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C 3879 recante “Modifiche all'articolo 15 del TU n. 917/1986, in materia di detraibilità delle spese e di riduzione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto per la manutenzione e riparazione dei veicoli”

Camera dei deputati

 

 Nota di approfondimento a cura del Comitato di Redazione ACI del 28.3.2011 L’atto n. C  3879 recante “Modifiche all'articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, in materia di detraibilità delle spese e di riduzione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto per la manutenzione e riparazione dei veicoli” presentato alla Camera di iniziativa dell’On.    Petrengha , è stato assegnato per l’esame in sede referente alla Commissione permanente 6ª Commissione permanente (Finanze).                 L’analisi in Commissione non è ancora iniziata ma sono già stati richiesti i pareri delle commissioni 1ª (Aff. costit.), 5ª (Bilancio), 9ª (Trasporti), 10ª (Att. produt.), 14ª (Pol. comun.). Con la presente proposta di legge si vuole introdurre la detraibilità fiscale, limitatamente alle persone fisiche, delle spese relative alla manutenzione e alla riparazione dei veicoli ed anche  l’aliquota ridotta sui medesimi servizi. Si riporta di seguito lo schema del disegno di legge con la relazione di accompagnamento.       PROPOSTA DI LEGGE d'iniziativa del deputato PETRENGA Modifiche all'articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, in materia di detraibilità delle spese e di riduzione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto per la manutenzione e riparazione dei veicoli Presentata il 18 novembre 2010       Onorevoli Colleghi! — La presente proposta di legge si prefigge due propositi: dare corso alla decisione del Consiglio dell'Unione europea del 7 novembre 2006, che autorizzava gli Stati membri ad applicare un'aliquota ridotta su alcuni servizi ad alta intensità di lavoro, estendendola alla manutenzione e alla riparazione dei veicoli, e introdurre la detraibilità fiscale, limitatamente alle persone fisiche, delle medesime spese dalle imposte sul reddito.       Quanto al primo punto è opportuno osservare che nell'ambito della Strategia di Vienna per l'Europa, il Consiglio europeo di Vienna dell'11 e 12 dicembre 1998 aveva raccomandato il principio di consentire agli Stati membri che lo desideravano di sperimentare gli effetti, in termini di nuovi posti di lavoro e di lotta contro l'economia sommersa, di uno sgravio dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) mirato a servizi ad alta intensità di lavoro. In applicazione di tale raccomandazione il Consiglio aveva adottato, il 22 ottobre 1999, una direttiva ad hoc (1999/85/CE): la possibilità da essa aperta è stata utilizzata da nove Stati membri, Belgio, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Regno Unito. Poiché la validità di tale direttiva aveva termine il 31 dicembre 2003, nel luglio 2003 la Commissione ha presentato, in base ai rapporti di valutazione sull'impatto delle misure in essa previste, una nuova proposta di direttiva, volta alla semplificazione e alla razionalizzazione delle aliquote ridotte dell'IVA. A causa delle numerose divergenze emerse al suo interno il Consiglio non ha però potuto adottare tale proposta, proponendo quindi una proroga della direttiva originaria.       Successivamente è stata adottata la direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto, che autorizzava gli Stati membri ad applicare aliquote ridotte. La Commissione, nella sua comunicazione sulle aliquote diverse dall'aliquota normale dell'IVA presentata al Parlamento europeo e al Consiglio nel 2007, ha concluso che l'applicazione di aliquote ridotte ai servizi prestati localmente non pone reali problemi per il buon funzionamento del mercato interno e può, a determinate condizioni, avere effetti positivi in termini di creazione di occupazione e di lotta contro l'economia sommersa.       In conseguenza di questo sono stati adottati atti di modifica della direttiva 2006/112/CE, volti ad ampliare il numero dei servizi ad alta intensità di lavoro. Citiamo da ultimo la direttiva 2009/47/CE del Consiglio, del 5 maggio 2009, che il Parlamento ha avuto modo di esaminare nel novembre del 2008, esprimendo il proprio parere favorevole.       È in corso di emanazione una nuova proposta che permetterebbe di applicare un'aliquota ridotta dell'IVA a una gamma più ampia di prodotti e di servizi. Nei Paesi che decideranno di applicare un'aliquota ridotta, i consumatori dovrebbero assistere a una diminuzione dei prezzi. All'elenco dei beni e dei servizi ai quali i governi dei Paesi membri dell'Unione europea possono applicare un'aliquota ridotta dell'IVA sarebbero aggiunte le seguenti voci: servizi di costruzione, restauro, riparazione, trasformazione, manutenzione e pulizia di abitazioni; servizi su scala locale (cioè il cui fornitore e destinatario si trovano in una stessa ristretta zona geografica), per esempio piccoli servizi di riparazione (di scarpe, indumenti, computer eccetera); servizi di pulizia e cura di tessuti (lavanderia, tintoria, stireria eccetera); cure personali (parrucchieri, estetisti eccetera); giardinaggio e paesaggistica. I servizi di manutenzione e riparazione dei veicoli non sono compresi, pur rispondendo ai criteri con i quali è stata applicata l'aliquota ridotta dell'IVA per altri servizi: mancata turbativa del mercato e alta intensità di lavoro. La proposta di legge quindi intende stimolare il dibattito europeo mediante l'approvazione di una norma unilaterale, come quella sulla tracciatura dei prodotti Made in Italy, che l'Unione europea ha bocciato, salvo poi avviare un procedimento normativo per il Made in Europe.       Conseguentemente l'articolo 2 introduce la detraibilità fiscale della manutenzione e della riparazione dei veicoli, norma che è possibile introdurre nell'ordinamento nazionale senza che si creino problemi di compatibilità con la norma dell'Unione europea.       Occorre tenere conto del fatto che i servizi di autoriparazione sono afflitti da un alto tasso di evasione fiscale e che quindi, tramite la detraibilità, si consentirebbe la riemersione di un'ampia quota di economia sommersa. La norma si applica ai soli servizi, con esclusione delle parti di ricambio, per le quali continua ad applicarsi il precedente regime.   PROPOSTA DI LEGGE Art. 1. (Modifica all'articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di oneri detraibili).       1. Al comma 1 dell'articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, relativo alla detrazione per oneri, è aggiunta, in fine, la seguente lettera:           «i-novies) le spese per la manutenzione e la riparazione dei veicoli di cui all'articolo 47, comma 1, lettere e), f), g) e i), del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, nel limite di 200 euro l'anno per ciascun veicolo posseduto dal contribuente o dai familiari conviventi». Art. 2. (Modifica alla tabella A, parte III, allegata al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, in materia di beni e di servizi soggetti all'aliquota del 10 per cento dell'imposta sul valore aggiunto).       1. Alla tabella A, parte III, allegata al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, in materia di beni e servizi soggetti all'aliquota del 10 per cento dell'imposta sul valore aggiunto, è aggiunto, in fine, il seguente numero:       «127-undevicies) prestazioni di servizi relativi alla manutenzione e alla riparazione dei veicoli di cui all'articolo 47 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, escluse le parti di ricambio».   Art. 3. (Copertura finanziaria).       1. All'onere derivante dall'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2, valutato in 150 milioni di euro per l'anno 2011 e in 300 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2012, si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.       2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.  

 

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