ai sensi dell’art. 10, n. 20), del DPR n. 633 del 1972, si considerano
esenti da IVA le “prestazioni educative dell’infanzia e della gioventù e quelle
didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l’aggiornamento, la
riqualificazione e riconversione professionale, rese da istituti e scuole
riconosciuti da pubbliche amministrazioni”.
Tale disposizione, quindi, subordina il beneficio dell’esenzione dall’IVA
al verificarsi di due requisiti, uno di carattere oggettivo e l’altro soggettivo,
stabilendo che le prestazioni a cui si riferisce:
a) devono essere di natura educativa dell’infanzia e della gioventù o
didattica, ivi compresa l’attività di formazione, aggiornamento, riqualificazione e
riconversione professionale;
b) devono essere rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche
amministrazioni.
Con riferimento al requisito soggettivo, con risoluzione n. 53/E del 15
marzo 2007 è stato ribadito che:
- alla terminologia usata dalla norma “istituti o scuole” deve essere
attribuito “valore meramente descrittivo”, in relazione ai soggetti che
normalmente presiedono a tale attività, e non il significato di
un’indicazione tassativa di soggetti ammessi a fruire del regime di
esenzione;
- l’esenzione deve ritenersi operante anche se il riconoscimento di istituti o
scuole è effettuato, per ragioni di specifica competenza, da
un’amministrazione dello Stato che non sia quella scolastica;
- il riconoscimento deve riguardare specificatamente il corso educativo,
didattico, che l’organismo intende realizzare.
Relativamente all’attività didattica svolta dalle autoscuole finalizzata al
conseguimento dell’abilitazione alla guida, la risoluzione n. 430379 del 17
gennaio 1992 aveva chiarito che il controllo e la vigilanza esercitati dalla
pubblica amministrazione conferiscono alle anzidette autoscuole, istituite previa
autorizzazione dell’Amministrazione provinciale, il requisito del riconoscimento
richiesto dal citato articolo 10, n. 20) del DPR n. 633 del 1972 ai fini
dell’esenzione IVA.
Con la risoluzione n. 134/E del 26 settembre 2005 è stato precisato che il
regime di esenzione dall’IVA previsto dall’art. 10, n. 20), del DPR n. 633 del
1972 si applica anche ai corsi tenuti dalle autoscuole per il “recupero punti” e per
il conseguimento del certificato di idoneità per la guida dei ciclomotori, introdotti
con il decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9, che ha riconosciuto le autoscuole
come soggetti abilitati a svolgere tale tipologia di corsi.
La citata risoluzione n. 134/E del 2005 ha chiarito, in motivazione, che la
ratio della disposizione di cui all’art. 10, n. 20) del DPR n. 633 del 1972 è quella
di concedere l’esenzione non a tutti i soggetti che svolgono attività didattica, ma
esclusivamente a quei soggetti che la pubblica amministrazione riconosce perché,
sulla base dei requisiti posseduti (quali l’idoneità dei docenti, l’efficienza delle
strutture e del materiale didattico, ecc.), sono in grado di offrire prestazioni
didattiche aventi finalità simili a quelle erogate dagli organismi di diritto
pubblico.
Con la risoluzione n. 129 del 18 settembre 2001 è stata peraltro ritenuta
applicabile l’esenzione dall’IVA prevista dall’art. 10, n. 20), del DPR n. 633 del
1972 alle prestazioni didattiche rese dalla scuola di pilotaggio aereo per la
formazione e l’aggiornamento di piloti civili, in base all’autorizzazione ad essa
rilasciata dalla Direzione generale dell’Aviazione Civile del Ministero dei
Trasporti e successivamente rinnovata dall’Ente a cui sono state devolute, con il
decreto legislativo 25 luglio 1997, n. 250, le funzioni tecniche e amministrative
già attribuite alla predetta Direzione generale.
Ciò premesso, con riferimento alla fattispecie in esame, si osserva quanto
segue.
Il decreto legislativo 22 dicembre 2000, n. 395, in attuazione della
direttiva del Consiglio dell’Unione europea n. 98/76/CE del 1° ottobre 1998,
modificativa della direttiva n. 96/26/CE del 29 aprile 1996, concernente, tra
l’altro, “l’accesso alla professione di trasportatore su strada di merci e di
viaggiatori”, stabilisce i requisiti necessari ai fini dell’esercizio dell’attività di
autotrasportatore, fra i quali l’idoneità professionale, il cui accertamento è
connesso al superamento di un esame.
L’art. 8 dello stesso d. lgs. n. 395 dispone, fra l’altro, che “possono
partecipare alle prove d’esame (…) le persone (…) che abbiano assolto
all’obbligo scolastico e superato un corso di istruzione secondaria di secondo
grado ovvero un corso di preparazione agli esami di cui al presente articolo
presso organismi autorizzati”.
Con circolare n. 5/2006/APC del 9 novembre 2006, concernente “corsi di
formazione ed esami d’idoneità professionale autotrasportatori di merci e
viaggiatori per conto di terzi”, il Ministero dei Trasporti – Dipartimento per i
trasporti terrestri ha fornito istruzioni sia in merito alle modalità di attuazione
dell’esame di idoneità professionale per autotrasportatore sia in relazione allo
svolgimento dei corsi di formazione professionale per la preparazione
all’anzidetto esame.
Al paragrafo 2 della citata circolare n. 5/2006/APC, rubricato
“disposizioni per gli enti che svolgono i corsi”, sono state definite:
- le caratteristiche che, a partire dal 1° gennaio 2007, i corsi in argomento
devono possedere (materie e ore di lezione, durata dei corsi e delle lezioni,
programma dei corsi, ecc.);
- la procedura per la comunicazione di inizio dei corsi da parte degli enti
autorizzati;
- gli adempimenti di fine corso da parte degli stessi enti;
- le modalità per il rilascio di attestati di frequenza;
- il numero minimo dei docenti per lo svolgimento del corso nonché i
requisiti professionali richiesti ai docenti per il conferimento degli
incarichi di insegnamento;
- la gestione dell’elenco degli enti abilitati.
In particolare, il paragrafo 2-C) della suddetta circolare stabilisce che “la
comunicazione di inizio corsi dovrà pervenire (…) con la documentazione
completa almeno 30 giorni prima della data prevista di inizio del corso
medesimo. A tale comunicazione dovrà essere allegato il calendario delle lezioni
e l’elenco dei docenti che le impartiscono, al fine di consentire l’effettuazione dei
controlli sulla regolarità dei corsi stessi”.
Al paragrafo 2-D) viene precisato che al termine del corso l’ente
autorizzato dovrà inviare ai competenti uffici “il verbale di fine corso, che dovrà
contenere anche un quadro riassuntivo delle ore svolte da ogni singolo
partecipante, unitamente al registro di classe in originale relativo al corso
stesso”.
Il paragrafo 2-F) della medesima circolare stabilisce che “l’attestato di
frequenza verrà rilasciato soltanto in seguito alla prevista verifica del verbale di
fine corso e dei registri di classe, il cui esito verrà comunicato agli Enti di volta
in volta interessati”.
Il successivo paragrafo 2-G) prevede che venga redatto un elenco
completo degli Enti autorizzati ad effettuare i corsi di formazione, il quale “sarà
reso disponibile sul sito Internet del Ministero dei Trasporti. A tal fine, la
competente struttura del Ministero procederà a verificare periodicamente
l’operatività dei diversi enti di formazione accreditati”.
In forza della ricostruzione sopra operata può ritenersi che
l’autorizzazione rilasciata dal Ministero dei Trasporti nonchè il controllo e la
vigilanza esercitati dal medesimo Ministero sulla base delle disposizioni
richiamate possano conferire agli enti autorizzati che svolgono corsi di
formazione per l’accesso alla professione di autotrasportatore in argomento il
requisito del riconoscimento richiesto dall’art. 10, n. 20), del DPR n. 633 del
1972 ai fini dell’applicabilità del relativo regime di esenzione dall’IVA.
Pertanto, nel caso di specie, potranno beneficiare del regime di esenzione
dall’IVA di cui all’art. 10, n. 20), del DPR n. 633 del 1972 i corsi di preparazione
all’esame di idoneità professionale per autotrasportatori svolti dal Centro Studi
“ALFA” sempre che siano realizzati sulla base delle autorizzazioni del
competente Ministero dei Trasporti nonchè sotto il controllo e la vigilanza della
stessa Amministrazione secondo quanto stabilito dalla normativa in materia sopra
richiamata e dalla circolare citata.
La risposta di cui alla presente nota, sollecitata con istanza di interpello
presentata alla Direzione Regionale , viene resa dalla scrivente ai sensi
dell’articolo 4, comma 1, ultimo periodo del D.M. 26 aprile 2001, n. 209.